ARTICOLI SULLA RELIGIONE CRISTIANA

sabato 5 gennaio 2008

MEDJUGORJE E' TUTTO FALSO

Precisiamo che articoli, recensioni, comunicazioni, eventi, appuntamenti... e quant'altro vengono da noi pubblicati non in base ad una adesione ideologica o morale, ma solo se ce ne viene fatta esplicita richiesta (anche con una semplice comunicazione fatta alla nostra Redazione a scopo di pubblicazione), pur rimanendo noi liberi di soddisfare o meno i desiderata.


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mEDJUgORJE È TUTTO FALSO
un libro di
Marco Corvaglia

«Che cosa è veramente accaduto, e ancora oggi accade, in quei luoghi?
Le voci "scomode" e informate sono scarsissime e così viene lasciato campo libero all'agiografia, all'apologia, all'esaltazione incondizionata.»

Anteprima Edizioni

Raccomandiamo vivamente il nuovo libro (ottobre 2007) del Prof. Marco Corvaglia.
L'autore pacato e puntuale, usando semplicemente il buon senso critico, ha dato vita ad un'opera che demolisce il caso Medjugorje nonché le sicumere ampollosità di certi cosiddetti "grandi", che difronte alle sue osservazioni coerenti e logiche fanno una ben misera figura, dimostrando che la loro è una fama immeritata. Fra questi "grandi" non esitiamo ad includere il Socci e il Laurentin, quest'ultimo "grande mariologo" (povera Maria con un "mariologo" del genere!).
Il libro è inoltre interessante perchè l'autore affronta l'argomento non da un punto di vista strettamente "religioso", ma da una prospettiva storica, logica e scientifica: le conclusioni sono comumque identiche a quelle che da tempo abbiamo pubblicato sul nostro sito, in questa sezione.
Grazie quindi al Prof. Corvaglia per il contributo dato allo smascheramento del grosso imbroglio chiamato Medjugorje.

La Redazione

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazione


Una volta Medjugorje era un piccolo villaggio desolato al di là del mare Adriatico. Ma dopo il 24 giugno 1981, il giorno in cui sei ragazzi affermano di aver visto la Madonna sul Podbrdo, la sua vita è cambiata. Oggi è una delle capitali mondiali del turismo religioso, in grado di accogliere ogni anno più di un milione di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Che cosa c’è però dietro al presunto fenomeno delle apparizioni? E quanto sono credibili i racconti e gli studi che hanno cercato di far luce su di esso?
Se la gerarchia cattolica ha assunto fin dall’inizio un atteggiamento di grande prudenza, il popolo dei credenti si è diviso: da una parte vi è chi non mette in dubbio la soprannaturalità di quegli eventi, dall’altra chi sospetta l’inganno.
Ma è davvero impossibile arrivare, sulla base dei dati disponibili, a una conclusione minimamente fondata?
L’autore di questo libro pensa che la verità sia a portata di mano –se soltanto si vuole vederla-. Nella ormai amplissima letteratura dedicata alle apparizioni è in realtà tutto scritto: le ambiguità, le contraddizioni, le bugie dei protagonisti della vicenda sono palesi, e inoppugnabili.
Una particolare attenzione meritano quelle che per un quarto di secolo hanno costituito l’asso nella manica dei fautori di Medjugorje: le indagini scientifiche condotte da vari gruppi di studio. Per la prima volta vengono esaminati criticamente e compiutamente i test e le perizie mediche che dimostrerebbero la sincerità dei veggenti e l’inspiegabilità dei fenomeni. Purtroppo, non c’è un solo dato che resista a un’analisi attenta.
Marco Corvaglia: «Ai cosiddetti test “scientifici” ho dedicato circa un terzo del mio lavoro. Ho portato avanti un minuzioso esame che nessuno aveva mai tentato fino a ora. Quello che posso dire, sinteticamente, è che appare singolare il modo in cui tali test sono stati eseguiti, stupefacente il modo in cui sono stati interpretati, sconcertante il modo in cui la propaganda li ha presentati.»
Tra i tanti «scandali» nati intorno al fenomeno Medjugorje, viene inoltre qui svelato e documentato quello (finora accuratamente tenuto nascosto in Italia) della comunità religiosa statunitense fondata per «volere» della Madonna di Medjugorje, ancor oggi propagandata e frequentata da alcuni dei veggenti. Essa è in realtà un'impresa multimilionaria, il cui fondatore è stato condannato a pagare cospicui risarcimenti agli ex adepti, che l'hanno accusato di averli sottoposti a indottrinamenti, condizionamenti psicologici, e di aver così estorto loro ingenti somme di denaro.
«Accuse di lavaggio del cervello e riciclaggio di denaro colpiscono un gruppo religioso della zona mentre alcuni sfortunati membri abbandonano la Caritas nata nel 1987 nella contea di Shelby per promuovere l’esperienza di Medjugorje, il villaggio dell’Europa orientale in cui sei ragazzi hanno affermato di vedere la Vergine Maria. Oggi la Caritas è cresciuta fino a diventare un’impresa multimilionaria, con famiglie che vivono lì tutto l’anno, un’agenzia viaggi che offre pellegrinaggi a Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, un ramo editoriale e anche una fattoria. […] «La filosofia di Terry è quella di non rispondere a chi dice cose cattive sul suo conto –ha detto Joseph Ritchey, un avvocato di Birmingham che cura gli interessi della Caritas–. Ritiene che rispondendo alle critiche darebbe credibilità alle denunce. […] Non credo che ci sia qualcosa di terribile lì, altrimenti non li rappresenterei.» Sara Foss, 26 marzo 2001, «Birmingham Post-Herald».
Insomma, il fenomeno Medjugorje è figlio di una straordinaria macchina di propaganda, soprattutto locale, ma non solo, talvolta mossa da superficialità altre manovrata in vera e propria malafede, che ha fatto leva su un fenomeno falso per riaccendere le tiepide fedi dei credenti e per rilanciare economicamente l’industria turistica del paese, e non solo.

L ’Autore MARCO CORVAGLIA, nato a Casarano (Lecce) nel 1969, è docente di lettere classiche e da molti anni studioso di presunti fenomeni paranormali.

La Gospa [La Signora, in croato] sa ricompensare lo zelo che Laurentin [teologo mariano e autore di innumerevoli opere su Medjugorje] ha ripetutamente dimostrato nel difenderla (1). Lo stesso mariologo francese ci informa che, il 1º agosto 1984, alla domanda (posta alla Gospa, tramite Marija, da un francescano di Belgrado) «Quale messaggio hai per noi sacerdoti?» seguì la risposta: «Fate leggere ai preti il libro di padre Laurentin e diffondetelo» (risposta registrata in video). Ovviamente ciò ha suscitato ilarità in chi ha almeno un po’ di spirito critico e allora Laurentin si è difeso affermando che non era sua intenzione gloriarsi di quella «sponsorizzazione». Ha aggiunto anzi: «Conoscendo molti veggenti, non sono contento quando, molto raramente, qualcuno di loro ritiene opportuno accordarmi degli elogi da parte della Madonna. Ho sempre paura che questo tipo di elogi siano dettati dal desiderio di entrare nelle mie grazie».Stavolta ha fatto centro, padre Laurentin. Comunque la Gospa non si è dedicata a stranissime promozioni editoriali solo nella circostanza appena raccontata. Ancor più significativo del precedente è il caso di una biografia di Gesù, intitolata Il poema dell’Uomo-Dio, scritta, su presunta ispirazione divina, dalla mistica Maria Valtorta. L’opera si è diffusa tra i seguaci di Medjugorje, sin dal 1982, quando, come vedremo, vi era stata una approvazione della Madonna, comunicata attraverso Marija. Tuttora è considerata un cult nell’ambiente, tanto è vero che nel corso della seconda metà del 2006 Radio Maria ne ha trasmesso una lettura a puntate. La stranezza consiste nel fatto che la prima edizione di questo libro fu inserita, nel 1959, nell’Indice dei Libri Proibiti dalla Chiesa Cattolica. Il 31 gennaio 1985 l’allora cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, scrisse una lettera indirizzata all’arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, in cui definiva l’opera in questione espressione di «una ben nota categoria di malattie mentali». Il futuro papa Benedetto XVI proseguiva dicendo che gli elementi introdotti nella seconda edizione non cambiano la natura dell’opera, che è costituita da una montagna di puerilità, fantasie, falsità storiche ed esegetiche, diluite in un’atmosfera sottilmente sensuale, a causa di uno stuolo di donne al seguito di Gesù. Nel complesso si tratta di un cumulo di elementi pseudoreligiosi. Pertanto, anche per la seconda edizione, il giudizio di condanna da parte della Chiesa rimane valido.
Pur essendo stato ufficialmente abolito, per il cardinale Ratzinger l’Indice dei Libri Proibiti «conserva tutta la propria autorità morale». Padre Philip Pavich, un francescano statunitense di origini croate, che viveva a Medjugorje ormai da cinque anni, il 4 ottobre 1991 volle comunicare tramite fax al Medjugorje Center che si trattava di un testo messo all’indice e che non era possibile che la Madonna lo approvasse: chiedeva quindi che non fosse più venduto. Allegò anche la lettera di Ratzinger. Ecco cosa accadde, nelle parole dello stesso Pavich: «Invece di ringraziarmi, si infuriarono per quello che avevo fatto. Non tolleravano che io sfrontatamente contraddicessi la Madre di Dio. “Se non credi alla Valtorta, allora non credi a Medjugorje”: questo è ciò che mi dicevano». Nel marzo 1992, quando Marija era negli Stati Uniti per una serie di incontri con i fedeli d’oltreoceano, fu ospite, a New Orleans, di una puntata del programma Focus, trasmesso dalla rete EWTN. Era accompagnata da padre Slavko Barbaric, il francescano carismatico diventato direttore spirituale dei veggenti dopo l’allontanamento di Vlašic (comandato nel 1984 dal vescovo Žanic per motivi disciplinari). Ad un certo punto arrivò la telefonata di un telespettatore di nome Bob.
BOB: Che cosa ha detto esattamente la Madonna sul Poema dell’Uomo-Dio? La questione è molto controversa e ci sono discussioni tra coloro che credono ai messaggi di Medjugorje.
MARIJA: Un giorno, nei primi tempi, io non sapevo neanche dell’esistenza di questo libro. Ma un frate converso di Mostar mi ha detto: «Domanda alla Madonna se è veritiero». Io ho domandato e la Madonna mi ha detto: «Si può leggere». Non ha detto nient’altro. Ora ho sentito che ci sono dei grossi problemi con questo libro e forse padre Slavko potrà spiegarli.
PADRE BARBARIC: Sì, c’è molta confusione su questo punto. Questo è il mio consiglio: domandate al vostro vescovo cosa bisogna pensare a questo riguardo.
Nel 1995 Suor Emmanuel Maillard, che vive nella «Comunità delle Beatitudini» di Medjugorje, intervistò Marija, la quale confermò e precisò alcuni dettagli: il francescano che le aveva chiesto di interpellare la Madonna si chiamava padre Franjo; l’anno era precisamente il 1982. L’ipotesi più ragionevole è che Marija, non conoscendo il libro, non immaginasse certo che fosse all’Indice. E così s’inventò una risposta che, per quanto vaga, smentiva clamorosamente la posizione ufficiale della Chiesa.


























































































(1) Espressione un po' impropria: per difendere Medjugorje, e non la Madonna.



I veggenti, oggi
Premettiamo che nessuno dei sei veggenti lavora, fatta eccezione per Jakov, che presta la sua opera nell’ufficio parrocchiale. È coniugato dal 1993 con un’italiana, Annalisa Barozzi, e ha tre figli. Non ha più le apparizioni quotidiane, dal 1998, ma ne ha una all’anno, il 25 dicembre.
Ivanka ha tre figli, essendosi sposata nel 1986 con Rajko Branko Elez, il cui fratello ha aperto un ristorante in un’ottima posizione, di fronte alla chiesa di Medjugorje. In quel locale lavora lo stesso Rajko. Ha smesso di avere le apparizioni quotidiane dal 1985 e ne ha una ogni anno, il 25 giugno, anniversario «ufficiale» delle apparizioni.
Mirjana si è sposata nel 1989: ha due figlie. Non ha più le apparizioni quotidiane dal 1982, ma ne ha una il giorno 2 di ogni mese, in mattinata, e un’altra ogni 18 marzo.
Vicka, sposata dal 2002, con due figli, continua ad avere regolarmente le apparizioni.
Marija è coniugata dal 1993 con l’italiano Paolo Lunetti, ha quattro figli e vive a Monza. Ha ancora le apparizioni quotidiane. In più, il 25 di ogni mese ha un messaggio speciale per tutti i fedeli, che comunica alla parrocchia di Medjugorje; quest’ultima poi lo divulga prontamente in tutto il mondo. Ivan si è sposato nel 1994 con Laureen Murphy, ex Miss Massachusetts: ha tre figli. Ha ancora le apparizioni quotidiane e vive da maggio a settembre a Medjugorje e il resto dell’anno a Boston, negli Stati Uniti, ma i suoi familiari accolgono pellegrini per tutto l’anno.
Anche le due «veggenti di seconda generazione» si sono sposate: Marijana nel 1993 (e ben presto ha smesso di avere le sue locuzioni interiori) e Jelena nel 2002 (ora vive a Roma con il marito Massimiliano Valente).
Nei primi anni Ivan dichiarava: «La Madonna, dalle prime apparizioni, ci ha proibito di ricevere denaro». Ma nel 1994 Laurentin informa i suoi lettori del fatto che «Ivan ha ora una bella casa nuova, che gli permetterà di vivere ospitando pellegrini, come già fanno Mirjana, Ivanka, Vicka e presto Jakov». L’anno successivo constata: «Il loro tenore di vita è molto più elevato di quello della loro infanzia». Merita davvero una visita il sito ufficiale tramite il quale Ivan raccoglie le prenotazioni. […]
www.pilgrimages.com/prayerexperience


