CENTRO ANTI-BLASFEMIA
AVVERTIMENTO PER TUTTI COLORO CHE SI PERMETTONO DI FALSIFICARE GESU'
CON CALUNNIE E BESTEMMIE
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Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo Giudice di tutta la terra,
e non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo, agnostico, pagano o falso cristiano.
Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.
CHI NON CREDE IN GESU' NON SI SALVA
V.Giovanni: 3, 35-36
3,35Il Padre ama il Figlio, e ha dato ogni cosa nelle sue mani. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita: incombe su di lui la collera di Dio.
V.Giovanni: 8, 23-24
8,23Gesù rispose: " Voi siete della terra; io sono del cielo. Voi appartenete a questo mondo, io non appartengo a questo mondo.
24Vi ho detto che andrete in rovina per i vostri peccati. IO SONO: se non credete questo, andrete in rovina per i vostri peccati" .
V.Matteo: 10, 32-33
10,32"Tutti quelli che dichiareranno pubblicamente di essere miei discepoli, anch'io dichiarerò che sono miei,
davanti al Padre mio che è in cielo. 33Ma quelli che pubblicamente diranno di non essere miei discepoli,
anch'io dirò che non sono miei, davanti al Padre mio che è in cielo.
V.Marco: 8,38
8, 38Se uno si vergognerà di me e delle mie parole di fronte a questa gente infedele e piena di peccati,
anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà, glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli santi".
V.Marco: 16, 16
16,16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.
PER CHI BESTEMMIA E DICE COSE FALSE
V.Matteo : 12, 30-32
12,30"Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie insieme con me spreca il raccolto.
31"Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati,
ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato.
32Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro
lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai.
V.Matteo: 12, 36-37
12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43
10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati. 43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".
ANCHE SAN PAOLO DONA UN DURO AVVERTIMENTO A CHI RACCONTA FALSI VANGELI
Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
Citazioni Bibbia Tilc
http://www.bibbiaedu.it/bibbia/interconfessionale/nt/index.html
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
ARTICOLI SULLA RELIGIONE CRISTIANA
venerdì 12 dicembre 2008
LA CHIESA CATTOLICA ACCETTA IL ROMANZO BLASFEMO DI SCHMITT
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
COSA PENSA GESU' DEI ROMANZI BLASFEMI CONTRO DI LUI VERE CALUNNIE OFFENSIVE?
GESU' HA ORDINATO AI SUOI DISCEPOLI DI PREDICARE I SUOI INSEGNAMENTI MATTTEO: 28,18-20
ORA COSA PENSA GESU' SUI CATTOLICI CHE PUBBLICANO VENDONO DIFFONDONO ED ESALTANO
I ROMANZI BLASFEMI SCRITTI DA ATEI COME IN QUESTO CASO ?
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IL VANGELO SECONDO PILATO DI ERIC EMMANUEL SCHMITT
SAN PAOLO EDIZIONI 2002
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GESU' NEL BLASFEMO ROMANZO
Nell’orto del Getsemani, in attesa che i soldati vengano ad arrestarlo e consegnarlo al tribunale che lo condurrà alla crocifissione,
Jeshua ripensa la sua vita.
Quindi la scena si apre sulla collina degli Ulivi, quando poche ore prima del suo arresto Gesù ripercorre le tappe della sua vita.
E’ Gesù stesso all’inizio della rappresentazione che da uomo si interroga e dubita sulla sua natura divina,
che ha paura: «Tra qualche ora - dice - si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti».
Schmitt costruisce un Gesù umano che non sa chi sia e si chiede di continuo: " Chi sono? "
Un Gesù che ripensando alla sua missione perfino crede d'essere pazzo.
Il Gesu' di Schmitt non sa se ha trovato Dio o è Satana ad ingannarlo! (Perfino questa bestemmia contro lo Spirito Santo Marco: 3,28-30)
Un Gesù che per affrontare la morte non avendo fede in Dio, decide di credere in se stesso, nel suo inconscio.
Ecco cosa Schmitt fa raccontare a Gesù;
«Avrei potuto essere altrove, questa sera. Avrei potuto spassarmela in una locanda, mescolato ai pellegrini della mia terra .
Ecco dove mi ha condotto questo mio sogno: aspettare in questo giardino una morte che mi fa paura» (p. 9 s).
