ARTICOLI SULLA RELIGIONE CRISTIANA

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giovedì 28 maggio 2009

Contro l'eresia:‘Gesù morì spiritualmente e nacque di nuovo all’inferno’

Contro l'eresia

‘Gesù morì spiritualmente e nacque di nuovo all’inferno’








Benny Hinn ha affermato quanto segue: ‘Lo Spirito Santo mi sta mostrando alcune cose. …. Io ti sto dicendo la verità – è, è proprio pesante ora su di me …. Egli (riferendosi a Gesù) è nel mondo sotterraneo ora, Dio non è là, lo Spirito Santo non è là, e la Bibbia dice che egli fu generato. Sapete che cosa significa la parola generato? Significa rinato. Volete un'altra cosa che colpisce? Siete stati generati voi? E così anche lui lo fu. Nessuno vi seduca. Gesù nacque di nuovo. Voi direte: ‘Ma di che cosa stai parlando? ….. Egli nacque di nuovo, Egli dovette nascere di nuovo …. Se egli non fosse nato di nuovo, io non avrei potuto rinascere, io non sarei mai stato rinato. Come posso trovarmi da­vanti a Gesù e dire: Gesù, tu hai passato attraverso tutte le cose che ho passato io, eccetto la nuova nascita?’ (Benny Hinn, La nostra posizione in Cristo, parte 1. Orlando, FL: Orlando Christian Center, 1991, videotape TV-254).

Anche Kenneth Copeland ha affermato che Gesù nacque di nuovo, e Gesù nacque di nuovo all’inferno. Ecco le sue parole: ‘Egli permise al diavolo di trasportarlo nelle profondità dell’inferno come se fosse stato il più malvagio peccatore che fosse mai vissuto …. Tutti i demoni che erano all’inferno vennero giù su di lui per annichilirlo …. (essi) lo torturarono al di là di quanto qualcuno possa immaginare …. In un tuono di forza spirituale, la voce di Dio parlò allo spirito di Gesù che era frustato dalla morte, rotto e punito …..(nel) l’abisso della distruzione, e caricò lo spirito di Gesù con la potenza della resurrezione! Improvvisamente il suo spirito contorto, rovinato dalla morte cominciò a mettere su peso e tornò in vita …. Egli fu fatto letteralmente nascere di nuovo davanti agli occhi del diavolo …. Gesù … fu risuscitato come uomo nato di nuovo … Il giorno che io ho capito che un uomo nato di nuovo aveva sconfitto Satana, l’inferno e la morte, io mi eccitai così tanto ….! (‘Il Prezzo di tutto’, Belie­ver’s Voice of Victory, Settembre 1991, pag. 4).

Kenneth Hagin infine ha affermato anche lui: ‘Perché Gesù ebbe bisogno di essere generato o di nascere? Perché Egli diventò come eravamo noi – separato da Dio. Perché Egli gustò la morte spirituale per ogni uomo. E il Suo spirito e il suo uomo interiore andarono all’inferno al mio posto. Capite? La morte fisica non avrebbe rimosso i vostri peccati. Egli gustò la morte per ogni uomo. Egli sta dicendo che ha gustato la morte spirituale. Gesù è la prima persona che è nata di nuovo. Perché il Suo spirito ebbe bisogno di nascere di nuovo? Perché esso era stato allontanato da Dio’ (Kenneth Hagin, ‘Come Gesù ottenne il Suo Nome’ Cassetta 44-H01).

Questo insegnamento è contrario alla Parola di Dio e quindi è falso. Gesù non nacque mai di nuovo, né mentre era sulla terra e neppure quando si trovò per tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Mentre era sulla terra perché Cristo essendo stato generato dallo Spirito Santo non aveva peccato e perché durante la sua vita non peccò mai; nel caso contrario, sia che fosse nato come tutti gli altri uomini o che avesse peccato, allora sì che sarebbe stato necessario che Gesù Cristo nascesse di nuovo, ma dato che non fu così egli non ebbe bisogno di nascere di nuovo. La nuova nascita è una esperienza che devono e possono fare i peccatori proprio perché essi sono morti nei loro falli ed hanno bisogno di essere vivificati con Cristo per potere entrare nel Regno di Dio. Nel cuore della terra perché Egli non morì mai spiritualmente dopo la sua morte fisica, cioè tra la sua morte e la sua resurrezione fisica.