Strane amicizie?
Esiste al mondo un numero incalcolabile di associazioni che diffondono il culto di Medjugorje, divulgando i messaggi dei veggenti, esortando alla preghiera, organizzando pellegrinaggi, vendendo, del tutto lecitamente, libri e dvd.
Il più grande Medjugorje Center si trova negli Stati Uniti. Ciò non deve meravigliare, poiché oltreoceano le apparizioni della Gospa hanno avuto un particolare impatto, come testimoniano, indirettamente, anche i dati pubblicati da Paolo Apolito nel suo libro Internet e la Madonna: negli anni ’70 negli Stati Uniti c’erano state undici persone cha avevano affermato di vedere la Madonna. Negli anni ’80, dopo la diffusione delle notizie relative a Medjugorje, i casi sono stati quarantanove. La tendenza alla crescita sembra peraltro inarrestabile, visto che negli anni ’90 si sono registrate cento presunte apparizioni.
Il Medjugorje Center a cui facevamo cenno si trova nella città di Birmingham (Alabama) e si chiama Caritas (ovviamente non ha nulla a che fare con l’omonimo organismo pastorale della CEI, ben conosciuto nel nostro paese). Ne è fondatore un tale Terry Colafrancesco, che nel corso degli anni ’80 si recò più volte a Medjugorje stringendo amicizia con Marija. Quando la veggente, nel 1988, decise, nobilmente, di donare un rene al proprio fratello malato, fu lui a offrirle viaggio e ospitalità.Così, per Birmingham partirono Marija, il fratello malato e, come interprete, Cyrille Auboyneau, che già conosciamo. Da notare che nelle settimane in cui rimase in Alabama, a cavallo tra il 1988 e il 1989, Marija continuò ad avere le apparizioni. Anzi affermò che la Madonna le era apparsa mentre era sotto i ferri, in anestesia totale:
PADRE LIVIO: Hai avuto l’apparizione mentre eri in anestesia totale e notavi dalla faccia della Madonna che seguiva l’operazione?
MARIJA: Sì. Per esempio al momento del primo taglio ho visto che la Madonna ha fatto come una smorfia sulla faccia.
Secondo Socci, questa reazione denota la «tipica ipersensibilità femminile» della Madonna.(2) Le apparizioni si verificarono di norma nella camera dei coniugi Colafrancesco (intorno alle 10,40 del mattino, per via del fuso orario), ma il 24 novembre, Giorno del Ringraziamento, Terry chiese a Marija di avere un’apparizione in un immenso campo di 36 ettari, di sua proprietà, sotto un pino presso cui aveva collocato un crocifisso e una statua della Madonna. Auboyneau confermò che il fondatore della Caritas di Birmingham aveva chiesto un’apparizione nel campo: «Terry voleva un’apparizione nel campo, sotto l’albero, e avanzò questa richiesta. Così abbiamo domandato a Marija di chiedere alla Madonna se poteva apparire nel campo, il Giorno del Ringraziamento. La Madonna disse che sarebbe apparsa».Nei mesi seguenti il campo della Caritas divenne una delle più importanti attrazioni «turistiche» dell’Alabama, come confermato da Lisa Shivers, direttrice del locale Bureau of Tourism and Travel. Quello di Colafrancesco non è però un semplice Medjugorje Center: si tratta di una vera e propria comunità, aperta anche a gruppi familiari, in cui il messaggio religioso si vena di un innocuo ma, a mio parere, grottesco «amor di patria» (alle 5,00, ogni mattina, si recita il Rosario Patriottico). Tale comunità sarebbe nata a seguito di una richiesta della Madonna (si veda il brano seguente). Poiché l’intermediaria tra Colafrancesco e la Madonna è Marija, bisogna quindi dedurne che sia stata quest’ultima a rendere nota tale richiesta. Si ripete lo schema della comunità di Vlašic? Nel sito ufficiale dell’organizzazione è riportato che Marija Pavlovic (in Lunetti) ha avuto 125 apparizioni presso la Caritas di Birmingham, dove è tornata regolarmente nel corso degli anni. Poiché durante il suo soggiorno in occasione dell’intervento chirurgico esse furono poco più di trenta, se ne deduce che ve ne siano state circa 90 dal 1989 a oggi.
Ma leggiamo insieme un singolare documento pubblicato il 23 novembre 2006 sul medesimo sito ufficiale:
Il 5 agosto 1620 la Mayflower salpò per il nuovo mondo. Questa piccola imbarcazione fu il vascello che Dio adoperò per portare un gruppo di Cristiani in una terra sconosciuta al di là dell’Atlantico. […] Per chiunque conosca almeno un po’ il rapporto esistente tra la Beata Vergine Maria e la nascita degli Stati Uniti d’America, è davvero emozionante riflettere, nella storia della nostra nazione, sul segno che conferma questo Sacro Legame, poiché il 5 agosto, secondo la Madonna di Medjugorje, ricorre il Suo vero compleanno.
[…] Un anno fa, il 24 novembre 2005, Giorno del Ringraziamento […] Marija Lunetti era tornata in Alabama per una visita privata di soli due giorni. Ma questi giorni hanno avuto un significato speciale per la comunità, poiché il Giorno del Ringraziamento è caduto il 24 novembre. La prima volta in cui la Madonna è apparsa nel campo era il Giorno del Ringraziamento ed era il 24 novembre 1988. […] È stato un anniversario speciale per noi, tanto più che la visita di Marija non era prevista. È stata una spontanea decisione che ha portato Marija in Alabama in questi giorni. E così non abbiamo celebrato solo il ricordo del primo Ringraziamento della nostra nazione, ma anche il primo Ringraziamento della nostra comunità, perché tramite queste apparizioni la Madonna ha iniziato un piano per riconciliare con Dio noi stessi, le nostre famiglie e la nostra nazione, tramite la comunità che Lei ha chiesto fosse creata qui.
Il 24 novembre 1988 la Madonna ha dato un messaggio. Ha detto: «Vi invito a vivere i miei messaggi. Sono qui per aiutarvi. Intercederò in vostro favore presso Dio, per tutte le vostre intenzioni».Da quel momento, il campo è diventato un luogo di pellegrinaggio (3), un posto dove decine di migliaia di persone sono venute nel corso degli anni per incontrare la Madonna pregando e per presentarLe le proprie necessità. È un luogo che ha anche un grande significato per la nostra nazione, consacrata al cuore della Madonna per il suo ritorno a Dio. […]
C’è da aggiungere che il 2 novembre 2006 anche Mirjana è stata ospite di Colafrancesco.
Da notare che Marija, quando è dal suo amico statunitense, ha le apparizioni secondo il fuso orario di Medjugorje (quindi è mattina in Alabama e sera a Medjugorje). Invece Mirjana, che a Medjugorje ha l’apparizione del giorno 2 del mese al mattino, l’ha avuta al mattino anche in Alabama. Nonostante quest’anomalia, gli 8 mila fedeli convenuti a Birmingham sapevano già che avrebbero assistito ad un’estasi in mattinata, poco dopo l’arrivo di Mirjana. Ma, si sa, la Madonna di Medjugorje appare per appuntamento (e non è una battuta, come vedremo).
Leggiamo il resoconto «ufficiale»:
Nonostante il freddo i pellegrini si sono riuniti ed hanno continuato ad arrivare per tutta la mattinata, superando di gran lunga gli 8 mila. Il freddo non ha diminuito il desiderio di queste migliaia di essere con la Madonna. […] Mirjana è arrivata intorno alle 8,45 e si è unita ai pellegrini nella recita dei Misteri Gloriosi del Rosario. Alle 9,07 Mirjana è entrata in estasi, ed è rimasta con la Madonna circa 3 minuti e mezzo. Nonostante stesse al freddo da ore, la folla era decisa a rimanere finché non avesse ascoltato il messaggio della Madonna tradotto nella propria lingua.

Gospa S.p.A.
Il 16 marzo 1995 un’amica di Vicka si rivolge, tramite lettera, a un gruppo di facoltosi olandesi, devoti della Gospa, affermando di aver chiesto alla Madonna, tramite la stessa Vicka, il permesso di costruire un albergo da 100 posti letto. In tale lettera si legge che il 2 dicembre 1994 la veggente ha risposto: «[La Madonna] ha detto che potete cominciare a costruire con gradualità». È pertanto necessario reperire i fondi.
Gli olandesi chiedono immediatamente, tramite fax, a padre Slavko Barbaric chiarimenti sull’attendibilità di questa strana esortazione. Venuta a conoscenza di ciò, Vicka il 19 marzo anticipa la risposta del suo padre spirituale e scrive al responsabile del gruppo olandese la seguente incredibile lettera, che, come le altre citate nel presente paragrafo, sarà poi pubblicata su «Crkva na Kamenu» (La Chiesa sulla Roccia), bollettino pastorale diocesano (numero 11, novembre 1997, pagina 3):
Stimato e rispettabile amico, le ho già scritto tramite la mia amica e la sua famiglia e ora le scrivo di nuovo perché forse non mi ha capito bene e, in più, io sono un po’ sorpresa del fatto che lei stia cercando i messaggi di qualcun altro oltre i messaggi della Madonna, la Madre di Dio. Quando la Madonna, la Madre di Dio, approva e insiste sull’inizio dei lavori di costruzione, poi, io non capisco perché lei ha dei dubbi e chiede altri messaggi e approvazione da persone normali. La Madonna, la Madre di Dio, ha dato la sua approvazione per l’inizio dei lavori tramite me e quindi, se lei crede a Medjugorje e alle apparizioni della Madonna, la Madre di Dio, non capisco perché ha dei dubbi. Mi auguro con tutto il cuore un felice inizio dei lavori e una reciproca collaborazione. Molti saluti. Prego per lei.
Padre Slavko Barbaric non era stato informato da Vicka della lettera che abbiamo appena riportato e così il 28 marzo inviò la propria risposta e negò che la veggente avesse mai fatto domande alla Madonna circa l’opportunità di costruire l’albergo.

Anteprima Edizioni






























































































(2) Non è una freddura: Socci lo dice con tutta la sua serietà.





































































(3) e... di gran turismo... con grandi introiti...



Indice dell’opera
5 Introduzione
MEDJUGORJE. È TUTTO FALSO
13 1. Stranezze e contraddizioni
115 2. Assurdità
135 3. Prodigi e ingenuità
169 4. La posizione della Chiesa




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DIRETTIVE DELGRAN MAESTRO MASSONERIA AI VESCOVI CATTOLICI MASSONI

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Direttive del Gran Maestro della Massoneria
ai Vescovi cattolici massoni
Effettive dal 1962
(aggiornamento del Vaticano II)

Tutti i confratelli massoni dovranno riferire sui progressi di queste decisive disposizioni (rielaborate nell'ottobre 1993), come piano progressivo per lo stadio finale. Tutti i massoni occupati nella Chiesa devono accoglierle e realizzarle.

Fonte: Pubblicato in Chiesa Viva, Settembre e Novembre 2007
Da Magnificat Meal Movement International
P.o.Box 353 Toowoomba Australia 4350

Nota - Non fa meraviglia che la massoneria, sinagoga di Satana, si accanisca in una lotta, contro Cristo e la sua Chiesa, destinata alla sconfitta finale. Ma è penosissima constatazione che simili perverse suggestioni siano entrate nella nostra prassi liturgica quotidiana, ormai destituita dal doveroso senso di riverenza verso il Mistero Eucaristico, e che il piano di distruzione della Chiesa non sia percepito e denunziato da coloro che sono posti da Dio stesso a dirigere il gregge di Cristo.

Ubi Petrus, Novembre 2007


Sembra impossibile, da non credere, e noi invitiamo il nostro lettore a non credere a priori..., ma ad osservare la realtà, a riflettere e poi a constatare se quanto qui detto corrisponde al vero...
Ogni commento è superfluo.