Quale sogno? Il sogno che la sua risurrezione dalla morte avrebbe confermato il convincimento delle folle: essere lui il messia.
(QUINDI PROTAGONISMO TANTO ODIATO DAL VERO GESU')
Ha accettato la scommessa di Jehuda: «Il terzo giorno ritornerai», ed eccolo ora, in preda alla paura e al dubbio,
in attesa che il suo destino si compia.
Quando suo padre è morto, «di colpo, sotto il sole di mezzogiorno», ne ha preso il posto di carpentiere per mantenere fratelli e sorelle.
Carpentiere mediocre, ma giovane ricercato per saggezza e per capacità di amare. Pensa di non essere fatto per il matrimonio,
(VERAMENTE GESU' NE POTEVA E NE VOLEVA SPOSARSI ESSENDO IL PANE IMMACOLATO DISCESO DAL CIELO
E NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO GIOVANNI: 6, 32-35, MATTEO :1, 20-23, LUCA: 20, 34-36.)
Ecco che Joushua incontra Rebecca, splendida per bellezza e qualità femminili, allora spinto dal desiderio di averla decide di sposarla.
Così invita la giovane in una locanda sul lago, le offre in dono una spilla di oro, mangiano e bevono, quando un vecchio e un bambino chiedono la carità.
Lei si lascia sfuggire una esclamazione rabbiosa, e l’oste scaccia i mendicanti a colpi di strofinaccio. Il giorno seguente Jeshua rompe il fidanzamento.
Ha scoperto «il terribile egoismo che si annida nella felicità»; e lui non è fatto per la felicità che «ci lascia in disparte, fa chiudere le porte, serrare le imposte,
dimenticare gli altri, erigere muraglie invalicabili; la felicità presuppone il rifiuto di vedere il mondo così com’è» (p. 24).
(QUINDI SCHMITT HA SCAMBIATO I COSTUMI CASTI DEGLI EBREI AI TEMPI DI GESU' CON QUELLI DEI PARIGINI DI OGGI!)
(Le ragazze ebree restavano sempre in casa, non andavano fuori a cena con l'amico o fidanzato, poi il fidanzato mai avrebbe potuto lasciare la fidanzata
poiché questo era ripudio e per essere permeso occorrevano motivi gravi, allora i fidanzati erano legalmente sposi, infatti il fidanzamento avveniva dopo contratto e versamento della dote da parte del promesso sposo)
Sfidando le ire dei familiari e la disapprovazione della madre, Joushua intende vivere per gli altri, amarli, operare per la giustizia, condividere la sofferenza.
Diventa, senza volerlo, un consolatore degli afflitti e un consigliere dei dubbiosi, tanto da attirarsi lo sdegno del rabbino:
«Ma chi sei tu per pensare di poter parlare delle Scritture? Chi sei per poter dare dei consigli agli altri?
A Gerusalemme saresti già morto, lapidato» (p. 24). Che cosa fare? Dietro consiglio di sua madre, si reca dal cugino Giovanni.
Lo osserva, lo ascolta; magro, irsuto, ruvido; pratica un battesimo per la remissione dei peccati. Quando Jeshua gli si presenta per essere battezzato,
egli lo fissa, poi si mette a gridare: «Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (p. 35).
E aggiunge: «Sono io ad aver bisogno di essere purificato da te!
(IN QUESTO CASO BATTISTA AVREBBE TRATTATO QUESTO GESU' COME UN QUALSIASI PECCATORE)
Sono io che ti chiamo con tutte le mie forze e tu che vieni a me! Io ti amo!». Gesù sviene.
Alcune donne raccontarono che dal cielo era scesa una colomba e si era posata sulla sua fronte.
L’interrogativo sulla sua identità si fa presente. Su di lui circolano giudizi discordi: il Messia? un guru? un illuso?
(PERCHE' PRENDERE I VANGELI E FALSIFICARLI CON FANTASIE BLASFEME ?)
«Da trent’anni tutti avevano un’opinione sul mio destino; io no». Per sfuggire alle tante dicerie, si rifugia nel deserto,
e qui fa un’esperienza sconvolgente.
«Precipitavo dentro me stesso . Poi ebbi la sensazione di rallentare. Stavo cambiando consistenza .