Parliamo di questa cosiddetta nuova nascita che Gesù avrebbe sperimentato all’inferno tra la sua morte e la sua resurrezione e di cui parla Copeland. Innanzi tutto è del tutto sbagliato dire che il diavolo portò Gesù all’inferno, un simile linguaggio è estraneo alla Scrittura. Come anche sono estranee alla Scrittura espressioni come ‘Tutti i demoni che erano all’inferno vennero giù su di lui per annichilirlo …. (essi) lo torturarono al di là di quanto qualcuno possa immaginare …. In un tuono di forza spirituale, la voce di Dio parlò allo spirito di Gesù che era frustato dalla morte, rotto e punito …..(nel) l’abisso della distruzione’; la Scrittura non ci dice simili cose. L’apostolo Pietro dice che Gesù nello spirito andò a predicare agli spiriti ritenuti in carcere i quali furono ribelli ai giorni di Noè mentre la pazienza di Dio aspettava (1 Pietro 3:19-20), e l’apostolo Paolo dice che egli scese nelle parti più basse della terra e salito in alto ha menato in cattività un gran numero di prigioni (cfr. Efesini 4:8-9). Dunque Gesù tra la sua morte e la sua resurrezione andò a predicare il Vangelo agli spiriti di coloro che ai giorni di Noè furono ribelli (non a tutti i morti quindi dell’antichità e non naturalmente per dargli l’opportunità di essere salvati perché dopo la morte non è mai esistita e mai esisterà la possibilità per i peccatori di essere salvati), e andò a prendere i santi dell’Antico Patto che si trovavano nel seno d’Abramo (che era situato nel cuore della terra ad una certa distanza dal luogo di tormento dove andavano i peccatori) per trasportarli in paradiso perché questo è il significato delle parole di Paolo. Ma di sue sofferenze patite anche nel cuore della terra per opera dei demoni, di torture inflittegli nel cuore della terra, la Scrittura non ne parla. La Scrittura parla invece delle sofferenze di Cristo sulla croce, ed anche di quelle da Lui patite mentre si trovava nel Getsemani, nel Sinedrio, e nella corte del governatore Pilato. Di queste sì ne parla, e di queste dobbiamo parlare, ma di sofferenze di Cristo per opera dei demoni all’inferno – tramite le quali Cristo morì spiritualmente - la Scrittura non ne parla ed io credo che non siano avvenute perché le sofferenze di Cristo necessarie alla nostra salvezza erano quelle sulla croce, cioè quelle che lui doveva patire con il suo corpo, cioè nella sua carne (secondo che è scritto: “Cristo ha sofferto nella carne” 1 Pietro 4:1), sul legno della croce perché è là che Gesù Cristo doveva soffrire e morire per espiare le nostre iniquità con il suo sacrificio, fu sul suo corpo sul legno del Golgota che Cristo si caricò delle nostre iniquità, Ecco perché gli apostoli parlavano spesso di queste sofferenze, della morte di Cristo, della croce di Cristo. Dunque la Scrittura parla delle sofferenze di Cristo fino alla sua morte, ma non di sofferenze da lui patite dopo la morte. State molto attenti fratelli, perché la dottrina della doppia morte di Gesù, cioè della sua morte spirituale e quella fisica, annulla la dottrina dell’espiazione, in quanto dice che la morte fisica patita da Cristo non fu sufficiente per l’espiazione dei nostri peccati. Mentre la Parola di Dio afferma in maniera inequivocabile che fu tramite la sua morte fisica che Gesù compì l’espiazione dei nostri peccati e ci riconciliò con Dio, secondo che è scritto: “E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili” (Colossesi 1:21-22), e distrusse il diavolo, che aveva l’impero della morte, secondo che è scritto: “Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch’egli vi ha similmente partecipato, affinché, mediante la morte, distruggesse colui che avea l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù” (Ebrei 2:14-15), ed ancora: “E avendo spogliato i principati e le potestà ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce” (Colossesi 2:15).