La Redazione

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazion

1. Rimovete una volta per tutte S. Michele, protettore della Chiesa Cattolica, da tutte le preghiere all'interno e all'esterno della S. Messa. Rimovete le sue statue affermando che esse distolgono dall'adorazione a Cristo.
2. Rimovete gli esercizi penitenziali della quaresima, come l'astinenza dalle carni al venerdì, o anche il digiuno. Impedite ogni atto di abnegazione: al loro posto debbono essere favoriti atti di gioia, di felicità e di amore del prossimo. Dite: "Cristo ha già meritato per noi il paradiso", e "Ogni sforzo umano è inutile". Dite a tutti che debbono prendere sul serio la preoccupazione per la loro salute. Incoraggiate il consumo di carne, specialmente di maiale.
3. Incaricate pastori protestanti di riesaminare la S. Messa e di dissacrarla.
Seminate dubbi sulla Reale Presenza nell'Eucaristia, e confermate che l'Eucaristia - con maggiore vicinanza alla fede dei protestanti - è soltanto pane e vino e intesa come puro simbolo.
Disseminate protestanti nei seminari e nelle scuole. Incoraggiate l'ecumenismo come via verso l'unità. Accusate ognuno che crede alla Presenza Reale come sovversivo e disobbediente verso la Chiesa.
4. Vietate la liturgia latina della Messa, adorazione e canti, giacché essi comunicano un sentimento di mistero e di deferenza. Presentateli come incantesimi di indovini.
Gli uomini smetteranno di ritenere i sacerdoti come uomini di intelligenza superiore, da rispettare come portatori dei misteri divini.
5. Incoraggiate le donne a non coprire la testa col velo in chiesa. I capelli sono sexy. Pretendete donne come lettrici e sacerdotesse. Presentate la cosa come idea democratica.
Fondate un movimento di liberazione della donna.
Chi entra in chiesa deve indossare vesti trascurate per sentirsi come a casa. Ciò indebolirà l'importanza della S. Messa.
6. Distogliete i fedeli dall'assumere in ginocchio la Comunione. Dite alle Suore che debbono distogliere i bambini prima e dopo la Comunione dal tenere le mani giunte. Dite loro che Dio li ama così come sono e desidera che si sentano del tutto a loro agio.
7. Eliminate la musica sacra dell'organo. Introducete chitarre, arpe giudaiche, tamburi, calpestio e sacre risate nelle chiese. Ciò distoglierà la gente dalla preghiera personale e dalle conversazioni con Gesù. Negate a Gesù il tempo di chiamare bambini alla vita religiosa.
Eseguite intorno all'altare danze liturgiche in vesti eccitanti, teatri e concerti.
8. Togliete il carattere sacro ai canti alla Madre di Dio e a S. Giuseppe. Indicate la loro venerazione come idolatria. Rendete ridicoli coloro che persistono.
Introducete canti protestanti: ciò darà l'impressione che la Chiesa Cattolica finalmente ammette che il protestantesimo è la vera religione o almeno che esso è uguale alla Chiesa Cattolica.
9. Eliminate tutti gli inni, anche quelli a Gesù, giacché essi fanno pensare la gente alla felicità e serenità che deriva dalla vita di mortificazione e di penitenza per Dio già dall'infanzia. Introducete canti nuovi soltanto per convincere la gente che i riti precedenti in qualche modo erano falsi. Assicuratevi che in ogni Messa ci sia almeno un canto in cui Gesù non venga menzionato, e che invece parli soltanto di amore per gli uomini. La gioventù sarà entusiasta a sentire parlare di amore per il prossimo.
Predicate l'amore, la tolleranza e l'unità. Non menzionate Gesù. Vietate ogni annuncio dell'Eucaristia.
10. Rimovete tutte le reliquie dei Santi dagli altari, e in seguito gli altari stessi. Sostituiteli con tavole pagane prive di consacrazione che possano venir usate per offrire sacrifici umani nel corso di messe sataniche.
Eliminate la legge ecclesiastica che vuole la celebrazione della S. Messa soltanto sugli altari contenenti reliquie.
11. Interrompete la pratica di celebrare la Messa alla presenza del Santissimo Sacramento nel Tabernacolo. Non ammettete alcun tabernacolo sugli altari che vengano usati per la celebrazione della Messa.
La tavola deve avere l'aspetto di una tavola da cucina. Dev'essere trasportabile per esprimere che essa non è affatto sacra, ma deve servire a un duplice scopo, come, per esempio, la tavola per conferenze o per giocarvi a carte. Più tardi collocate almeno una sedia a tale tavola. Il sacerdote deve prendervi posto per indicare che dopo la Comunione egli riposa come dopo un pasto. Il sacerdote non deve mai stare in ginocchio durante la Messa né fare genuflessioni. Ai pasti infatti non ci si inginocchia mai.
La sedia del sacerdote dev'essere collocata al posto del tabernacolo. Incoraggiate la gente a venerare e anche ad adorare il sacerdote invece che l'Eucaristia, a obbedire a lui invece che all'Eucaristia. Dite alla gente che il sacerdote è Cristo, il loro capo.
Collocate il tabernacolo in un locale diverso, fuori vista.
12. Fate sparire i santi dal calendario ecclesiastico, sempre alcuni in tempi determinati. Vietate ai sacerdoti di predicare dei Santi, tranne quelli che siano menzionati nel Vangelo. Dite al popolo che eventuali protestanti, magari presenti in chiesa, potrebbero scandalizzarsene. Evitate tutto ciò che disturba i protestanti.
13. Nella lettura del Vangelo omettete la parola santo, per esempio invece di "Vangelo secondo San Giovanni" dite semplicemente "Vangelo secondo Giovanni": ciò farà pensare la gente a non doverli più venerare.
Scrivete continuamente nuove Bibbie finché esse saranno identiche a quelle protestanti. Omettete l'aggettivo santo nell'espressione Spirito Santo: ciò aprirà la strada.
Evidenziate la natura femminile di Dio come una madre piena di tenerezza. Eliminate l'uso del termine Padre.
14. Fate sparire tutti i libri personali di pietà e distruggeteli. Di conseguenza verranno a cessare anche le litanie del Sacro Cuore di Gesù, della Madre di Dio, di San Giuseppe, come la preparazione alla santa Comunione. Superfluo diverrà pure il ringraziamento dopo la Comunione.
15. Fate sparire anche tutte le statue e le immagini degli angeli. Perché mai dovrebbero stare in piedi le statue dei nostri nemici?
16. Abrogate l'esorcisno minore per cacciare i demoni: impegnatevi in questo, annunciate che i diavoli non esistono. Spiegate che è il metodo adottato dalla Bibbia per designare il male e che senza un malvagio non possono esistere storie interessanti. Di conseguenza la gente non crederà all'esistenza dell'inferno, né temerà di poterci mai cadere. Ripetete che l'inferno altro non è che la lontananza da Dio, e che non c'è nulla di terribile in ciò, se si tratta in fondo della medesima vita come qui sulla terra.
17. Insegnate che Gesù era soltanto uomo, che aveva fratelli e sorelle, e che aveva odiato i detentori del potere. Spiegate che egli amava la compagnia delle prostitute, specialmente di Maria Maddalena; che non sapeva che farsene di chiese e sinagoghe. Dite che aveva consigliato di non obbedire ai capi del clero, spiegate che egli era un grande maestro, che però deviò dalla retta via quando negò l'obbedienza ai capi della chiesa.
Scoraggiate il discorso sulla Croce come vittoria. Al contrario presentatela come fallimento.
18. Ricordate che potete indurre le suore verso il tradimento della loro vocazione se vi rivolgerete alla loro vanità, fascino e bellezza. Fate loro mutare l'abito ecclesiastico, e ciò le porterà naturalmente a buttar via i loro rosari.
Rivelate al mondo che nei loro conventi vi sono dissensi: ciò disseccherà le loro vocazioni. Dite alle suore che non saranno accettate se non avranno rinunciato all'abito. Favorite il discredito dell'abito ecclesiastico anche tra la gente.
19. Bruciate tutti i catechismi. Dite agli insegnanti di religione di insegnare ad amare le creature di Dio, invece che Dio stesso e che l'amare apertamente è testimonianza di maturità. Fate che il termine sesso diventi parola di uso quotidiano nelle vostre classi di religione.
Fate del sesso una nuova religione. Introducete immagini di sesso nelle lezioni di religione per insegnare ai bambini la realtà. Assicuratevi che le immagini siano chiare.
Incoraggiate le scuole a divenire pensatoi progressisti nel campo dell'educazione sessuale. Introducete l'educazione sessuale tramite l'autorità vescovile, così i genitori non avranno nulla in contrario...
20. Soffocate le scuole cattoliche, impedendo le vocazioni di suore. Rivelate alle suore che sono lavoratrici sociali sottopagate dalla Chiesa, e che la Chiesa è in procinto di eliminarle. Insistete che l'insegnante laico cattolico riceva l'identico stipendio di quello delle scuole governative. Impiegate insegnanti non cattolici.
I sacerdoti devono ricevere l'identico stipendio come i corrispondenti impiegati secolari. Tutti i sacerdoti devono deporre la loro veste clericale e le loro croci così da poter essere accettati da tutti. Rendete ridicoli coloro che non si adeguano.
21. Annientate il Papa, distruggendo le sue università. Staccate le uni-versità dal Papa, dicendo che in tal modo il governo le potrebbe sussidiare. Sostituite i nomi degli istituti religiosi con nomi profani, per favorire l'ecumenismo. Per esempio invece di Scuola dell'Immacolata Concezione dite Scuola Superiore Nuova. Istituite reparti di ecumenismo in tutte le diocesi, e preoccupatevi del loro controllo da parte protestante. Vietate le preghiere per il Papa e verso Maria, perché essi scoraggiano l'ecumenismo.
Annunciate che i vescovi locali sono le autorità competenti. Sostenete che il papa è soltanto una figura rappresentativa.
Spiegate alla gente che l'insegnamento papale serve soltanto alla conversazione, ma che altrimenti è privo di importanza.
22. Combattete l'autorità papale, ponendo un limite di età al suo esercizio. Riducetela a poco a poco. Spiegate che lo volete preservare dall'eccesso di lavoro.
23. Siate audaci: indebolite il Papa introducendo sinodi vescovili. Il Papa diverrà allora soltanto una figura di rappresentanza, come in Inghilterra dove la Camera Alta e quella Bassa regnano, e da esse la regina riceve gli ordini.
In seguito indebolite l'autorità del vescovo, dando vita a un'istituzione concorrente a livello dei presbiteri. Dite che i sacerdoti ricevono in tale modo l'attenzione che meritano.
Infine indebolite l'autorità del sacerdote con la costituzione di gruppidi laici che dominino i sacerdoti. In questo modo si originerà un tale odio, che abbandoneranno la Chiesa addirittura dei cardinali, e la Chiesa sarà democratica: la Chiesa Nuova.
24. Riducete le vocazioni al sacerdozio facendo perdere ai laici il timore riverenziale per esso. Lo scandalo pubblico di un sacerdote annienterà migliaia di vocazioni. Lodate sacerdoti che, per amore di una donna, abbiano saputo lasciare tutto. Definiteli eroici.
Onorate i sacerdoti ridotti allo stato laicale come autentici martiri, oppressi a tal punto da non poter sopportare oltre.
Condannate anche come uno scandalo che i nostri confratelli massoni nel sacerdozio debbano venir resi noti e i loro nomi pubblicati.
Siate tolleranti con l'omosessualità del clero. Dite alla gente che i preti soffrono di solitudine.
25. Cominciate a chiudere le chiese a causa di scarsità del clero. Definite come buona e come economica tale pratica. Spiegate che Dio ascolta ovunque le preghiere: in tale maniera le chiese diventeranno stravaganti sprechi di denaro. Chiudete anzitutto le chiese in cui si pratica pietà tradizionale.
26. Utilizzate commissioni di laici e sacerdoti deboli nella fede che condannino e riprovino senza difficoltà ogni apparizione di Maria e ogni apparente miracolo, specialmente dell'arcangelo Michele.
Assicuratevi che nulla di ciò, in nessuna misura, riceverà l'approvazione secondo il Vaticano II.
Seminate disobbedienza nei confronti dell'autorità se qualcuno obbedisce alle rivelazioni o addirittura se qualcuno riflette su di esse. Indicate i veggenti come disobbedienti nei confronti dell'autorità ecclesiastica. Fate cadere il loro buon nome in disistima: allora nessuno penserà di tenere in qualche conto il loro messaggio.
27. Eleggete un antipapa. Affermate che egli riporterà i protestanti nella chiesa e forse addirittura gli ebrei. Un antipapa potrà essere eletto se venisse dato il diritto di voto ai vescovi. Allora verranno eletti tanti antipapa, così che verrà insediato un antipapa come compromesso. Affermate che il vero papa è morto.
28. Togliete la confessione prima della santa Comunione per gli scolari del secondo e terzo anno, così che non importi loro nulla di essa quando frequenteranno la quarta o la quinta classe, e poi le classi superiori. La Confessione allora scomparirà.
Introducete (in silenzio) la confessione comunitaria con l'assoluzione di gruppo. Spiegate alla gente che la cosa succede per la scarsità del clero.
29. Fate distribuire la Comunione a donne e laici. Dite che questo è il tempo dei laici.
Cominciate col deporre la Comunione in mano, come i protestanti, invece che sulla lingua. Spiegate che Cristo lo fece nel medesimo modo. Raccogliete alcune ostie per le messe nere nei nostri templi. Indi distribuite, invece della Comunione personale, una coppa di ostie non consacrate, che si possono portare con sé a casa. Spiegate che in questo modo si possono prendere i doni divini nella vita di ogni giorno. Collocate distributori automatici di ostie per le comunioni, e denominateli tabernacoli.
Dite che devono essere scambiati segni di pace. Incoraggiate la gente a spostarsi in chiesa per interrompere la devozione e la preghiera.
Non fate segni di croce: al posto di esso, invece, un segno di pace. Spiegate che anche Cristo si è spostato per salutare i discepoli. Non consentite alcuna concentrazione in tali momenti.
I sacerdoti devono volgere la schiena all'Eucaristia e onorare il popolo.
30. Dopo che l'antipapa sarà stato eletto, sciogliete i sinodi dei vescovi come le associazioni dei sacerdoti e i consigli parrocchiali.
Vietate a tutti i religiosi di porre in discussione senza permesso queste nuove disposizioni. Spiegate che Dio ama l'umiltà e odia coloro che aspirano alla gloria. Accusate di disobbedienza, nei confronti dell'autorità ecclesiastica, coloro che pongono interrogativi.
Scoraggiate l’obbedienza verso Dio. Dite alla gente che deve obbedire a questi superiori ecclesiastici.
31. Conferite al papa (antipapa) il massimo potere di scegliere i propri successori. Ordinate sotto pena di scomunica a tutti coloro che amano Dio, di portare il Segno della Bestia. Non nominatelo però Segno della Bestia.
Il segno di croce non deve essere né fatto né usato sulle persone o tramite esse (non si deve più benedire). Fare il segno di croce verrà designato come idolatria e disobbedienza.
32. Dichiarate falsi i dogmi precedenti, tranne quello dell'infallibilità pontificia.
Proclamate Gesù come un rivoluzionario fallito. Annunciate che il vero Cristo presto verrà.
Soltanto l'antipapa eletto dev'essere obbedito. Dite alle genti che debbono inchinarsi quando verrà pronunciato il suo nome.
33. (come i 33 gradi della scala massonica!) Ordinate a tutti i sudditi del Papa di combattere sante crociate per estendere l'unica religione mondiale. Satana sa dove si trova tutto l'oro perduto. Conquistate senza pietà il mondo. Tutto ciò apporterà all'umanità quanto essa ha sempre bramato: l'epoca d'oro della pace.