E, lentamente, si consumò la trasformazione.
Ero io e non ero io . Approdai in un oceano di luce . Ero disceso nella fucina della vita, nel centro,
nel focolare, là dove tutto si fonde, si fonda e si decide.
Dentro di me non trovavo il mio “io”, ma più che me stesso, molto più che il mio io: un mare di lava in fusione,
un infinito mobile e cangiante dove non percepivo alcuna parola,
alcuna voce, alcun discorso, ma dove provavo una sensazione nuova, terribile, gigantesca, unica,
inesauribile: il senso che tutto fosse giustificato» (p. 38).
In questo mare Jeshua non trova se stesso, trova Dio. Meglio, dentro di sé c’è qualcosa di più che se stesso,
«un tutto che non è me e che tuttavia non mi è estraneo»,
lo oltrepassa, lo organizza; «un tutto sconosciuto da cui si diparte ogni conoscenza,
un tutto incomprensibile che rende possibile ogni comprensione, un’unità da cui derivo,
un Padre di cui sono il Figlio» (p. 39). Figlio di Dio o vittima di una tentazione? Lui, un falegname, figlio di Dio?
Realtà divina o illusione diabolica?
(QUI SI FA L'IMPERDONABILE BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO MARCO: 3, 28-30)
Nessuna risposta. Allora fa una scommessa: «La scommessa di credere che le mie cadute, le mie gravi meditazioni, mi conducessero a Dio e non a Satana.
Ho fatto la scommessa di credere che avevo qualcosa di buono da fare. Ho fatto la scommessa di credere in me stesso» (p. 40).
(IL DIAVOLO DI SCHMITT SI COSTRISCE UN GESU' CHE CREDE NELL'UOMO E NON IN DIO)
Seguono giorni esaltanti. Seguìto prima da Andrea e Simone, poi da altri discepoli, percorre la Galilea
predicando quanto Dio gli rivela e riversando la sua attenzione e il suo amore su poveri, miseri, afflitti, donne.
Quando si trova di fronte a un quesito, si apparta dietro un albero o una roccia e si cala «nel suo pozzo»,
cioè «nel fondo di me stesso per incontrare mio Padre e riemergere con un’inesauribile dose d’amore» (p. 49).
(PERCHE' INVENTARE TUTTE QUESTE DISTORSIONI FANTASIOSE E NON ACCETTARE LA SEMPLICITA' E VERITA' EVANGELICA ?)
Non mancano incomprensioni e difficoltà.I suoi familiari lo rifiutano, anzi lo odiano; sua madre, piangendo, gli prospetta il traguardo della follia;
il clero è indignato per i suoi insegnamenti e il suo agire contro la Legge.
La situazione si aggrava quando si verificano alcuni miracoli. Miracoli? O non piuttosto energia che si sprigiona dalla capacità di amare?
(L'OSTINAZIONE DI SCHMITT DI NEGARE IL DIVINO ANCHE DIFRONTE I MIRACOLI)
Oppure eventi spiegabili naturalmente? Un dubbio lo assale: che i suoi discepoli, travolti dalla passione, esagerino e parlino di prodigi.
«Non sono forse stati loro a riempire gli otri di vino? Ad avermi attribuito il felice arrivo di un branco di pesci nel lago di Tiberiade?» (p. 49).
Esaltati, in buona fede. Anche l’episodio del figlio di Rebecca (la vedova di Nain), da lui richiamato alla vita, può avere una spiegazione naturale
. A Jehuda che afferma il miracolo, così replica: «Sai bene anche tu come sia difficile riconoscere la morte. Quante persone vengono sotterrate vive?
Il bambino forse era soltanto addormentato» (p. 57 s). Insomma, lui non ha il potere di compiere miracoli.
(QUI IL DIAVOLO DI SCHMITT INSISTE NEL RENDERE GESU' UN UOMO SENZA CARISMI E SPIRITO SANTO
NEI VANGELI NON SOLO GESU' HA GLI STESSI POTERI DEL PADRE GIOVANNI: 5, 19-30
MA ANCHE AI SUOI APOSTOLI CONFERISCE I POTERI LUCA: 10, 17-20 )
È il Padre, è la fede a compierli.
Jehuda è di parere diverso: la risurrezione del bambino è la prova che Jeshua è l’Eletto. Gli si prostra a terra e piange, abbracciato ai suoi piedi.