Veniamo adesso alla resurrezione di Cristo; essa si compì il terzo giorno, e quando ciò avvenne l’anima del Signore tornò nel suo corpo che era nel sepolcro ma in un corpo trasformato dalla potenza di Dio in un corpo glorioso e immortale. Quel corpo dunque era lo stesso corpo con cui Gesù era morto ma possedeva delle qualità che il precedente non aveva; era immortale e glorioso, e potente. In questo dunque consistette la gloriosa resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo, resurrezione e non nuova nascita, perché la resurrezione non è una nuova nascita. Qualcuno dirà: ‘Ma non è forse scritto in relazione alla resurrezione di Cristo che il Padre in quel giorno ha generato il Figliuolo?’ Sì, è scritto quanto segue: “E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato” (Atti 13:32-33), ma vi vorrei fare notare che non è scritto ‘rigenerato’ ma ‘generato’, il che è molto diverso. Se si fosse trattato di una nuova nascita certamente ci sarebbe stato scritto ‘rigenerato’, appunto perché era una seconda generazione. Ma è scritto ‘generato’ perché in quel giorno – come spiega Paolo ai Romani – Gesù Cristo fu “dichiarato Figliuol di Dio con potenza secondo lo spirito di santità mediante la sua risurrezione dai morti” (Romani 1:4). In altre parole, in quel giorno il Figliuol di Dio fu con potenza introdotto di nuovo nel mondo in quanto fu fatto tornare a vivere in un corpo potente e immortale.

Qualcun altro potrebbe dire allora a questo punto: ‘Perché allora Gesù è chiamato “il primogenito dai morti” (Colossesi 1:18)?’ Perché Egli è il primo uomo che è stato risuscitato dai morti con un corpo immortale e glorioso. La parola ‘primogenito’ indica la supremazia che Egli ha nella resurrezione dai morti. Un'altra parola usata dalla Scrittura per indicare questa supremazia di Gesù è ‘primizia’ in quanto Paolo, riferendosi alla resurrezione dei morti, chiama Gesù “primizia di quelli che dormono” (1 Corinzi 15:20). Fatemi dire qualcosa d’altro sull’espressione ‘primogenito dai morti’; che questa espressione di Paolo indica la supremazia che Gesù ha nella resurrezione o sopra tutti coloro che saranno risuscitati quando Egli ritornerà, è confermato dal fatto che Paolo chiama Gesù anche “il primogenito di ogni creatura” (Colossesi 1:15), il che non significa che Gesù è la prima creatura di Dio o che Egli è la prima creatura nata di nuovo, ma significa che Gesù ha la supremazia su tutta la creazione.

Dunque, fratelli, state attenti a non dire che Gesù nel cuore della terra morì spiritualmente perché non è vero; se così fosse stato, Gesù avrebbe dovuto morire due volte per compiere l’espiazione dei nostri peccati, la prima volta sulla croce e la seconda nel cuore della terra tra la sua morte e resurrezione, mentre la Scrittura afferma che Gesù morì per i nostri peccati una volta sola, cioè sulla croce; quelle furono le sofferenze del Cristo tramite le quali i nostri peccati sono stati rimossi, quelle sofferenze che Benny Hinn, Copeland e Hagin, con tutti i loro seguaci, dicono che Cristo soffrì tra la sua morte fisica e la sua resurrezione non sono mai avvenute. Come anche dovete stare attenti a non chiamare nuova nascita la resurrezione di Cristo; anche perché se la resurrezione di Cristo fu una nuova nascita, allora si potrebbe essere indotti a dire che pure la nostra resurrezione corporale che avverrà a suo tempo sarà una nuova nascita mentre noi sappiamo che la nuova nascita di cui parla Gesù a Nicodemo non è la resurrezione corporale dei santi, ma una resurrezione spirituale che possono sperimentare i peccatori e che noi abbiamo già sperimentato per opera della Parola di Dio e dello Spirito Santo quando ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto in Cristo. Per altro vorrei cogliere l’occasione per mettervi in guardia da questa dottrina ‘resurrezione-nuova nascita’ che viene insegnata dai seguaci di Herbert Armstrong (fondatore della Chiesa Universale, che però da alcuni anni ha abbandonato diverse eresie di questo uomo che comunque vengono ancora seguite da altri gruppetti che sono sorti da questa scissione), costui diceva infatti che i credenti sarebbero nati di nuovo quando sarebbero risorti quindi alla resurrezione che per altro veniva pure negata perché quella di Armstrong non era una resurrezione corporale ma spirituale. Ma poi costui diceva che allora il credente diventerà Dio perché entrerà a fare parte della Divinità che è una famiglia ecc. Ma confuterò le sue eresie in un altro momento. Dunque, attenzione fratelli, a non chiamare ‘nuova nascita’ la resurrezione corporale di Cristo perché da questa infelice espressione possono scaturire strane dottrine.


http://www.lanuovavia.org/confutazioni-gesu-nato-di-nuovo.html

giovedì 30 aprile 2009

L'INFERNO E LE SACRE SCRITTURE


L'INFERNO DESCRITTO DA GESÙ



Gesù, nei suoi messaggi, ha parlato più della realtà dell'inferno, che della realtà del Cielo.