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IL PAPA POLACCO IN REALTA' ERA EBREO

Precisiamo che articoli, recensioni, comunicazioni, eventi, appuntamenti... e quant'altro vengono da noi pubblicati non in base ad una adesione ideologica o morale, ma solo se ce ne viene fatta esplicita richiesta (anche con una semplice comunicazione fatta alla nostra Redazione a scopo di pubblicazione), pur rimanendo noi liberi di soddisfare o meno i desiderata.


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Allora era proprio vero:
Giovanni Paolo II era ebreo.
(forse frankista)
di Maurizio Blondet


Fonte: "Chiesa viva" , N. 388, Nov. 2006, pagg. 6-7

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazion


Lo ha scoperto con gioia Yaakov Wise, uno studioso di genealogie ebraiche che abita a Manchester. Da esperto del problema, Wise ha fatto ricerche sull'ascendenza del lato femminile della famiglia Wojtyla: per decreto rabbinico sono le madri, non i padri, a trasmettere l'ebraicità.
La mamma di Karol, che morì quando lui era lattante, aveva sposato un polacco cattolico; ma il suo nome, Emilia Kaczorowski, è apparso a Wise un adattamento polacco di un nome ebraico molto comune nel mondo yiddish: Katz. La nonna si chiamava Marianna Scholz, altro nome ebraico (Schulze, Schultz). E la bisnonna, Zuzanna Rybicka, altro nome di suono ebraico. Infatti, tali nomi appaiono frequenti nelle tombe del cimitero ebraico di Biala-Bielsko, da cui veniva la famiglia della mamma di Karol. Wise ne è sicuro, «come storico ebreo, ho accesso ad informazioni che sono chiuse ad altri storici», dice.
Con questo lignaggio materno fino alla terza generazione, Karol Wojtyla non solo era un ebreo integrale; avesse chiesto la cittadinanza israeliana, lo Stato ebraico avrebbe dovuto riconoscergliela.
Questo fatto getta una nuova luce non solo sugli atti di Karol Wojtyla (la visita del primo Papa a una sinagoga, la preghiera al "muro del pianto", le "scuse" della Chiesa agli ebrei) ma sulla sua neo-teologia della "elezione".


Giovanni Paolo II al muro del pianto


Risale a lui la nuova e malferma dottrina "cattolica" secondo cui l'Antica Alleanza persiste tutt'ora; la Nuova Alleanza (di Gesù) non l'ha fatta decadere -insomma, che gli ebrei hanno diritto di aspettare ancora un messìa, avendo rifiutato il primo-. Una "dottrina" che forza alquanto i testi del Vangelo, per negare la "sostituzione".
Anche l'accettazione dell'Olocausto (con la maiuscola) come il "sacrificio del sangue" sacramentale che fa degli ebrei la "vittima" collettiva alternativa all'Agnello, diventa più significativa alla luce dell'ebraicità di Wojtyla. Del resto, nel 1998, quando il Papa polacco chiese perdono agli ebrei col documento "Noi ricordiamo", Giovanni Paolo II approvò il discorso ufficiale dove si diceva che «il popolo ebraico è crocifisso da duemila anni». Non "perseguitato", ma "crocifisso", come il Salvatore.
E non da tremila anni, ma da duemila: ossia dalla nascita di Cristo.
Dal solo fatto che Gesù sia nato.
Popolo "crocifisso" per il fatto che il Cristianesimo esiste.


Che significa?
La frase è assurda per un cattolico credente. Ma esprime i sentimenti di ogni ebreo "offeso" dalla pretesa cristiana di essere il Novus Israel.
Ma non basta.
Nel processo di canonizzazione a tappe forzate, sarebbe bene che gli avvocati del diavolo investigassero questo lato del beatificando.
Che idea aveva di sé Wojtyla e della sua ebraicità? Perché in Polonia, come noto, nacque e operò Jacob Frank (1726-1791), un israelita che si proclamò messìa; e sull'esempio di Sabbatael Zevi (un precedente "messia" che operò in ambiente islamico e si convertì falsamente all'Isiam con tutti i suoi seguaci) anche Frank e 500 famiglie di suoi fedeli si fecero battezzare, nel 1759. Mantenendo però in segreto i loro culti ebraici eretici, spes¬so licenziosi (vi aveva una parte importante la figlia di Frank, Èva, adorata con un culto copiato da quello della Vergine Nera di Cracovia), la fede nel loro "messia" apostata, e la pratica della più stretta endogamia settaria (i frankisti si sposano solo tra loro, come ordinato da Frank: «non prendete in moglie nessuna delle loro "puttane" cattoliche»).
Nota è la giustificazione teologica della loro apostasia e doppiezza: il messia "deve" compiere gli atti più peccaminosi, e la conversione falsa all'odiata "religione di Edom" (Roma) è la peggiore. Perché «la salvezza si ottiene attraverso il peccato», secondo una tipica movenza gnostica detta anti-nomica. (1)
I frankisti andavano a Messa la domenica, ma il sabato si
riunivano nelle loro sinagoghe segrete.
Wojtyla era influenzato sicuramente da questa "cultura", perché personalità frankiste hanno svolto una parte essenziale nel creare il particolare nazionalismo polacco, l'idea della nazione sofferente, "Cristo delle nazioni".
II poeta nazionale polacco, Adam Mickiewicz (1798-1855), tanto amato dal Papa, era un frankista: supercattolico a parole, ma amico di Mazzini, con cui partecipò alla Repubblica Romana, la massonica impresa che nel 1849 cacciò da Roma Pio IX; e morì a Costantinopoli, mentre cercava di arruolare una legione ebraica per liberare Gerusalemme: un sionista ante-litteram.
Jerzy Turowicz, il potentissimo direttore di "Tygodnik Powsszechny", l'autorevole rivista cattolico-progressista cui Karol collaborò e che tanto influì sulla sua formazione culturale e spirituale, era un frankista, e, al suo funerale, volle si cantassero cori ebraici. Di altri personaggi ebrei o frankisti che hanno influito e guidato il giovane Wojtyla ho parlato nel mio libro: "Cronache dell'Anticristo" (Effedieffe, 2001).
Fra l'altro, è notevole che la comunità ebraica americana si prodigò per sostenere finanziariamente Solidarnosc, organizzazione sindacale cattolica, ma controllata da vicino da tre ebrei di fiducia: Jacek Kuron, Adam Michnitz e Bronis Geremek, figli di funzionari comunisti, di colpo passati al nemico.
Ma sapeva Wojtyla di avere sangue ebreo?
Wise sostiene di sì.
Altrimenti non si spiega perché, nel 1940, il giovane seminarista si sia nascosto ai nazionalsocialisti: se si fosse saputo polacco e dunque "ariano", non sarebbe stato necessario.


Giovanni Paolo II con l'ex rabbino di Roma, Toaff,
durante la sua prima visita in sinagoga


Ma se lo sapeva, perché ha taciuto questa sua identità, mentre moltiplicava i favorì e le aperture al giudaismo? Questo elemento può indicare una sua appartenenza all'ambiente frankista: celare il proprio ebraismo è un obbligo per la sètta. (2)
D'altra parte, sua madre Emilia si sposò al di fuori della cerchia ebraica, e questo potrebbe essere un segno contrario; però il mutamento del nome da Katz a Kaczorowski potrebbe essere un indizio a favore. È anche possibile che, a distanza di due secoli, gli stessi elementi frankisti non abbiano più una coscienza netta e separata dalla loro identità, si sentano insieme "cattolici" ed ebrei.
Sarà stato il caso di Giovanni Paolo II? È una questione su cui indagare a fondo, anziché proclamarlo "santo subito" senza accurata inchiesta!




.
NOTE
(1)"Antinomia" vuoi dire "contro la legge" (nòmos in greco). Nell'ebraismo ortodosso, come in quello frankista, l'avvento del messia sancisce l'abolizione della "legge" e di ogni legge, anche morale. Tipicamente, i frankisti - ormai "liberati" dalla legge grazie al loro "messia" - prati cavano l'incesto, «perché lassù non esiste divieto». Contro questa credenza giudaica, esplicitamente, Gesù dice la famosa frase: «non crediate sia venuto ad abolire la legge». Voleva dire: benché il Messia sia venuto (era Lui), della legge morale non cadrà uno "jota" fino alla fine dei tempi.
(2)Voci che Wojtyla fosse ebreo sono circolate parecchio in Polonia. Del resto, nella polemica politica polacca, è frequente che un avversario venga accusato di essere un "ebreo nascosto", ossia un frankista. Il regime comunista cercò di far credere che lo stesso Lech Walesa fosse un ebreo, che in realtà si chiamava Laiba Kohne (Choen). Non era vero. Lo stesso Walesa una volta spiegò: "l'antisemitismo in Polonia è dovuto agli ebrei che celano la loro nazionalità"; insomma, un'altra allusione ai frankisti!