Per non deluderlo Jeshua riformula la scommessa: «Jehuda, io non so chi sono. So soltanto che sono abitato da qualcuno che è più grande di me.
So anche, in virtù di quell’amore che egli mi manifesta, che Dio da me si aspetta molto. Allora, Jehuda, ascolta bene quello che ti dico.
Faccio una scommessa. Scommetto, dal più profondo del mio cuore, di essere colui, sì, colui che tutto Israele attende.
Faccio la scommessa di essere veramente il Figlio» (p. 58).
Fra i discepoli, Giuda soltanto crede ciecamente che Gesù sia il Messia.
per questo Giuda è l’unico cui Gesù possa chiedere di tradirlo per salvare la comunità dal linciaggio.
Schmitt ribalta il ruolo del traditore di Cristo (versione avvallata recentemente dalla traduzione del cosiddetto Vangelo di Giuda),
(PERCHE' ADDIRITTURA SCHMITT CAPOVOLGE IL VANGELO TRASFORMANDO IL DIAVOLO GIUDA GIOVANNI : 7, 70-71
NEL MIGLIORE DEGLI APOSTOLI ?)
Quindi tra i suoi discepoli il prediletto è Jehuda. Istruito e conoscitore delle Scritture, vuole convincerlo di essere il Figlio di Dio, il Messia.
sacri testi sono chiari: «Tu devi tornare a Gerusalemme, Jeshua. Il Cristo conoscerà la sua apoteosi a Gerusalemme,
i testi sono espliciti. Dovrai essere umiliato, torturato, ucciso prima di rinascere. Sarà un momento difficile» (p. 64).
Illuminato dalla sua fede, Jehuda parla della morte del Messia «con la calma della speranza»:
«Tu morirai per qualche giorno, Jeshua, tre giorni, poi risorgerai».
La forza persuasiva del discepolo amato ha il sopravvento sulla paura del maestro.
Jeshua accetta di morire, e prega Jehuda di aiutarlo: accetti di essere considerato un traditore,
lo consegni ai soldati e alla croce. E Jehuda? Andrà a morire anche lui: «Se tu vai a farti crocifiggere, perché io non posso andare ad impiccarmi?» (p. 75).
Tutto si compie secondo quanto previsto. Il gesto di Jeshua è chiaro. Accetta di morire perché il suo dubbio si risolva.
Se dopo tre giorni risorgerà, è davvero il Messia, altrimenti sarà ritenuto un illuso.
QUINDI IL GESU' DI SCHMITT HA BISOGNO DEI CONSIGLI DI GIUDA CHE CONOSCE LE PROFEZIE
DEL MESSIA SOFFERENTE QUANDO NEI VANGELI GLI APOSTOLI NON SI ASPETTAVANO LA MORTE DI GESU'
MA UN GESU' GLORIOSO E RE D'ISRAELE-SCHMITT LAVORA DI TROPPA FANTASIAE IGNORANZA ESTREMA)
Schmitt infanga anche i discepoli i quali sono pronti a tornare belando alle loro vite dopo la morte del loro Maestro.
Schmitt inserisce nel romanzo anche la figlia di Erodiade colei che fece uccidere il Battista,
una Salomè-Lolita cui (scandalo!) per prima appare il Cristo risorto, un Giuseppe d’Arimatea invidioso e pieno di rancore.
(PERCHE' CAPOVOLGERE LA REALTA' EVANGELICA E TRASFORMARE IL SANTO GIUSEPPE D'ARIMATEA
IN UN INVIDIOSO ?)
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Le teorie dell'ateo Schmitt su Gesù;
Schmitt si chiede :
"Sapeva Gesù sin dall’inizio che era il figlio di Dio o lo ha scoperto progressivamente?».
«Mi sembra che i quattro Vangeli, salvo qualche particolare, rispondano a tale quesito: Gesù è soltanto un uomo,
ispirato da Dio certamente, ma nient’altro che un uomo fino alla sua morte in croce. Diversamente non soffrirebbe.
È la Risurrezione che gli conferisce, nella sua realtà terrena, la realtà (le statut) di Dio» (p. 247).