Di seguito sono riportati alcuni versetti dove Gesù descrive l'inferno, che in questi casi si riferisce allo "Stagno di fuoco e di zolfo" come in Apocalisse 20:14-15.



Matteo 5:22

Ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello "stupido", sarà giudicato dal tribunale; e chi gli avrà detto "pazzo", sarà condannato al fuoco dell'inferno.

Matteo 11:23

Gesù quando rimprovero Capernaum gli disse: "E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell'Ades"

Matteo 13:40

Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

Matteo 13:42

E li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti.

Matteo 18:8

Ora, se la tua mano, o il tuo piede, ti è occasione di peccato, mozzali e gettali via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani e due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.

Matteo 22:13

Allora il re disse ai servi:"Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti.

Matteo 23:33

Serpenti, razza di vipere! Come sfuggirete alla condanna dell'inferno?

Matteo 25:41

Allora Egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra:"Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli.

Matteo 25:46

E questi andranno nelle pene eterne, ed i giusti nella vita eterna.

Marco 3:29

Ma chiunque bestemmierà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, ma sarà destinato alla dannazione eterna.

Marco 9:43

Se la tua mano ti è occasione di peccato tagliala! E' meglio per te entrare monco nella vita, che avere due mani ed andare all'inferno, nel fuoco inestinguibile.

Marco 9:48

Dove il loro verme non muore ed il fuoco non si spegne.

Giovanni 5:29

Quelli che hanno fatto il bene risusciteranno alla vita; e quelli che hanno fatto il male risusciteranno a condanna.



ALCUNI PASSI DELL'ANTICO TESTAMENTO



Alcuni passi delle Sacre Scritture che confermano l'esistenza del soggiorno dei morti e che esso si trova sotto terra ad una grande profondità e che la vi scendono gli empi quando muoiono.



"Gli empi se n'andranno al soggiorno dei morti, si, tutte le nazioni che dimenticano Iddio" (Salmo 9:17), ed a proposito della sorte di quelli che confidano nei loro grandi averi e si gloriano della grandezza delle loro ricchezze e scritto: "Sono cacciati come pecore nel soggiorno dei morti; la morte e il loro pastore" (Salmo 49:14).



Giobbe, parlando degli empi, disse: "Passano felici i loro giorni poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti" (Giobbe 21:13).



Isaia, parlando della sorte di quelli che in Sion non ponevano mente a quel che faceva il Signore, ma si inebriavano di vino e di bevande alcoliche disse: "Perciò il soggiorno dei morti si è aperto bramoso, ed ha spalancata fuor di modo la gola; e laggiù scende lo splendore di Sion, la sua folla, il suo chiasso, e colui che in mezzo ad essa festeggia" (Isaia 5:14).



Sempre Isaia, nell'oracolo contro il re di Babilonia, disse ad Israele: "Tu pronunzierai questo canto sul re di Babilonia e dirai:.. Il soggiorno dei morti, laggiù si è commosso per te, per venire ad incontrarti alla tua venuta. Il tuo fasto e il suon dei tuoi salteri sono stati fatti scendere nel soggiorno dei morti" (Isaia 14:3,9,11).



Dio per mezzo di Ezechiele predisse ciò che avrebbe fatto a Tiro con queste parole: "Allora ti trarrò giù, con quelli che scendono nella fossa, fra il popolo d'un tempo, ti faro dimorare nelle profondità della terra, nelle solitudini eterne, con quelli che scendono nella fossa..." (Ezechiele 26:20).

http://www.incontraregesu.it/bibbia_inferno.html


BREVE DESCRIZIONE DELL'INFERNO SECONDO LA BIBBIA



Anche se è ragionevole credere che la descrizione dell'inferno fatta da Dante Alighieri, nella sua Divina Commedia, è frutto della sua fantasia, non possiamo però ignorare che Dio stesso, prima tramite i profeti e poi tramite Suo Figlio Gesù e gli apostoli, ci parla dell'esistenza di quel luogo e condizione di tormento, che Lui stesso ha destinato a durare per l'eternità.