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mercoledì 2 gennaio 2008

FINISCE IL 2007-FINISCE LA FEDE-ARRIVA L'APOSTASIA

DAL SITO APOCALISE-SOON

APOSTASIA
Presbiteriani "ricevono" una guida nella lode Breitbart.com - 19 giugno 2006
La divina Trinità - "Padre, Figlio e Spirito Santo" - potrebbe essere chiamata "Madre, Bambino e Utero" oppure "Rocca, Redentore, Amico" durante i culti della Chiesa Presbiteriana (USA) così come deciso dall'assemblea nazionale di chiesa.
I delegati all'incontro hanno chiesto di ricevere un documento che dia una guida a questo tipo di lode (incluso il linguaggio da adottare riguardo alla Trinità). Ciò significa che i responsabili di chiesa potranno sperimentare nuove liturgie adottando denominazioni alternative ai nomi della Trinità, ma le comunità non saranno comunque obbligate ad utilizzarli.
"Ciò non cambia la posizione teologica della chiesa, bensì fornisce una risorsa educativa per accrescere la vita spirituale dei suoi membri" ha detto il rappresentante del comitato legislativo, Nancy Olthoff, avvocato dello Stato dell'Iowa. L'assemblea ha sconfitto duramente la proposta conservativa di rimandare in futuro lo studio di questa direttiva.
I termini classici della Trinità potranno ancora essere utilizzati, ma si aggiunge che sarebbe auspicabile trovare "un linguaggio fresco per parlare del mistero di Dio trino, im modo da espandere il vocabolario della preghiera e dell'adorazione". Uno dei motivi di questo cambiamento è dovuto al fatto che il linguaggio adottato per il Padre e il Figlio "è basato sull'idea che Dio sia maschio e che l'uomo sia superiore alla donna". I conservatori hanno replicato che la Chiesa ha sempre usato questi termini perché così viene chiamato Dio nella Bibbia ed hanno fatto notare che la famosa preghiera di Gesù era indirizzata al "Padre nostro".
Oltre a "Madre, Bambino e Utero" e "Rocca, Redentore, Amico" vi sono altre proposte di opzioni linguistiche per definire la Trinità:
_ "Amante, Amato, Amore"
_ "Creatore, Salvatore, Santificatore"
_ "Re di Gloria, Principe di Pace, Spirito d'Amore."
La delegata giovanile Dorothy Hill, studentessa al Gordon-Conwell Theological Seminary del Massachusetts, ha dichiarato di sentirsi a disagio con questo nuova terminologia trinitaria: "questo metodo propone punti di vista in tensione con quello che la nostra chiesa ha sempre insegnato riguardo al Dio trinitario". Inoltre ha ricordato che nei dieci comandamenti troviamo scritto che Dio non considererà innocente nessuno di quelli che altereranno il Suo nome".
Il Reverendo Deborah Funke del Montana ha avvertito che questo documento porterà ad una confusione teologica e a delle divisioni, in un momento in cui questa denominazione di 2'300'000 fedeli ha già molti altri problemi da affrontare. L'assemblea voterà anche una proposta per offrire alle congregazioni locali il permesso di ordinare responsabili della chiesa anche coloro che vivono una relazione omosessuale. Dieci gruppi conservatori presbiteriani hanno avvisato che promuoveranno uno scisma a causa di questi tentativi di disobbedienza ai chiari insegnamenti delle Scritture.
Nuovo leader della chiesa USA dichiara che l'omosessualità non è peccato Reuters - 19 giugno 2006
WASHINGTON (Reuters) - Recentemente eletta come leader della Chiesa Episcopale Statunitense il pastore Katharine Jefferts Schori ha dichiarato di credere che l'omosessualità non sia un peccato e che gli omosessuali sono stati creati da Dio per amare le persone del loro stesso genere.
Jefferts Schori, pastore della Diocesi del Nevada, è stata eletta domenica scorsa diventando così la prima donna a capo della Chiesa Episcopale la quale conta 2'300'000 di membri. Essa inizierà a svolgere il suo incarico a partire da quest'anno e questa sua dichiarazione è stata detta durante un'intervista fatta alla CNN.
"Io credo che Dio ci abbia creato tutti con diversi doni. Ognuno di noi viene al mondo con diverse caratteristiche che sono una sfida per noi ed altre che invece ci danno gioia e ci permettono di benedire il mondo attorno a noi. Così vi sono persone che nascono avendo un sentimento d'affetto verso le persone del proprio sesso e altre invece verso l'altro sesso".
Certamente l'elezione di Schori porterà ad un asprimento degli spiriti e a nuove divisioni nella Chiesa Episcopale, che ha già una seria frattura al suo interno causata dai diversi punti di vista riguardo l'omosessualità. Esistono tra l'altro anche ulteriori divisioni con altre comunità anglicane (compresa la Chiesa d'Inghilterra) la quale non ammette il pastorato delle donne. Infatti è ammesso il pastorato femminile solo nelle chiese anglicane che si trovano in Canada, negli USA e in Nuova Zelanda.
La United Church of Christ negli USA approva il matrimonio tra gays (ENI) July 2005
La United Church of Christ (Chiesa Unita di Cristo) è diventata la prima grande denominazione negli Stati Uniti che approva il matrimonio tra gays. In una decisione che è stata dichiarata "storica" dalle associazioni di omosessuali e criticata dagli opponenti al matrimonio fra lo stesso sesso, il sinodo generale dell' UCC, che si è di recente riunito il 4 Luglio 2005 ad Atalanta ha votato a grande maggioranza a favore della risoluzione che "appoggia uguali diritti per tutte le coppie di qualunque genere".
Il pastore danese che aveva dichiarato di non credere in Dio ha avuto l'autorizzazione a predicare nuovamente a Copenaghen. (ENI) Maggio 2005
Il pastore Thorkild Grosboll era stato infatti sospeso in quanto non credeva in Dio come creatore, ma la settimana scorsa è stato reintegrato al suo incarico nella chiesa di Tarnbaek, un piccolo paese vicino a Copenhagen. Il pastore che sembrava pronto a portare la sua causa davanti alla corte clericale è stato alla fine accolto con un caloroso benvenuto al termine del culto con festeggiamenti a base di vino rosso e aperitivi. Alcuni cristiani hanno comunque criticato la Chiesa di Danimarca per aver accettato il suo reintegro.
La chiesa luterana americana sta considerando l'introduzione di nuove regole per i membri di chiesa omosessuali New York (ENI). aprile 2005
La Chiesa Evangelica Luterana Americana (ELCA) si è detta pronta a considerare una risoluzione che permetta anche ai membri della comunità dichiaratamente omosessuali di avere incarichi nella chiesa, purché essi abbiano una relazione stabile. La risoluzione modificherebbe le attuale regole relative agli omosessuali e alle lesbiche all'interno della chiesa. Attualmente tali membri potrebbero servire solo nel caso in cui fossero votati al celibato. La risoluzione verrà esaminata nell'assemblea che si terrà ad Orlando tra l'8 e il 14 agosto.
Pastori anglicani della Scozia chiedono che agli omosessuali non venga impedito di essere pastori di una comunità Londra (ENI). Marzo 2005
I leader della Chiesa Episcopale Scozzese hanno aggiunto benzina sul fuoco riguardo la controversia che sta dividendo la Comunità Anglicana. Infatti per la prima volta è stato dichiarato che nelle loro chiese anche a coloro che praticano l'omosessualità verrà concessa l'opportunità di divenire pastori. Inoltre hanno criticato i leader delle comunità che hanno cercato di isolare le comunità nordamericane colpevoli di aver eletto a responsabile un omosessuale dichiarato e per l'introduzione in alcune parti del Canada di una benedizione speciale per le coppie omosessuali.
Pentecostali di Copenhagen cercano ispirazioni dai simboli cattolici Copenhagen (ENI). Marzo 2004
I Cristiani Pentecostali della Danimarca che fino ad ora avevano sempre rigettato l'utilizzo di simboli come gli altari, le croci o i ceri come invece avviene nella Chiesa Cattolica Romana, stanno ora mostrando un nuovo interesse nell'adozione di questi segni tradizionali. "Abbiamo perso i simboli, e perciò abbiamo anche perso l'aggancio su cui appendere la nostra fede" ha detto il Reverendo Rene Ottesen durante la dedicazione avvenuta in febbraio della sacrestia della maggiore chiesa pentecostale di Copenaghen. "Vi è in essa una croce, delle icone, dell'acqua, ceri ed altri simboli cristiani" ha aggiunto. "I simboli servono a dare una dimensione fisica tangibile della nostra fede."
Vicario senza fede mantiene il suo incarico Nettavisen, Ottobre 2003
Un vicario danese ha ammesso di non credere nella resurrezione e nella vita eterna, e ritiene che Dio non sia più reale di quanto lo sia Robin Hood. Nonostante ciò, il vicario ha mantenuto il suo incarico. Due mesi fa, il sacerdote danese Thorkild Grosbøll aveva dichiarato di non credere né in Dio, né nella resurrezione e neppure nella vita eterna. A causa di queste sue dichiarazioni fu dimesso dal suo incarico. Dopo di ciò, però, il sacerdote si è scusato ed ha riottenuto il reintegro alla sua carica. Queste sue frasi hanno comunque suscitato un forte scompiglio tra la chiesa danese, tra i media e nelle comunità politiche. Ieri, il vescovo Lise-Lotte Rebel ha confermato che la sospensione del prete è stata annullata. I media della Danimarca si stanno ora ponendo dubbi sulla credibilità del prete e con quale diritto si è deciso se la fede del vicario fosse sufficientemente forte.
La Conferenza dei Metodisti Uniti del Nord dell'Illinois dichiara: L'omosessualità e la bisessualità sono "doni di Dio" 6 giugno 2003
Ecco i punti principali del testo:...la sessualità umana è un buon dono datoci da Dio......l'omosessualità, l'eterosessualità e la bi-sessualità fanno tutte parti di questo dono... ...proclamiamo che l'orientamento omosessuale (né più né meno che quello eterosessuale) può essere compatibile con gli insegnamenti cristiani ...incoraggiamo la predicazione dai pulpiti di questo tema......esortiamo a predicare questi insegnamenti anche nelle scuole domenicali e ai nostri figli... ...affermiamo che l'amore monogamo, la relazione intima tra persone dello stesso sesso o del sesso opposto, sono tutte espressioni dell'amore di Dio... ...affermiamo che le persone di qualsiasi orientamento sessuale possono essere ugualmente chiamate a svolgere il ministerio... ...affermiamo similmente che avremo una totale reciprocità ministeriale con i pastori delle nostre chiese indipendentemente dal loro orientamento sessuale ....
Il Pastore dei Metodisti Uniti rinnega l'Evangelo su un canale televisivo internazionale The Christian Sentinel - 1 Aprile 2003
Ecco, ci siamo: un rappresentante della seconda più grande denominazione protestante ha avuto l'opportunità l'11 marzo di condividere con il mondo la sua fede in Cristo durante lo show "Larry King Live" della CNN.
Purtroppo il Pastore Melvin Talbert, il rappresentante ecumenico delle Chiese Metodiste Unite, non solo non ha sfruttato questa occasione per parlare del dono di Dio che ha offerto il Suo Figlio come sacrificio per i nostri peccati, ma ha addirittura predicato un altro evangelo ed ha affermato l'universalismo. Le sue parole inducevano a seguire delle altre vie diverse da Cristo, poiché egli ha detto chiaramente che anche le altre vie e altre dottrine conducono alla salvezza, incluse quelle riguardanti il disorientato mondo islamico.