Affermando che «Gesù nasce e muore come un uomo» (cfr Journal, cit., 251)
Schmitt nega non soltanto la concezione del Verbo per opera dello Spirito Santo,
ma anche la concezione verginale di Maria. Ritiene anche che «il compito dato a Maria appare
nettamente come il frutto della storia del cristianesimo più che il prodotto dei Vangeli» .
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N.B. LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO QUESTO ROMANZO EDITO DA SAN PAOLO
UN ARTICOLO DA CIVILTA' CATTOLICA
http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2008/3800/Articolo%20Castelli.html
RIPRESO DA ZENIT
http://www.zenit.org/article-15821?l=italian
VEDI ANCHE I CATTOLICI
http://www.vivicentro.org/il-mondo-visto-da-roma-18-ottobre-2008-vt11028.html
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=123&id_n=4776
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=102&id_n=4546
http://sacerdotisposati.splinder.com/post/19146074/Il+Vangelo+secondo+Pilato+di+S
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http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
COSA PENSA GESU' DEI ROMANZI BLASFEMI CONTRO DI LUI VERE CALUNNIE OFFENSIVE?
GESU' HA ORDINATO AI SUOI DISCEPOLI DI PREDICARE I SUOI INSEGNAMENTI MATTTEO: 28,18-20
ORA COSA PENSA GESU' SUI CATTOLICI CHE PUBBLICANO VENDONO DIFFONDONO ED ESALTANO
I ROMANZI BLASFEMI SCRITTI DA ATEI COME IN QUESTO CASO ?
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IL VANGELO SECONDO PILATO DI ERIC EMMANUEL SCHMITT
SAN PAOLO EDIZIONI 2002
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GESU' NEL BLASFEMO ROMANZO
Nell’orto del Getsemani, in attesa che i soldati vengano ad arrestarlo e consegnarlo al tribunale che lo condurrà alla crocifissione,
Jeshua ripensa la sua vita.
Quindi la scena si apre sulla collina degli Ulivi, quando poche ore prima del suo arresto Gesù ripercorre le tappe della sua vita.
E’ Gesù stesso all’inizio della rappresentazione che da uomo si interroga e dubita sulla sua natura divina,
che ha paura: «Tra qualche ora - dice - si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti».
Schmitt costruisce un Gesù umano che non sa chi sia e si chiede di continuo: " Chi sono? "
Un Gesù che ripensando alla sua missione perfino crede d'essere pazzo.
Il Gesu' di Schmitt non sa se ha trovato Dio o è Satana ad ingannarlo! (Perfino questa bestemmia contro lo Spirito Santo Marco: 3,28-30)
Un Gesù che per affrontare la morte non avendo fede in Dio, decide di credere in se stesso, nel suo inconscio.
Ecco cosa Schmitt fa raccontare a Gesù;
«Avrei potuto essere altrove, questa sera. Avrei potuto spassarmela in una locanda, mescolato ai pellegrini della mia terra .
Ecco dove mi ha condotto questo mio sogno: aspettare in questo giardino una morte che mi fa paura» (p. 9 s).
Quale sogno? Il sogno che la sua risurrezione dalla morte avrebbe confermato il convincimento delle folle: essere lui il messia.
(QUINDI PROTAGONISMO TANTO ODIATO DAL VERO GESU')
Ha accettato la scommessa di Jehuda: «Il terzo giorno ritornerai», ed eccolo ora, in preda alla paura e al dubbio,
in attesa che il suo destino si compia.
Quando suo padre è morto, «di colpo, sotto il sole di mezzogiorno», ne ha preso il posto di carpentiere per mantenere fratelli e sorelle.
Carpentiere mediocre, ma giovane ricercato per saggezza e per capacità di amare. Pensa di non essere fatto per il matrimonio,
(VERAMENTE GESU' NE POTEVA E NE VOLEVA SPOSARSI ESSENDO IL PANE IMMACOLATO DISCESO DAL CIELO
E NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO GIOVANNI: 6, 32-35, MATTEO :1, 20-23, LUCA: 20, 34-36.)
Ecco che Joushua incontra Rebecca, splendida per bellezza e qualità femminili, allora spinto dal desiderio di averla decide di sposarla.
Così invita la giovane in una locanda sul lago, le offre in dono una spilla di oro, mangiano e bevono, quando un vecchio e un bambino chiedono la carità.