Sembra essere scontato che, come membri di chiesa e credenti di fede cristiana, accettiamo, tra l'altro, uno degli insegnamenti basilari di Cristo, che è l'esistenza dell'inferno. Purtroppo molti "credenti" rifiutano di accettare tale realtà come voluta da Dio e proclamata dalla Chiesa. Per qualcuno la questione dell'inferno viene aggirata con l'accettazione di ragionamenti e filosofie che alla fine pongono Dio in una posizione di impotenza (alla fine non è capace di perdonare tutti), o di troppa magnanimità (alla fine Dio perdona tutti) o, nel peggiore dei casi, nella posizione dell'ingannatore (Dio ha parlato sì dell'inferno, però non voleva dire che le persone debbono soffrire, etc., etc.). Quando Dio ha voluto creare tutte le cose che esistono non ha chiesto conto a nessuno, per cui anche se non crediamo e non accettiamo qualcosa che Dio ha fatto, non per questo possiamo dire che non esiste!

COS'É L'INFERNO?

Come punto di partenza dobbiamo fare una distinzione tra il luogo di tormento in cui vanno i peccatori che non hanno voluto ricevere la Grazia, e il luogo, di tormento anch'esso, chiamato "Lo Stagno di Fuoco e di Zolfo", in cui vanno a finire, sempre gli stessi, dopo il Giudizio finale o universale, più Satana con i suoi demoni, la Bestia, il Falso Profeta, e gli angeli ribelli che sono incatenati nell'Abisso.

Spesse volte, sia il primo che il secondo luogo, vengono chiamati con lo stesso nome di INFERNO. La differenza è nel fattore tempo. Nel primo luogo vi vanno tutti i peccatori che sono morti e muoiono prima del Giudizio finale, il secondo luogo è definitivo e sarà attivo dopo la vittoria di Cristo sulla Bestia e sul Falso Profeta.

Riguardo la condizione di tutti e due i luoghi non vi è differenza: sono luoghi di tormento, di dolori, di sofferenze e di pianto.

Questa realtà ci fa comprendere un aspetto importantissimo nell'economia del Regno di Dio, cioè che la destinazione nell'aldilà si decide solo in questa terra, per cui tutte le credenze che incoraggiano le pratiche di intercessioni per i morti con i rituali annessi sono speculazioni arbitrarie e falsi insegnamenti atti a deviare le persone dal sano culto, essendo usati specialmente per incrementare l'entrata finanziaria.

Dio lascia al singolo individuo la facoltà di stabilire la propria sorte eterna, e questa sulla terra, per cui alla morte ognuno sarà portato nel luogo prestabilito: quelli a perdizione eterna nell'inferno o Ades, senza vedere Dio; quelli salvati, nel cielo alla presenza di Dio. Nel Giudizio Universale anche quelli che sono nell'inferno compariranno davanti a Dio, il quale confermerà loro l'eterna condanna.



Il luogo o condizione INFERNO racchiude diversi concetti biblici che, seppur descritti con termini diversi nelle lingue ebraica e greca, hanno in comune un predominante concetto, che è quello dell'esistenza di una realtà, dopo la cessazione dell'esistenza dell'uomo sulla terra, di condizione eterna, lontana da Dio e nella sofferenza. D'altronde, la creazione di Dio, il Suo impegno per la realizzazione della salvezza dell'umanità, con la necessità della nascita, della morte e risurrezione di Cristo, sarebbero state inopportune in una realtà dove non ci sarebbe una punizione eterna e dove alla fine tutto sarebbe tornato nel nulla assoluto o nella eterna scomparsa dell'uomo malvagio e peccatore, tutte cose, queste, che ci portano alla deviazione totale dall'insegnamento di Cristo e completamente fuori dal cristianesimo.

Anche se la dottrina dell'inferno non è la dottrina centrale del cristianesimo, possiamo tranquillamente dire che è, insieme alle altre, un insegnamento importantissimo, per cui negando la sua esistenza saremo costretti a rifiutare le altre che sono ad essa collegate. Tutte le dottrine e gli insegnamenti fondamentali di Cristo sono vitali per il credente, sono come i raggi di una ruota, per cui venendone a mancare uno, viene compromessa la funzionalità della ruota stessa.