Inoltre, durante lo show Talbert ha stravolto il senso delle Scritture dicendo che essa si rifà a cose che non sono, e così facendo ha chiaramente tradito la tradizione Weslyana della sua denominazione. Qui si sta parlando di eresia! E così il fiume dell'apostasia si ingrossa, in conseguenza anche al comportamento di alcuni cosiddetti leader cristiani di alcune denominazioni. Sono pochi i leader all'interno del mondo cristiano che rappresentano l'apostasia meglio del pastore Talbert. Il Pastore Talbert non è comunque nuovo a queste controversie. Egli infatti è stato già messo in disciplina dall'UMC, con l'accusa di menzogna e di disobbedienza alla legge della chiesa. Negli anni scorsi con la sua promozione a favore dell'omosessualità ha finito con l'indignare molti metodisti, arrivando addirittura a celebrare matrimoni gay, in aperto contrasto con le direttive della sua chiesa (per non parlare della Bibbia).
L'Arcivescovo di Canterbury è stato eletto LONDRA -- Marzo 2003
Rowan Williams, che aveva già attirato le attenzioni su di sé per via del suo forte carisma e delle sue provocazioni, è stato eletto come il 104esimo arcivescovo di Canterbury.
Williams, teologo accademico e già arcivescovo del Galles, ha suscitato molto scalpore in seguito alle sue proteste contro le azione militari in Iraq, alla decisione di ordinare al ministero anche gli omosessuali e di supportare l'idea che anche le donne possano svolgere l'incarico pastorale. Egli è anche a capo della comunione anglicana sparsa per il mondo, la quale sta crescendo specialmente in Africa, seppure ha delle divisioni interne tra tradizionalisti e liberali.
Alcuni evangelici delle Chiesa d'Inghilterra hanno espresso chiaramente il loro disappunto per Williams a motivo dei suoi insegnamenti in contrasto con la Bibbia e per le sue teorie riguardo l'omosessualità e altri aspetti.
Il Reverendo Tim Chapman ha dichiarato in seguito alla promozione di Rowan Williams: "E' un triste giorno per la Chiesa d'Inghilterra, in quanto il suo incarico più rappresentativo è stato affidato ad una persona che presenta delle opinioni contrarie alla Bibbia".
Williams ha invece ricevuto il sostegno da parte del promotore della campagna per i diritti dei gay, Peter Tatchell, che aveva fatto parlare di sé durante la Pasqua del 1998 quando fece irruzione nella Cattedrale di Canterbury per protestare contro gli insegnamenti della chiesa riguardo l'omosessualità. Peter Tatchell ha esultato per la nomina di Williams, dichiarando che da ora in poi finirà l'omofobia anglicana". Williams è anche un attivista politico di sinistra ed ama definirsi come "un capellone di sinistra".
Per Williams, la chiesa "non deve credere e dire ciò che vuole, per la semplice ragione che essa è una comunità di persone che sono state cambiate da Gesù Cristo e da Lui solo". "Ma vi è anche un'altra dimensione", ha aggiunto, "vivendo in compagnia di Gesù, si vive in una comunità che è qualcosa di più di incontrare persone che hanno il mio stesso punto di vista, perché in realtà ho bisogno di essere anche sorpreso e sfidato da quel Gesù che voi tutti avete sperimentato".
"Tanto più potremo identificarci con il Gesù presente nella vita degli altri, tanto più potremo avere cose da condividere ed imparare".
Copyright © 2003, The Associated Press
Il Rettore accusato di eresia su internet si dichiara non pentito By PJ Bonthrone - Agosto 2002
Il Rettore anglicano di Clonmacnoise, Andrew Furlong, si è rifiutato ieri di pentirsi durante il processo per eresia conseguente alla sua dichiarazione che Cristo era "un profeta fuorviato e in errore".
Furlon ha anche aggiunto che se avesse perso la causa, "la causa liberale dell'intera Irlanda ne sarebbe stata danneggiata". Infine ha detto che egli non crede in Gesù nel senso di "una persona umana e divina unite insieme in qualche modo". Il suo accusatore, il Pastore di Meath and Kildare, il ReverendoRichard Clarke, ha reso noto di non aver nessun problema con le persone che vogliono indagare o che hanno dei dubbi, ma qui non si tratta di una semplice volontà di approfondimento, bensì del rinnegamento totale dei pricipi fondamentali su cui è edificata la Chiesa Cristiana".
Già in aprile Andrew Furlong era passato all'onore delle cronache dopo aver dichiarato che non crede che Gesù sia il Figlio di Dio, né che sia un mediatore o un salvatore, ma che deve essere lasciato al proprio posto. Pur avendo queste opinioni così contrarie ai principi cristiani più elementari, Furlong insiste nel voler rimanere nella Chiesa di Irlanda, che rappresenta la maggiore tra le poche chiese protestanti che si trovano nella Repubblica d'Irlanda, nella quale prevale il cattolicesimo romana.
Un ministro governativo attraverso delle preghiere scritte per gli omosessuali ha lanciato un attacco contro i leader di chiesa. Telegraph Group Limited (March 10, 2002)
Nella sua raccolta antologica Ben Bradshaw, ministro degli esteri, ha accusato i leader cristiani di essere ostili nei confronti degli omosessuali.
In alcune preghiere si auspica che il prossimo Papa sia giovane, nero e gay e addirittura uno sponsorizzatore di questo libro ha ipotizzato che Gesù stesso era gay. Inoltre vi sono preghiere inneggianti i matrimoni omosessuali e altre riguardanti i cambiamenti di sesso.
Bradshaw, che è dichiaratamente omosessuale, ha detto che questo suo nuovo libro "darà forza ed ispirazione a coloro che vogliono celebrare la propria sessualità datagli da Dio, contrariamente a quanto dicono i vari leader di Chiesa."
La Chiesa Cattolica adotta nuove pratiche new age London Times, gennaio 2002
Dei preti irlandesi hanno deciso di adottare delle filosofie new age in modo da attirare coloro che sono stufi dal cattolicesimo tradizionale. Sono così stati aperti corsi di meditazione buddista, yoga, riflessologia allo scopo di avvicinare la gente a Dio.
Le Sorelle di Sion offrono corsi di riflessologia, rilassamento e preghiera; durante essi vengono praticati massaggi di mani e piedi attraverso tecniche di rilassamento oppure vengono insegnate a donne di mezza età nuovi metodi di preghiera con danze opzionali incluse.
La Suora Carmel Niland ha spiegato che questi corsi sono un mezzo per insegnare ai cattolici nuovi metodi di sviluppo interiore. Essa ha così aggiunto: "Vi è stato un periodo nel quale credevo che la riflessologia non era il mezzo migliore per aiutare la gente, ma sareste sorpresi nello scoprire il numero di persone che grazie ad essa sono riuscita ad accrescere la propria spiritualità. Così come lo yoga e la meditazione trascendentale, anch'essa può essere uno strumento per avvicinare la gente a Dio".
Padre Flann Lynch è un cappuccino che ha preparato un corso di 1/2 giorni denominato il Programma della Visione, nel quale vengono combinati la psicoterapia, la meditazione buddista, il tai-chi e la neurolinguistica. Linch ha aggiunto che l'ispirazione a questo programma gli è nata dopo aver sentito il Papa Giovanni XXIII dire che la chiesa deve trovare nuove vie per presentare l'evangelo ed educare le menti moderne.
Il pastore in pensione John Spong sciocca la comunità ecclesiale coi suoi punti di vista tutt'altro che ortodossi Kate Jennison, National Post - Gennaio 2002
'Sono un cristiano," dichiara John Shelby Spong, cioè colui che è stato il Pastore di Newark, New Jersey, nel suo ultimo libro intitolato UNA NUOVA CRISTIANITÀ per un Nuovo Mondo (HarperCollins, Settembre 2001) "Tuttavia non considero Dio come un essere soprannaturale ... Non credo in una divinità che può aiutare una nazione a vincere una guerra o a curare una malattia ... Non credo neppure che Gesù sia venuto al mondo nato da una vergine e neppure che Egli abbia resuscitato i morti o ridato la vista ai ciechi... Inoltre non credo che vi sia una stella letterale a guidare i magi o che vi siano stati angeli reali ad annunciare la nascita di Gesù..."
Vi sono molti altri punti del credo cristiano che vengono rigettati da Spong (l'incarnazione, l'espiazione e la resurrezione). Egli asserisce che il Cristianesimo, così come lo conosciamo oggi, è destinato a morire. Il Cristianesimo può sopravvivere solo se abbandona un concetto così negativo del peccato e questo atteggiamento da "schiavi che attendono il loro padrone". Bisogna riconoscere che Gesù era totalmente umano, che l'Amore è Dio e Dio è Amore. E il modo migliore di adorare Dio è vivendo pienamente, amando abbondantemente ed essendo ciò che si vuole essere.
Scuole mostrano un film di "cocaina e sesso" riguardante Gesù The Daily Telegraph - 4 settembre 2001
L'ultimo trucco escogitato per stimolare i giovani ad andare in chiesa è stato quello di mostrare un film imbottito di scene di sesso e droga in cui Gesù appare come uno studente quindicenne e Maria Maddalena come una ragazza madre.
Il film intitolato "Un assenza di pietre" avrebbe come scopo quello di convincere gli studenti dell'importanza della Bibbia nelle loro vite. In esso vi sono continui riferimenti alla droga e alla violenza con Giuda che viene ritratto come una studentessa tossicodipendente che tradisce Gesù per un po' di cocaina. Addirittura si vede ad un certo punto Gesù che accompagna Maria Maddalena ad una clinica per l'aborto, sebbene poi dica che "odia" quello che ha fatto. Alla fine lei decide di tenere il bambino. Nel film Gesù viene ucciso non sulla croce ma da un compagno di scuola e la sua resurrezione avviene in un fantastico posto del Leicestershire. Nigel Roberts, sceneggiatore e produttore della Gioventù per Cristo, ha detto che ha voluto rappresentare Gesù diversamente dall'immagine convenzionale che gli è sempre stata data.
Alcune chiese accusate di aver esposto manifesti blasfemi The Daily Telegraph - 31 agosto 2001
La Chiesa d'Inghilterra ha ricevuto molte critiche dopo aver esposto dei manifesti che avrebbero dovuto incoraggiare i giovani ad andare in chiesa. Un manifesto diceva: "Body piercing? Gesù lo fece già 2000 anni fa (in riferimento alla crocifissione)" "La vita va male? Siete giù? L'amore è la droga."
Questo tipo di pubblicità ha suscitato però lo sdegno da parte dei più tradizionalisti. Colin Hart, direttore del Christian Institute, ha detto che pur di essere alla moda si presenta un falso Cristianesimo.
Ha inoltre aggiunto che è blasfemo paragonare la crocifissione con un piercing, così come parlare dell'amore come una droga sembra voler presentare la chiesa come un luogo della fantasia. Le pubblicità sono state create dal dipartimento della comunicazione della Diocesi di Birmingham e sono state ratificate dalla Chiesa d'Inghilterra. Un rappresentante della Diocesi ha cercato di giustificarsi dicendo che seppure molti siano scioccati nel vedere la Chiesa associata al piercing o alla droga, bisogna tener conto che bisogna parlare ai giovani con il loro linguaggio.
"Tradizionalmente, la Chiesa non ha mai avuto buone relazioni con le persone dai 18 ai 30 anni, per cui bisogna essere realisti e cercare di usare un linguaggio comprensibile anche per loro". David Hilsley, direttore del Consiglio Nazionale per i Modelli Cristiani ha replicato che è disgustoso veder come la forma di tortura patita da Cristo venga rappresentata come un piercing.
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L'ORIGINE DELLA FESTA DI NATALE