Lei si lascia sfuggire una esclamazione rabbiosa, e l’oste scaccia i mendicanti a colpi di strofinaccio. Il giorno seguente Jeshua rompe il fidanzamento.
Ha scoperto «il terribile egoismo che si annida nella felicità»; e lui non è fatto per la felicità che «ci lascia in disparte, fa chiudere le porte, serrare le imposte,
dimenticare gli altri, erigere muraglie invalicabili; la felicità presuppone il rifiuto di vedere il mondo così com’è» (p. 24).
(QUINDI SCHMITT HA SCAMBIATO I COSTUMI CASTI DEGLI EBREI AI TEMPI DI GESU' CON QUELLI DEI PARIGINI DI OGGI!)
(Le ragazze ebree restavano sempre in casa, non andavano fuori a cena con l'amico o fidanzato, poi il fidanzato mai avrebbe potuto lasciare la fidanzata
poiché questo era ripudio e per essere permeso occorrevano motivi gravi, allora i fidanzati erano legalmente sposi, infatti il fidanzamento avveniva dopo contratto e versamento della dote da parte del promesso sposo)
Sfidando le ire dei familiari e la disapprovazione della madre, Joushua intende vivere per gli altri, amarli, operare per la giustizia, condividere la sofferenza.
Diventa, senza volerlo, un consolatore degli afflitti e un consigliere dei dubbiosi, tanto da attirarsi lo sdegno del rabbino:
«Ma chi sei tu per pensare di poter parlare delle Scritture? Chi sei per poter dare dei consigli agli altri?
A Gerusalemme saresti già morto, lapidato» (p. 24). Che cosa fare? Dietro consiglio di sua madre, si reca dal cugino Giovanni.
Lo osserva, lo ascolta; magro, irsuto, ruvido; pratica un battesimo per la remissione dei peccati. Quando Jeshua gli si presenta per essere battezzato,
egli lo fissa, poi si mette a gridare: «Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (p. 35).
E aggiunge: «Sono io ad aver bisogno di essere purificato da te!
(IN QUESTO CASO BATTISTA AVREBBE TRATTATO QUESTO GESU' COME UN QUALSIASI PECCATORE)
Sono io che ti chiamo con tutte le mie forze e tu che vieni a me! Io ti amo!». Gesù sviene.
Alcune donne raccontarono che dal cielo era scesa una colomba e si era posata sulla sua fronte.
L’interrogativo sulla sua identità si fa presente. Su di lui circolano giudizi discordi: il Messia? un guru? un illuso?
(PERCHE' PRENDERE I VANGELI E FALSIFICARLI CON FANTASIE BLASFEME ?)
«Da trent’anni tutti avevano un’opinione sul mio destino; io no». Per sfuggire alle tante dicerie, si rifugia nel deserto,
e qui fa un’esperienza sconvolgente.
«Precipitavo dentro me stesso . Poi ebbi la sensazione di rallentare. Stavo cambiando consistenza .
E, lentamente, si consumò la trasformazione.
Ero io e non ero io . Approdai in un oceano di luce . Ero disceso nella fucina della vita, nel centro,
nel focolare, là dove tutto si fonde, si fonda e si decide.
Dentro di me non trovavo il mio “io”, ma più che me stesso, molto più che il mio io: un mare di lava in fusione,
un infinito mobile e cangiante dove non percepivo alcuna parola,
alcuna voce, alcun discorso, ma dove provavo una sensazione nuova, terribile, gigantesca, unica,
inesauribile: il senso che tutto fosse giustificato» (p. 38).
In questo mare Jeshua non trova se stesso, trova Dio. Meglio, dentro di sé c’è qualcosa di più che se stesso,
«un tutto che non è me e che tuttavia non mi è estraneo»,
lo oltrepassa, lo organizza; «un tutto sconosciuto da cui si diparte ogni conoscenza,
un tutto incomprensibile che rende possibile ogni comprensione, un’unità da cui derivo,
un Padre di cui sono il Figlio» (p. 39). Figlio di Dio o vittima di una tentazione? Lui, un falegname, figlio di Dio?
Realtà divina o illusione diabolica?
(QUI SI FA L'IMPERDONABILE BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO MARCO: 3, 28-30)
Nessuna risposta. Allora fa una scommessa: «La scommessa di credere che le mie cadute, le mie gravi meditazioni, mi conducessero a Dio e non a Satana.