I termini che riscontriamo nelle lingue bibliche sono:

Abyssos (greco) cioè "abisso", "inferi", in particolare "prigione dei demoni e degli angeli ribelli in punizione" dei passi di Luca 8:31 e Apocalisse 9:1; un significato simile è attribuito a "tartaros" di 2° Pietro 2:4;

Sceol (ebreo) ovvero Ades (greco), comunemente chiamato "inferno" e "soggiorno dei morti", ed è il luogo provvisorio ed intermedio di soggiorno dell'anima della persona deceduta sino alla resurrezione finale. Lì Gesù è andato a predicare il Vangelo agli spiriti dei morti (1° Pietro 3:19, 4:6), ed è pure da lì che, quando se n'è salito in alto, nel cielo, ha liberato molti che erano prigionieri, portandoli con se (Efesini 4:8). Quindi Sceol o Ades, adesso, dopo la resurrezione di Gesù, è la condizione e il luogo dove vanno le anime di coloro che saranno giudicate e condannate da Dio ed è tutt'ora un luogo in cui si soffre. (Leggi le testimonianze);

Geenna (greco) è l'inferno finale di fuoco e zolfo, o "stagno ardente di fuoco e zolfo" di Apocalisse 20:10 e 20:15. E' il termine tradotto in greco dall'Aramaico di "gehinnam", cioè valle di Hinnom, luogo a sud di Gerusalemme, dove al tempo del dominio cananeo venivano eseguiti sacrifici di bambini tramite roghi e che valeva come luogo di giudizio divino. Quando Gesù parla di questo luogo non si riferisce al luogo geografico, ma a quello che esso rappresenta, cioè il luogo della punizione.

Dunque i passi della Bibbia che ci parlano di queste realtà non ci vogliono trasmettere dei concetti puramente simbolici, come vogliono credere quelli che rifiutano il sano insegnamento di Cristo per abbracciare le tesi dell'annichilimento e del condizionalismo, ma ci descrivono, seppur aiutati da figure immaginarie, delle realtà presenti e future.

La Geenna, o lo Stagno di Fuoco e di Zolfo sono veramente dei luoghi in cui si soffre. Gli elementi del fuoco e dello zolfo possono essere immaginari, ma quello che la Parola di Dio ci vuole trasmettere sono gli effetti che questi elementi hanno sulla persona e sono effetti che causano dolore e sofferenze. Infatti, dice ancora la Gesù: "...lì sarà il pianto e lo stridor di denti".



Inoltre bisogna distinguere tra la cessazione della vita fisica e la morte eterna.

Noi uomini creati ad immagine e somiglianza di Dio siamo spirito, abbiamo un'anima ed un corpo. Come dice l'Apostolo Paolo: "...abitiamo in questa tenda (corpo)". Quando, per un qualsiasi motivo di infermità o di incidente, il nostro corpo non è più in grado di funzionare, diciamo che "si muore", alla nostra anima viene a mancare quella condizione che le permette l'esistenza sulla terra, o meglio ancora, sulla superficie della terra. Questa è la morte fisica, la cessazione della vita del corpo.

La morte eterna, invece, è la condizione di mancanza di vita divina per l'eternità. E' chiamata anche "la morte seconda" in Apocalisse 20:14 ed è raffigurata come uno stagno dove bruciano continuamente elementi infiammabili.

Così quando leggiamo nella Bibbia che l'uomo che muore viene posto nella tomba e li non si ricorderà più niente, vuol dire che il corpo, creato o trasformato da Dio dalla terra, ritorna alla terra da dove è stato tratto, ma l'anima scende nel soggiorno dei morti (Sceol-Ades-Inferno).

In ebraico il termine "tomba" è "queber", in greco "taphos" e "mnemeion". Sono tutti termini differenti da quelli sopra descritti e rappresentano e descrivono condizioni e luoghi diversi.



Anche se vogliamo partire dal presupposto che termini come: stagno ardente, fornace ardente, pena di fuoco eterno, fuoco inestinguibile, verme che non muore e tormento, trattano di una descrizione simbolica, in tutto o in parte, sono comunque riconoscibili delle realtà spaventose: lontananza da Dio, tenebre, sofferenze e tormenti.