Le origini della festa di NataleData: Mercoledì, 01 gennaio 2003 @ 12:00:00 CETArgomento: Il Gesù della storia e i suoi seguaci
di Andrea Nicolotti
È possibile sapere in che giorno dell'anno nacque Gesù di Nazaret? Perché il Natale è festeggiato il 25 Dicembre? Si tratta di una data storicamente attendibile, o di una convenzione?
Testimonianze e documenti
Prima parte tratta da Mario Righetti1, Storia liturgica, vol. II, Milano, Ancora, 19693, pp. 65-70. Revisione e postilla di Andrea Nicolotti. Sottotitoli aggiunti.
Una questione preliminare trattando delle origini della festa di Natale, riguarda la data della nascita del Salvatore. In quale giorno nacque Gesù? I Vangeli ne tacciono completamente, e gli scrittori più antichi non ci hanno lasciato nulla di certo in proposito. Secondo Clemente Alessandrino (+ c. 215), in Oriente alcuni fissavano la nascita il 20 di Maggio2, altri il 20 di Aprile, altri ancora il 18 di Novembre; ed egli, non senza ironia, appunta coloro "che non si contentano di sapere in che anno è nato il Signore, ma con curiosità troppo spinta vanno a cercarne anche il giorno"3. In Occidente S. Ippolito (+ 235), nel Commentario su Daniele, ha per il primo un accenno alla data del 25 Dicembre4. Nel 243, l'anonimo autore del De Pascha computus fa nascere Gesù, Sol iustitiae, il 28 di Marzo, per il semplice motivo che in quel giorno, quarto della creazione, Dio creò il sole5. Nell’opuscolo De solstitiis et aequinoctiis (fine del III sec. o metà del IV), si dice: “Nostro Signore fu concepito il 28 Marzo, che è giorno della Pasqua, della Passione del Signore e del suo concepimento”, e “Il Signore nacque nel mese di Dicembre, di inverno, il 25”6. Similmente si legge in Tertulliano Adversus Judaeos7 e in S. Agostino, De Trinitate8. Questa strana varietà di opinioni, dimostra che in quei primi secoli, non solo non esisteva una tradizione intorno alla data del Natale, ma che la Chiesa non ne celebrava punto la festa, altrimenti, fra tanta diversità di pareri, se ne sarebbe fatto questione viva, come avvenne per determinare la solennità della Pasqua. Del resto, non era tanto la data della nascita di Gesù che interessava la Chiesa, quanto il fatto che si realizzava con la venuta di lui sulla terra, l'inizio del mistero della redenzione9.
Sennonché, nella prima metà del IV sec., noi incontriamo un documento autentico romano che attesta indiscutibilmente l'esistenza della festa di Natale a Roma il 25 Dicembre10. È la Depositio Martyrum filocaliana, un abbozzo di calendario liturgico che rimonta all'anno 354, e nel quale si legge in primo luogo11:
VIII Kal. Ianuarii natus Christus in Betleem Iudeae
seguita da un breve elenco di martiri venerati a Roma.
Quale fosse il carattere di questa prima commemorazione natalizia, non sappiamo; probabilmente doveva essere una Memoria, privilegiata senza dubbio, ma non dissimile dalle consuete Memoriae martyrum celebrate nei loro anniversari; la festa infatti restò sempre ancorata fra quelle del Santorale12. Possiamo invece chiederci se la Chiesa romana, introducendola nel suo calendario, conoscesse quella analoga dell'Epifania, che si celebrava in Oriente il 6 gennaio. La risposta negativa, a nostro avviso, sembra la più sicura, almeno fino a qualche decennio dalla sua istituzione.
Un altro documento che, secondo taluni, conferma i dati del Filocaliano, è il discorso tenuto da Papa Liberio in S. Pietro nel 353, in occasione della velatio di S. Marcellina, sorella di S. Ambrogio. Il tenore del discorso, più di Ambrogio che di Liberio, ci è conosciuto nella rievocazione fattane dal santo vescovo nel suo De Virginibus, scritto 23 anni dopo. In esso si parla della festa che si celebrava a Roma in quel giorno, il Natale del Salvatore; ma poiché nello stesso giorno si ricordava dalla liturgia il miracolo di Cana, e la moltiplicazione dei pani, ed era pure consuetudine compiere la consacrazione delle vergini13, tale celebrazione natalizia non può che riferirsi a quella dell'Epifania14. Questa infatti a Roma, nel 376 doveva già coesistere con la festa del 25 dicembre15.
1 Il Prof. Mario Righetti (docente di Liturgia a Genova, Accademico pontificio, consultore della Congregazione dei Riti e perito conciliare al Vaticano II) fu l’autore della più voluminosa storia della liturgia latina del XX secolo; presentazione in B. BAROFFIO, Mons. Mario Righetti (1882-1975). Un'esimia figura del clero e della cultura italiana, in "Rivista Liturgica" LXII (1975), pp. 597-606.
2 Clemente però, che riporta una notizia probabilmente derivata dai seguaci dello gnostico Basilide, parla di genesis, intendendo probabilmente la concezione di Gesù, e non la nascita. Infati i basilidiani celebravano il battesimo di Gesù a Gennaio, e non a Maggio.
3 Stromata, I,21,146.
4 IV,23,3: "La prima venuta di nostro Signore, quella nella carne, nella quale egli nacque a Betlemme, ebbe luogo otto giorni prima delle calende di Gennaio, di mercoledì, nel quarantaduesimo anno del regno di Augusto". Questo passo è stato considerato da alcuni interpolato (Cfr. B. ALTANER, Patrologia, Casale, 1977, p. 169, che segue il parere di O. Bardenhewer e F. X. Funk). Altri lo vedono come autentico (W. Bauer, A. Harnack), come anche l'editore del testo critico M. Lefèvre (Paris, 1947). Si tratta di un’opera composta probabilmente intorno al 203-204.
5 De pascha computus 19: “O quam praeclara et divina Domini providentia, ut in illo die quo factus est sol in ipso die nasceretur Christus V kl. Apr. feria IIII. et ideo de ipso merito ad plebem, dicebat Malachias propheta: orietur vobis sol iustitiae, et curatio est in pennis”; Ed. Hartel, CSEL 3.3, 266. L’opera era attribuita a Cipriano.
6 “Conceptus est ergo Dominus noster octavo calendas aprilis mense Martio, qui est dies Paschae, passionis Domini et conceptionis eius”; “Sed et Dominus nascitur mense Decembri hiemis tempore octavo kalendas ianuarias”. L'opuscolo fu composto in oriente, secondo la sentenza di B. BOTTE che ha dato un'edizione critica nell'opera Noel, Epiphanie: retour du Christ, Paris, 1966, p. 99. Esso è pervenuto tra le opere falsamente attribuite a San Giovanni Crisostomo.
7 8,18: “La passione di Cristo fu compiuta nel tempo delle settanta settimane sotto Tiberio Cesare e i consoli Rubellio Gemino e Rufio Gemino, nel mese di marzo, nel periodo della Pasqua, l’ottavo giorno prima delle calende di Aprile, nel primo giorno degli azzimi”.
8 4,5: “Secondo la tradizione nacque il 25 dicembre”.
9 O. CULLMANN, Weihnachten in der alten Kirche, Basel, 1947, p. 9.
10 Lasciamo naturalmente da parte la testimonianza del Liber Pontificalis che attribuisce a Papa Telesforo (125-136?) l'istituzione della messa natalizia di mezzanotte: “Hic instituit ut... et Natalem Domini noctu missas celebrantur”; ed. DUCHESNE, t. I, p. 129. Ormai nessuno ammette l'autenticità di questa attribuzione arbitraria fatta nel VI secolo.
11 La Depositio Martyrum fa parte del Calendario filocaliano, ma è preceduta dalla Depositio episcoporum di Roma, l'ultimo dei quali è Papa Silvestro (+ 335). È certo perciò che il Calendario rimonti almeno al 336. Il testo è in Monumenta Germaniae Historica. Auctores Antiquissimi, IX (parte I; 1892) pp. 13-196. Riprodotto in C. KIRCH, Enchiridion fontium historiae ecclesiasticae antiquae, Friburgi, 1965, *544.
12 Il Santorale è quella parte del Messale o del Breviario, chiamata anche Proprio dei Santi, che contiene i formulari liturgici propri di alcune feste disseminate lungo l’anno e non presenti nel Temporale.
13 De virginitate, III,1. La velatio virginum al IV sec. sia a Milano che a Roma si faceva di regola nel giorno dell'Epifania, o nella seconda festa di Pasqua, o nelle feste degli Apostoli.
14 H. FRANK, Zur Geschichte von Weihnachten und Epiphania, in Jahrbuch für Liturgiewissenschaft (1933), p. 10 opina invece per il Natale. Comunque si interpreti il testo ambrosiano, è un fatto che il s. Vescovo compose per il Natale l'inno Intende qui regis Israël. BORELLA. Il rito ambrosiano, Brescia, 1964, p. 56.
15 Il COEBERGH, basandosi sopra un rescritto dell'imperatore Onorio indirizzato a Simmaco di Roma nel 419, ritiene che a quell'epoca l'Epifania vi era già celebrata come dies solemnis. Cfr. Revue Bénédectine (1965), p. 304.
Le ipotesi
Come si è giunti a fissare una tale data? I liturgisti hanno proposto due ipotesi.
Sostituzione di una festa pagana
La prima ipotesi, enunciata già da un antico scrittore siriaco sconosciuto1, ripresa da H. Usener2 e da B. Botte3, suppone che la Chiesa di Roma, dopo la pace, allo scopo di avviare più facilmente alla fede la massa dei pagani, trovò opportuno istituire al 25 dicembre la festa della nascita temporale di Cristo per distoglierli dalla festa pagana, celebrata in quello stesso giorno in onore del "Sole invitto", Mitra, il vincitore delle tenebre. Il culto del sole a quest'epoca era in auge presso i Romani, e non poteva non richiamare all'autorità ecclesiastica la nota immagine profetica del Sol justitiae di Malachia, che la tradizione cristiana applicava a Cristo4. Una decorazione musiva della prima metà del III sec. lo rappresenta appunto, frammisto a simboli cristiani, nella figura di Helios, trionfante sopra un carro trascinato da cavalli bianchi5. Nel 274, Aureliano aveva innalzato a Mitra un sontuoso tempio, la cui inaugurazione era avvenuta il 25 Dicembre: N(atalis) Invicti CM. XXX, annota pure il calendario civile Filocaliano con l'indicazìone dei ludi circensi da effettuarsi in suo onore6. L'ipotesi pertanto prospettata dai critici circa l'origine della festa natalizia si presenta senza dubbio seducente; ma, dobbiamo riconoscere che, a parte l'analogia delle due date e delle due feste, mancano prove positive di una reale sostituzione dell'una all'altra.
Intanto è assai strano che una novità di questo genere, introdotta a principio del IV sec., sia taciuta completamente dai Padri e dagli scrittori ecclesiastici dell'epoca. Si citano bensì alcuni testi di S. Ambrogio7, S. Massimo di Torino, S. Zenone di Verona, S. Agostino, S. Gerolamo, i quali si dilettano a mettere in relazione Cristo con il sole e il natale di quello col natale di questo; ma essi ne parlavano sviluppando semplicemente l'immagine di Malachia: Orietur vobis sol justitiae (14,2) e ricordando, non già il natale del sole pagano, Mitra, ma il natale del sole visibile, il Sol novus, che nasce con il solstizio d'inverno (25 Dicembre), quando jam incipiunt dies crescere, come nota S. Agostino8. Un passo di S. Leone, che sembra in apparenza dire qualche cosa di più, ha in realtà tutt'altro significato9. Con tutto ciò, non siamo alieni dall'ammettere come la prima ipotesi sia consona allo stile della Chiesa romana; la quale talvolta si compiacque di introdurre le sue feste, non tanto per commemorare un mistero, o per mettere in rilievo una ragione simbolica, quanto piuttosto per tramandare un fatto avvenuto nell'Urbe, quale la depositio di un martire, la traslazione delle sue reliquie, la dedicazione di una basilica od anche, come forse in questo caso, per combattere una festa pagana dandole un contenuto e un significato cristiano. Più tardi, era l'idea proposta da S. Gregorio Magno ad Agostino per agevolare la conversione degli inglesi.
Data calcolata su basi cristiane
La seconda ipotesi, suggerita da L. Duchesne10, fa derivare la data della nascita di Cristo da quella presunta della sua morte. Infatti, come abbiamo già accennato, era opinione molto diffusa a principio del III sec. che il Redentore fosse morto il 25 di Marzo. S. Ippolito (+ 235), nella sua Tavola pasquale, lo afferma decisamente11; e il suo computo è importante, perché sta alla base di una tradizione cronologico-liturgica, che possiamo ritenere romana od occidentale12. La data, storicamente insostenibile13, era dovuta a semplici considerazioni astronomico-allegoriche, cioè, che in quel giorno, cadendo l'equinozio di primavera, fosse stato creato il mondo. Ciò posto, era facile il passaggio ad un'altra coincidenza. Cristo non poteva aver trascorso su questa terra che un numero intiero di anni; le frazioni sono imperfezioni che non si confanno con il simbolismo dei numeri e si è quindi portati ad eliminarle il più che si può. L'Incarnazione perciò dovette avvenire, come la Passione, il 25 Marzo; e coincidendo questa con il primo istante della gravidanza di Maria, la nascita di Cristo s'aveva da computare necessariamente al 25 Dicembre. Tale infatti è la conclusione di Ippolito14. Questa ipotesi trova conferma in un uso attestatoci dallo storico Sozomeno, e che spiega analogamente perché gli orientali festeggiassero il Natale il 6 Gennaio. “Sozomeno - osserva Duchesne - parla di una setta di Montanisti, che celebravano la Pasqua il 6 Aprile al posto del 25 Marzo in virtù del fatto che il mondo sarebbe stato creato all’equinozio, cioè, secondo essi, il 24 Marzo, la prima luna piena del primo mese doveva essere caduta quattordici giorni più tardi, vale a dire il 6 Aprile. Ora, tra il 6 Aprile e il 6 Gennaio, v'è giusto nove mesi, come tra il 25 Marzo e il 25 Dicembre. La data greca della natività, il 6 Gennaio, si collega così con un computo pasquale basato su considerazioni simboliche e astronomiche del tutto analoghe a quelle che avrebbero dato origine alla festa del 25 Dicembre”15. L'ipotesi del Duchesne non manca di qualche probabilità, come ne possiede anche, e forse maggiori, l'altra sopra riferita, la quale infatti sembra riscuotere le preferenze dei liturgisti moderni.
Le due ipotesi possono coesistere
A ben riflettere però, le due teorie potrebbero completarsi a vicenda. Le autorità ecclesiastiche, desiderose di sostituire una festa cristiana alla festa solare del 25 Dicembre, trovarono nel sincronismo delle due date (25 Marzo - 25 Dicembre) un motivo di più per mettervi la commemorazione del Natale di Cristo. S. Agostino lo mette più volte in rilievo16.
1 In una nota di commento alla Expositio in Evangelia di BAR SALIBI (+ 1171); ASSEMANI, Bibliotheca Orientalis, tomo II, p. 162.
2 Das Weihnachtsfest, Bonn, 19693.
3 Les origines de la Noël et de l'Epiphanie, Louvain, 1963.
4 Tertulliano difende i cristiani dall'accusa dei pagani di essere "adoratori del sole": “Se il giorno del sole concediamo alla gioia, lo facciamo per un ben altro motivo che per il culto del sole”. Apologeticum, 16,10. Sullo stesso argomento ritorna anche in Ad Nationes, I, 13.
5 P. TESTINI, Archeologia cristiana, Roma, 1958, p. 167. L'affresco fu scoperto negli scavi intorno al sepolcro di S. Pietro.
6 Le sigle CM XXX significano Circenses Missus triginta. L'espressione missus nei ludi circensi designava il lancio di un gruppo di bighe o quadriglie nel circo, le quali dovevano compiere cinque o sette giri secondo gli accordi. Dopo di esse seguiva un altro gruppo (missus II) e così via. Il numero variava secondo la solennità del giorno; per lo più era di XXIV. M. R., Il Natale di Mitra e il Natale di Gesù, Torino, 1908, emise l'opinione che la nota Natalis Invicti si debba riferire a Costanzo, vincitore di Massenzio nella battaglia di Mursa (Dicembre 351), ma non fu accettata da alcuno.
7 Il FRANK (in Archiv für Liturgiewissenschaft (1952), p. 24) ne vede un riflesso nell'inno Intende qui regis Israël, dove dice: Praesepe iam fulget duum, lumenque nox spirat novum, quod nulla non interpolet fideque iugi luceat. Per gli altri Padri, vedi G. BONACCORSI, Il Natale. Appunti d'esegesi e di storia, Roma, 1903, p. 51, ove son riportati i passi relativi.
8 Il quale in questo passo mostra di credere che proprio N. Signore fosse nato il 25 Dicembre: “Anche infatti Giovanni, a quanto ha tramandato la Chiesa, è nato il 24 giugno, quando ormai i giorni cominciano ad accorciarsi; quindi il Signore è nato il 25 dicembre, quando i giorni cominciano già ad allungarsi”. Ennarationes in Psalmos, 132,15. Cfr. De Trinitate, IV,5. Anche S. Gerolamo ripete questi concetti. Dal solstizio d'inverno "cresce la luce e decrescono le tenebre, cresce il giorno e decresce l'errore, la verità si avvicina. Oggi nasce per noi il sole della giustizia" (Homilia de nativitate Domini, 155-156). Il calendario dell'astrologo Antiochus segna al 25 Dicembre: “Nascita del sole: cresce il giorno”; citato dal CUMONT, Textes et Monuments relatifs aux mystères de Mithra, I, 342, nota. È interessante pure rilevare da S. Agostino come Fausto manicheo obiettasse ai cristiani: “Celebrate i giorni solenni dei pagani assieme a loro, come le calende ed i solstizi”; Contra Faustum, 20,4.