Ho fatto la scommessa di credere che avevo qualcosa di buono da fare. Ho fatto la scommessa di credere in me stesso» (p. 40).
(IL DIAVOLO DI SCHMITT SI COSTRISCE UN GESU' CHE CREDE NELL'UOMO E NON IN DIO)
Seguono giorni esaltanti. Seguìto prima da Andrea e Simone, poi da altri discepoli, percorre la Galilea
predicando quanto Dio gli rivela e riversando la sua attenzione e il suo amore su poveri, miseri, afflitti, donne.
Quando si trova di fronte a un quesito, si apparta dietro un albero o una roccia e si cala «nel suo pozzo»,
cioè «nel fondo di me stesso per incontrare mio Padre e riemergere con un’inesauribile dose d’amore» (p. 49).
(PERCHE' INVENTARE TUTTE QUESTE DISTORSIONI FANTASIOSE E NON ACCETTARE LA SEMPLICITA' E VERITA' EVANGELICA ?)
Non mancano incomprensioni e difficoltà.I suoi familiari lo rifiutano, anzi lo odiano; sua madre, piangendo, gli prospetta il traguardo della follia;
il clero è indignato per i suoi insegnamenti e il suo agire contro la Legge.
La situazione si aggrava quando si verificano alcuni miracoli. Miracoli? O non piuttosto energia che si sprigiona dalla capacità di amare?
(L'OSTINAZIONE DI SCHMITT DI NEGARE IL DIVINO ANCHE DIFRONTE I MIRACOLI)
Oppure eventi spiegabili naturalmente? Un dubbio lo assale: che i suoi discepoli, travolti dalla passione, esagerino e parlino di prodigi.
«Non sono forse stati loro a riempire gli otri di vino? Ad avermi attribuito il felice arrivo di un branco di pesci nel lago di Tiberiade?» (p. 49).
Esaltati, in buona fede. Anche l’episodio del figlio di Rebecca (la vedova di Nain), da lui richiamato alla vita, può avere una spiegazione naturale
. A Jehuda che afferma il miracolo, così replica: «Sai bene anche tu come sia difficile riconoscere la morte. Quante persone vengono sotterrate vive?
Il bambino forse era soltanto addormentato» (p. 57 s). Insomma, lui non ha il potere di compiere miracoli.
(QUI IL DIAVOLO DI SCHMITT INSISTE NEL RENDERE GESU' UN UOMO SENZA CARISMI E SPIRITO SANTO
NEI VANGELI NON SOLO GESU' HA GLI STESSI POTERI DEL PADRE GIOVANNI: 5, 19-30
MA ANCHE AI SUOI APOSTOLI CONFERISCE I POTERI LUCA: 10, 17-20 )
È il Padre, è la fede a compierli.
Jehuda è di parere diverso: la risurrezione del bambino è la prova che Jeshua è l’Eletto. Gli si prostra a terra e piange, abbracciato ai suoi piedi.
Per non deluderlo Jeshua riformula la scommessa: «Jehuda, io non so chi sono. So soltanto che sono abitato da qualcuno che è più grande di me.
So anche, in virtù di quell’amore che egli mi manifesta, che Dio da me si aspetta molto. Allora, Jehuda, ascolta bene quello che ti dico.
Faccio una scommessa. Scommetto, dal più profondo del mio cuore, di essere colui, sì, colui che tutto Israele attende.
Faccio la scommessa di essere veramente il Figlio» (p. 58).
Fra i discepoli, Giuda soltanto crede ciecamente che Gesù sia il Messia.
per questo Giuda è l’unico cui Gesù possa chiedere di tradirlo per salvare la comunità dal linciaggio.
Schmitt ribalta il ruolo del traditore di Cristo (versione avvallata recentemente dalla traduzione del cosiddetto Vangelo di Giuda),
(PERCHE' ADDIRITTURA SCHMITT CAPOVOLGE IL VANGELO TRASFORMANDO IL DIAVOLO GIUDA GIOVANNI : 7, 70-71
NEL MIGLIORE DEGLI APOSTOLI ?)