L'indicazione perentoria di tali dolori nello Sceol o nella Geenna, non si possono paragonare a un'estinzione o annientamento dell'esistenza. Se l'uomo fosse veramente annientato all'atto della morte terrena sarebbero superflui e incomprensibili i riferimenti al "fuoco eterno" o "inestinguibile", al "verme che non muore" e alle relative sofferenze.

Da nessuna parte della Sacra Scrittura si trova una chiara prova del fatto che questo "fuoco" rappresenta un atto unico di annientamento che dà termine all'esistenza dell'individuo, mentre invece si denota la sua eterna durata.

Per descrivere la realtà della punizione, della sofferenza e della lontananza eterna da Dio, la Bibbia utilizza costantemente concetti che richiamano orrore, dolore e sofferenze. Per esempio, la Geenna non rappresenta qualcosa di irreale, temporaneo e vuoto, ne qualcosa che annienta definitivamente, ne un luogo di condizione intercorrente fra le varie reincarnazioni, ne un luogo di purificazione come il Purgatorio.



Alla fine anche "la morte" e "il soggiorno dei morti" saranno gettati nello Stagno di Fuoco (Apocalisse 20:14). Questo ci descrive: 1) il passaggio dei morti, da una condizione temporanea di sofferenze ad una condizione finale di eterna perdizione; 2) la fine della funzione dello Sceol da "anticamera dell'inferno", così, seppur ve ne fossero rimasti alcuni, anch'essi si troverebbero nella eterna e finale destinazione, dentro lo Stagno di Fuoco.

CONCLUSIONE

Accettare l'insegnamento dell'INFERNO e descriverlo, non significa gioire ed essere felici per le molte anime che vanno in quel luogo di tormento. Nella Bibbia sta scritto che Dio non si compiace nel peccatore che perisce, ma desidera che ogni persona giunga alla conoscenza della verità per poter scegliere per la sua salvezza. Purtroppo, ed a malincuore, dobbiamo costatare che, o per ignoranza, o per negligenza, o per libera scelta, molte persone vivono la propria vita vicino alla religione ma lontano da Dio. Anche noi come figli di Dio ci associamo al sentimento di Dio, e il solo scopo di questa modesta iniziativa è quello di servire come monito ed avvertimento per coloro che consapevoli o inconsapevoli sono sulla strada che li porta all'inferno. (Leggi il Piano di Dio per l'uomo).



Gesù ha detto: " ...due sono le vie: una stretta ed angustia che porta alla vita, e pochi sono quelli che la prendono; l'altra larga e spaziosa che porta alla perdizione, e molti sono quelli che vi si incamminano". (Matteo 7:13-14).

La strada che conduce all'inferno è prima di tutto una strada (trascorrere la vita) senza la Salvezza e senza Dio; è la strada del peccato e delle concupiscenze; della realizzazione dei propri desideri ad ogni costo, anche recando del male al prossimo.

Strada significa "trascorrere la vita", "seguire una tale decisione", "fare una tale scelta". E' una decisione che prendiamo noi, conseguentemente alla libertà che Dio ci ha dato. La strada della politica corrotta, della religione formale, della scienza senza Dio, delle filosofie e delle dottrine ingannatrici e dell'egoismo, è la strada che tira dritto per l'inferno.

Il rimedio per evitare ciò è cambiare strada, decidere di fare la volontà di Dio e arrendersi all'amore di Cristo, colui che può perdonare tutti i nostri peccati ed assicurarci una vita eterna vicino a Dio e fuori dall'inferno.

(Come ricevere la Salvezza).

http://www.incontraregesu.it/l'inferno%20esiste.html

E' Dio così crudele da desiderare che le anime soffrono per l'eternità nell'inferno?



Il fatto che Dio condannerà delle anime a soffrire nell'inferno è una dimostrazione della giustizia di Dio, che va di pari passo con l'amore di Dio. Giustizia ed amore sono raffigurate come le due braccia di Dio. Infatti se non ci sarà condanna non ci può essere salvezza; che bisogno ha l'uomo di salvezza se non ci sarà una condanna da cui scampare? Se non vi era bisogno della salvezza, perché allora è venuto nel mondo, sofferto e morto sulla croce il Figlio di Dio?

La resurrezione stessa di Gesù testimonia la giustizia di Dio, il quale ha costituito come giudice proprio suo Figlio. Solo lui è in grado di giudicare rettamente perché oltre ad essere Figlio di Dio è anche il Salvatore degli uomini. Dio ha gia manifestato la sua bontà ed il suo amore verso tutti gli uomini, perché ha programmato e permesso la morte del suo unico Figlio, per dare la possibilità a tutti gli uomini di ricevere la salvezza.