9 Egli vuol premunire i fedeli Egli vuol premunire i fedeli dal non festeggiare quel giorno come se fosse una festa della nuova nascita del sole (de novi, ut dicunt, solis ortu). Tractatus septem et nonaginta, 22. Ai tempi di S. Leone (440-461) gli adoratori di Mitra erano forse del tutto scomparsi. Egli in questo passo allude ai Manichei, i quali veneravano il sole tutti i giorni, ma particolarmente nel dì natalizio di Gesù, essendo solis dies natalis. M. R., op. cit., n. 54.
10 L. DUCHESNE, Origines du culte chrétien. Étude sur la liturgie latine avant Charlemagne, Paris, 1925, pp. 271-281. Cfr. H. ENGBERDING, Der 25 Dezember als Tag der Feier der Geburt des Herrn, in Archiv für Liturgiewissenschaft (1952), p. 25 sg. che ne riprende la tesi.
11 Cfr. V. GRUMEL, Traité d'études byzantines; I La Chronologie, Paris, 1958, cap. II. Della Tavola o Canone pasquale il residuo più importante sarebbe il computo inciso sulla cosiddetta statua di Ippolito a Roma; cfr. EUSEBIUS, Historia Ecclesiastica, VI,22.
12 Cfr. TERTULLIANUS, Adversus Judaeos, 8,18, già citato. Lo stesso affermano il Catalogo Filocaliano dei papi e gli Atti di Pilato, scrittura apocrifa assai diffusa in Oriente a principio del sec. IV e forse prima.
13 Perché nessun venerdì, 25 marzo, cade, tra gli anni che possono essere presi in discussione, nel plenilunio o nel giorno susseguente alla Pasqua giudaica.
14 Commentario su Daniele, IV,23. Cfr. M. HANSSENS, La liturgie d'Hippolyte, Rome, 1960, p. 273. Un'altra conferma la troviamo nel già citato passo (IV,5) del De Trinitate di S. Agostino, composto intorno al 400, dove si dice che Cristo “secondo la tradizione nacque il 25 dicembre”.
15 Origines du culte chrétien, pp. 278-279.
16 De diversis quaestionibus octoginta tribus liber unus, 56: “Moltiplicati per sei, che è il numero iniziale di questa serie, si ottiene duecentosettantasei, cioè nove mesi e sei giorni, che vengono computati dall’ottavo giorno prima delle calende di aprile [25 marzo], giorno in cui si crede che il Signore sia stato concepito ed è lo stesso giorno della sua passione, sino all’ottavo giorno prima delle calende di gennaio [25 dicembre], in cui è nato”.
Postilla: studi e novità recenti
[L’articolo originale di Mario Righetti precedentemente riportato risale al 1969. Viene qui corredato di una postilla di aggiornamento, a cura di Andrea Nicolotti, che rende ragione di alcuni progressi recenti.]
Gli studi di Thomas Talley sul Natale e sulla diffusione del culto del Dies natalis solis invicti, hanno ridimensionato la predominanza della teoria legata alla sostituzione della festa pagana. Talley sulla base di alcune indicazioni di Agostino e del citato De solstitiis et aequinoctiis, opera anonima di origine africana, ha suggerito la possibilità che il Natale abbia fatto la sua prima apparizione nell’Africa donatista piuttosto che a Roma, forse tra il 243 e il 3111.
Nuove ed interessanti prospettive sono state aperte dagli studi calendariali. Occorre notare che la liturgia pone al 25 marzo la festività dell'annunciazione dell'angelo a Maria, nove mesi prima della nascita di Gesù festeggiata il 25 dicembre; infatti l’angelo, secondo il Vangelo di Luca, apparve a Maria quando Elisabetta, futura madre di Giovanni Battista, era al sesto mese di gravidanza2; di conseguenza la festa della nascita di Giovanni Battista è collocata al 24 giugno, tre mesi dopo l’annunciazione e sei prima del Natale di Gesù. L’Oriente bizantino celebra il 23 settembre l’annuncio a Zaccaria, nove mesi prima della nascita del Battista in giugno.
Un tentativo di giustificazione storica di queste date la si ritrova nel famoso sermone In diem Natalem di Giovanni Crisostomo: egli riteneva - scorrettamente - che Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, fosse sommo sacerdote, sulla scia di una tradizione già attestata nel protoevangelo di Giacomo. Egli riteneva altresì che l'offerta dell'incenso di cui parla l'evangelista Luca fosse l'offerta del sommo sacerdote nel giorno dell'espiazione. Poiché il giorno dell'espiazione cadeva il 10 di Tishri (il mese che corrisponde al nostro settembre-ottobre), ecco che la natività di Giovanni veniva a cadere a giugno. Si tratta di una spiegazione che il Crisostomo elabora per giustificare la data del 25 dicembre, o si trattava di un'interpretazione altrimenti diffusa?
Questi rapporti di date convergenti solitamente vengono spiegati come frutto di un calcolo basato sulla data - ritenuta già stabilita - del 25 dicembre; manca d’altra parte un chiaro riscontro nel testo evangelico che possa confermare anche solo una di queste date. Esiste però l’indicazione di Luca 1,5-8, il quale parlando di Zaccaria padre di Giovanni ci informa che egli apparteneva alla classe sacerdotale di Abia (ex efêmerias Abia), e che quando gli apparve Gabriele per annunciare lo stato di gravidanza della moglie egli “esercitava sacerdotalmente nel turno del suo ordine” (en tôi hierateuein auton en têi taxei tês efêmerias autou). A. Ammassari ritiene che l’indicazione del turno di Abia risalga ad una antica tradizione giudaico-cristiana registrata da Luca3; così il rito bizantino, che il 23 settembre fa memoria dell’annuncio a Zaccaria, avrebbe conservato una data storica abbastanza precisa.
È noto che nel santuario di Gerusalemme Davide stesso aveva disposto che i sacerdoti ebrei fossero distinti in 24 tàxeis, ebraico sebaot (1 Cr 24, 1-19); queste classi, avvicendandosi l’una all’altra, dovevano prestare servizio liturgico per una settimana ciascuna, “da sabato a sabato”, per due volte l’anno4. Purtroppo l'evangelista ci informa riguardo al turno al quale apparteneva Zaccaria, ma non ci dice in che periodo dell’anno questo turno prestava servizio al Tempio.
Il progresso nello studio dei calendari in uso presso gli Ebrei5 ha portato ad alcuni tentativi di ricostruire l'ordine di successione di queste classi sacerdotali. La difficoltà più grande, è capire in che modo avvenissero gli avvicendamenti delle classi. Esse, infatti, prestavano servizio per sette giorni ciascuna, e conseguentemente un ciclo completo delle 24 classi ricopriva 168 giorni. Ci si domanda quindi se la successione delle classi fosse ininterrotta, indipendentemente dal sopraggiungere dell’anno nuovo, provocando un continuo sfasamento rispetto all’anno precedente, o se ogni anno, ad un determinato punto, l’ordine delle classi sacerdotali ripartisse dal principio, con la prima classe (Jehoiarib); le testimonianze talmudiche in proposito non sono univoche.
Già nel XIX secolo Henry Browne e Thomas Lewin, assumendo come valida l’ipotesi della successione ininterrotta, avevano tentato di stabilire la data della nascita di Gesù sulla base dei turni sacerdotali. Il punto di partenza dei loro calcoli fu il dato accertato che il secondo Tempio di Gerusalemme fu distrutto tra il 5 e il 6 agosto del 70, e che il 4 agosto era iniziato il corso sacerdotale di Jehoiarib6. Andando a ritroso con la successione delle classi che precedevano, se Gesù fosse nato il 7 a.C. (come essi ritenevano), il turno di Zaccaria in quell’anno sarebbe caduto il 16 maggio, e la nascita di Gesù sarebbe conseguentemente da collocare in agosto7. È ovvio che, a seconda dell’anno prescelto per la nascita di Gesù, il turno di Abia viene a cadere in un momento diverso, il che rende questo sistema poco affidabile. Recentemente, Roger T. Beckwith8 si è decisamente orientato per la soluzione dei cicli sacerdotali annualmente interrotti; egli ritiene che l’arrivo del mese di Tishri fosse il momento in cui si dava inizio ogni anno al ciclo, come era già avvenuto dopo la ricostruzione dell’altare del Tempio dopo l’esilio9. Ciò sembra essere confermato anche dai calendari rinvenuti a Qumran10, dove si seguiva un calendario solare (ideale?) di 364 giorni con un giorno intercalare ogni terzo mese. Qui era previsto un ciclo di avvicendamenti dei turni sacerdotali che durava sei anni, in modo che, allo scadere di ogni ciclo, nella prima settimana del primo anno fosse di servizio il medesimo sacerdote11. Ha destato interesse il fatto che secondo questo calendario il turno di Abia, prescritto per due volte l’anno, nel primo dei sei anni ricorre la prima volta dall’8 al 14 del terzo mese del calendario, e la seconda volta dal 24 al 30 dell’ottavo mese del calendario. Ora, questa seconda volta corrisponde all’incirca all’ultima decade di Settembre; ciò permetterebbe di pensare che Zaccaria una volta ogni sei anni avesse il suo turno di servizio in questo periodo di tempo, che è del tutto compatibile con la tradizionale data delle natività di Giovanni Battista e di Gesù. Certo è che non è così facile pensare che nel Tempio di Gerusalemme fosse applicato un calendario solare, a meno che non si pensi che Zaccaria non seguisse il calendario ufficiale.
Ritornando invece al calendario lunare farisaico, sulla base della notizia che il Tempio fu distrutto il 5-6 agosto (9-10 di Ab) durante il turno di Jehoiarib, possiamo vedere quale sarebbe stata la successione nelle settimane successive, se il servizio avesse potuto continuare normalmente. Jehoiarib sarebbe stato seguito da Jedaiah, Harim, Seorim, Malchijah e Mijamin, ed Hakkoz avrebbe iniziato il proprio turno il 21 Elul (15 settembre). Se arrivati a questo punto, in vista dell’inizio di Tishri, la successione sacerdotale fosse ricominciata da principio, ecco che Jehoiarib avrebbe ricominciato il ciclo dal 28 di Elul (22 settembre), e l’ottavo turno di Abijah (quello di Zaccaria) sarebbe cominciato il 17 Heshvan (10 novembre). Se invece si fosse proseguito senza curarsi dell’inizio dell’anno, dopo Hakkoz sarebbe toccato subito ad Abijah, dal 28 di Elul (22 settembre) al 4 di Tishri (29 settembre).
Si assuma che il sistema dei turni sacerdotali del 70 d.C. fosse il medesimo utilizzato al tempo di Gesù: nel caso di turni in continua successione, sarebbe assai difficile risalire al periodo ricoperto da Abijah in quell’epoca, non conoscendo né l’anno preciso della nascita di Gesù, né quando vennero fatti cadere gli anni embolismali, ossia gli anni in cui veniva aggiunto un mese in più (un secondo mese di Adar) per riallineare il calendario. Invece, ammesso che il servizio ricominciasse ogni anno, risulterebbe che Zaccaria ha sempre esercitato il suo turno intorno alla seconda decade di novembre. Collocando la nascita di Gesù dopo 15 mesi, si ricavano queste possibilità: in caso di anno ordinario, Gesù sarebbe nato a gennaio-febbraio; in caso di anno con mese embolismale (con il II di Adar), la Natività andrebbe spostata a dicembre-gennaio12. Naturalmente occorre tener conto del fatto che le indicazioni evangeliche non sono matematiche: una indicazione come “al sesto mese di gravidanza” si riferisce ad un tempo generico, con un margine di una trentina di giorni. Allo stesso modo, i calcoli si basano sul presupposto - inverificato - che Gesù e Giovanni siano nati dopo nove mesi precisi di gravidanza. Qualora si volesse considerare seriamente la possibilità di un tal genere di difficile ricostruzione cronologica, occorrerebbe pertanto considerare i dati con una certa elasticità, senza pretendere di ricavarne delle date assolutamente precise. Jack Finegan, ad esempio, ritiene che Gesù sia nato in inverno, ma rinuncia ad ogni collocazione eccessivamente puntuale13.
Riassumendo, la nascita di Gesù alla fine di dicembre (o all’inizio di gennaio, come è festeggiata in Oriente), potrebbe essere una data ricavata sulla base di una serie di calcoli congiunti, quindici mesi dopo l’annuncio a Zaccaria, nove mesi dopo l’annunciazione a Maria, sei mesi dopo la nascita di Giovanni il Battista. Un calcolo basato sui turni sacerdotali al Tempio, pur con tutti i suoi limiti, pare non opporsi alla cronologia tradizionale. Il fatto che vi fossero dei pastori con le loro greggi all'aperto nella notte in cui nacque Gesù14 non è un motivo per escludere che fosse inverno; ancor oggi a Betlemme è possibile vedere ovini al pascolo nei freddi giorni natalizi15. Certamente queste argomentazioni, in mancanza di documenti più precisi, non hanno un valore assoluto.
In conclusione, manca ancora una soluzione definitiva per il problema della data del Natale, ma gli studi degli ultimi decenni hanno aperto nuove prospettive finora trascurate. Certamente la volontà di cristianizzare una festa pagana ha rivestito una certa importanza; ma non è escluso che la collocazione di questa festività al 25 dicembre abbia seguito un proprio percorso, indipendente dalla festa del sole, facendo invece riferimento alla data dell’annunciazione. Non è nemmeno da escludersi che la nascita di Gesù in dicembre sia frutto di una tradizione che si propose di richiamare da vicino i racconti evangelici.
1Le origini dell'anno liturgico, Brescia, 1991, pp. 93-101.
2 Luca 1,26-27: “Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria”.
3 Alle origini del calendario natalizio, in «Euntes Docete» XLV (1992), pp. 11-16.
4 Cfr. Giuseppe Flavio, Antiquitates, VII,365.
5 Per una presentazione generale della questione calendariale con bibliografia si rimanda a: "Il calendario giudaico: la misura del tempo nell'ebraismo" in www.christianismus.it.
6 Ad esempio, Flavio Giuseppe, Bellum iudaicum, VI,220-270.
7 H. BROWNE, Ordo saeclorum, London, 1844; T. LEWIN, Fasti sacri, London, 1865.
8 The Date of Christmas and the Courses of the Priests, in Id., Calendar & Chronology, Jewish and Christian, Leiden, 1996, pp. 79-92.
9 Esdra 3,2-6: “Giosuè figlio di Iozadàk con i fratelli, i sacerdoti, e Zorobabele figlio di Sealtiel con i suoi fratelli, si misero al lavoro per ricostruire l'altare del Dio d'Israele, per offrirvi olocausti, come è scritto nella legge di Mosè uomo di Dio [...] Cominciarono a offrire olocausti al Signore dal primo giorno del mese settimo, benché del suo tempio non fossero ancora poste le fondamenta”
10 I testi calendariali sono editi e raccolti in TALMON DJD XXI
11 Per un commento di questi testi (principalmente 4Q320-321), cfr. S. TALMON, The Calendar Reckoning of the Sect from the Judæan Desert, in «Scripta Hierosolyminitana» IV (1958), pp. 162-199; C. MARTONE, Un calendario proveniente da Qumran recentemente pubblicato, in «Henoch» XVI (1994), pp. 49-76; Id., Calendari e turni sacerdotali a Qumràn, in F. ISRAEL - A. M. RABELLO - A. M. SOMEKH (a cura di), Hebraica. Miscellanea di studi in onore di Sergio J. Sierra per il suo 75° compleanno, Torino, 1998, pp. 325-356; J. FINEGAN, Handbook of Biblical Chronology, Peabody, 19982, pp. 275-278. Sui difficili problemi di intercalazione del calendario qumranico, che comunque risultava imperfetto, R. T. BECKWITH, The Perpetual Calendar of the Dead Sea Scrolls, in Id., Calendar & Chronology, Jewish and Christian, Leiden, 1996, pp. 120-140; U. GLESSMER, Calendars in the Qumran Scrolls, in P. W. FLINT - J. C. VANDERKAM (a cura di), The Dead Sea Scrolls After Fifty Years, Leiden, 1999, pp. 376-395.
12 Per le tabelle e i calcoli basati su diversi computi calendariali, cfr. J. FINEGAN, Handbook of Biblical Chronology, Peabody, 19982, pp. 275-278.
13 Handbook of Biblical Chronology, pp. 278-279.
14 Lc 2,8: “C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge”.
15 È quanto testimoniato ad esempio dal biblista Harry Mulder, che passò il Natale del 1967 a Betlemme e prestò attenzione a questo particolare, registrando la presenza di pecore ed agnelli nel villaggio, e concludendo con queste parole: “Non è impossibile che il Signore Gesù sia nato a Dicembre”. Lo scritto di Mulder è anche riportato nel commentario del Vangelo di Matteo di W. HENDRIKSEN, Exposition of the Gospel according to Matthew. New Testament Commentary, Baker Book House, 1973, vol. I, p. 182.
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T. FEDERICI, 24 giugno, 23 settembre, 25 dicembre: date storiche, alla pagina: http://www3.chiesacattolica.it/diocesi/roma_altre_aree/settoreovest/25_dicembre.htm
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J. FINEGAN, Handbook of Biblical Chronology, Peabody, 19982, pp. 275-278; 321-328.
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