Venendo meno la giustizia, viene meno anche l'amore. Due attributi fondamentali della personalità di Dio: Dio è Amore; Dio è Giusto. La condanna degli empi, oltre a dimostrare la giustizia di Dio, conferma e rafforza l'amore di Dio. La Giustizia di Dio si manifesterà con la stessa intensità con cui si è manifestato l'amore che Dio ha ed ha avuto per l'uomo, che ha permesso la morte di suo Figlio. Alla fine l'amore di Dio si concretizzerà col la giusta ricompensa per coloro che lo hanno amato ed hanno posto in Lui la loro fiducia con obbedienza.



http://www.incontraregesu.it/risposte/inferno.htm
L'inferno.

La vita non finisce con la morte, perché l'uomo ha all'interno del suo corpo un'anima immortale che sopravvive alla morte fisica. Dell'esistenza di questa anima immortale ne parlò pure Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ai suoi discepoli quando disse loro di non temere "coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima" (Matteo 10:28). Da notare che Gesù ha detto che il corpo può essere ucciso, mentre l'anima no; per cui è ovvio che essa continua a vivere dopo la morte. Ci sono due posti in cui le anime degli uomini, dopo la morte, possono andare. Uno è un posto di riposo, di refrigerio, di benedizione, etc., in cui vanno coloro che sulla terra hanno amato Dio e fatto la volontà di Dio. L'altro luogo è un posto in cui va il peccatore e colui che ha rifiutato la grazia e l'amore di Dio. Quest'ultimo è un luogo in cui si soffre ed in cui ci sarà il Diavolo coi suoi angeli. Questo luogo nella Bibbia e' chiamato in ebraico Sheol, e in greco Ades, e da alcuni è stato tradotto con "soggiorno dei morti" e da altri con "inferno" (dal latino infernus che significa: luogo che è di sotto, inferiore).

Nel passo di Luca 16:19-31 (il ricco e Lazzaro), il nostro Signore Gesù Cristo racconta una storia realmente avvenuta. Quella storia ci insegna che con la morte non finisce tutto, ma che esiste una vita ultraterrena e che l'anima del peccatore continua a vivere in un mondo invisibile a noi, dopo la sua morte. Questa è la realtà di molte persone che vivono nel peccato e lontani da Dio: vivono sulla terra, godono dei piaceri della vita e si dilettano nel fare il male, ma quando giunge la morte, la loro anima si diparte dal loro corpo e va nell'Ades dove sarà tormentata dal fuoco di quel luogo. Il racconto ci dice che quel ricco godeva splendidamente ogni giorno mentre era sulla terra; però quando è morto, e fu seppellito, si ritrovò in un luogo di tormento, appunto l'Ades. In quel luogo poteva ancora parlare, ricordare, e secondo quello che egli disse ad Abramo, avrebbe potuto essere pure rinfrescato con dell'acqua.

L'Ades, o Inferno, si trova negli antri della terra ad una grande profondità; è in questa creazione, ma vi si entra con la dimensione della realtà invisibile, chiamata anche spirituale. In rare occasioni e avvenuto che direttamente delle persone vi sono entrate con i loro corpi; un esempio è l'episodio avvenuto nel deserto, quando gli Israeliti, dall'Egitto stavano andando nella Terra Promessa (Numeri 16:33 ). E' un luogo reale dove l'anima del peccatore, dopo essere uscita dal suo corpo, va a stare in attesa del giudizio. Noi non possiamo vedere la nostra anima, ma sappiamo che essa dimora in questo nostro corpo di carne ed ossa, e come non possiamo negare l'esistenza dell'anima solamente perché la vediamo, non possiamo neanche negare l'esistenza dell'Ades che non vediamo.

Questo viene prima il Giudizio Universale, ma il luogo dove saranno gettati Satana, i suoi angeli e tutti gli uomini che saranno condannati, cioè nello Stagno di Fuoco e di Zolfo, sarà una condizione in cui le sofferenze saranno maggiori.





Allora ti trarrò giù, con quelli che scendono nella fossa, fra il popolo d'un tempo, ti farò dimorare nelle profondità della terra, nelle solitudini eterne, con quelli che scendono nella fossa... (Ezecchiele 26:20).

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