Quindi tra i suoi discepoli il prediletto è Jehuda. Istruito e conoscitore delle Scritture, vuole convincerlo di essere il Figlio di Dio, il Messia.
sacri testi sono chiari: «Tu devi tornare a Gerusalemme, Jeshua. Il Cristo conoscerà la sua apoteosi a Gerusalemme,
i testi sono espliciti. Dovrai essere umiliato, torturato, ucciso prima di rinascere. Sarà un momento difficile» (p. 64).
Illuminato dalla sua fede, Jehuda parla della morte del Messia «con la calma della speranza»:
«Tu morirai per qualche giorno, Jeshua, tre giorni, poi risorgerai».
La forza persuasiva del discepolo amato ha il sopravvento sulla paura del maestro.
Jeshua accetta di morire, e prega Jehuda di aiutarlo: accetti di essere considerato un traditore,
lo consegni ai soldati e alla croce. E Jehuda? Andrà a morire anche lui: «Se tu vai a farti crocifiggere, perché io non posso andare ad impiccarmi?» (p. 75).
Tutto si compie secondo quanto previsto. Il gesto di Jeshua è chiaro. Accetta di morire perché il suo dubbio si risolva.
Se dopo tre giorni risorgerà, è davvero il Messia, altrimenti sarà ritenuto un illuso.
QUINDI IL GESU' DI SCHMITT HA BISOGNO DEI CONSIGLI DI GIUDA CHE CONOSCE LE PROFEZIE
DEL MESSIA SOFFERENTE QUANDO NEI VANGELI GLI APOSTOLI NON SI ASPETTAVANO LA MORTE DI GESU'
MA UN GESU' GLORIOSO E RE D'ISRAELE-SCHMITT LAVORA DI TROPPA FANTASIAE IGNORANZA ESTREMA)
Schmitt infanga anche i discepoli i quali sono pronti a tornare belando alle loro vite dopo la morte del loro Maestro.
Schmitt inserisce nel romanzo anche la figlia di Erodiade colei che fece uccidere il Battista,
una Salomè-Lolita cui (scandalo!) per prima appare il Cristo risorto, un Giuseppe d’Arimatea invidioso e pieno di rancore.
(PERCHE' CAPOVOLGERE LA REALTA' EVANGELICA E TRASFORMARE IL SANTO GIUSEPPE D'ARIMATEA
IN UN INVIDIOSO ?)
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Le teorie dell'ateo Schmitt su Gesù;
Schmitt si chiede :
"Sapeva Gesù sin dall’inizio che era il figlio di Dio o lo ha scoperto progressivamente?».
«Mi sembra che i quattro Vangeli, salvo qualche particolare, rispondano a tale quesito: Gesù è soltanto un uomo,
ispirato da Dio certamente, ma nient’altro che un uomo fino alla sua morte in croce. Diversamente non soffrirebbe.
È la Risurrezione che gli conferisce, nella sua realtà terrena, la realtà (le statut) di Dio» (p. 247).
Affermando che «Gesù nasce e muore come un uomo» (cfr Journal, cit., 251)
Schmitt nega non soltanto la concezione del Verbo per opera dello Spirito Santo,
ma anche la concezione verginale di Maria. Ritiene anche che «il compito dato a Maria appare
nettamente come il frutto della storia del cristianesimo più che il prodotto dei Vangeli» .
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N.B. LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO QUESTO ROMANZO EDITO DA SAN PAOLO
UN ARTICOLO DA CIVILTA' CATTOLICA
http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2008/3800/Articolo%20Castelli.html
RIPRESO DA ZENIT
http://www.zenit.org/article-15821?l=italian
VEDI ANCHE I CATTOLICI
http://www.vivicentro.org/il-mondo-visto-da-roma-18-ottobre-2008-vt11028.html
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=123&id_n=4776
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=102&id_n=4546
http://sacerdotisposati.splinder.com/post/19146074/Il+Vangelo+secondo+Pilato+di+S
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http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
lunedì 21 luglio 2008
CATECHESI SULLO SPIRITO SANTO
Agipress - Notizia n.15463
del 18/07/2008 - 09:57:40
Catechesi nella Parrocchia di ALL SAINTS a Liverpool(16.07.’08)
Ai giovani delle Diocesi di Milano, Verona, Trento, Palestrina e Crotone, Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza, nella sua catechesi, ha inteso far comprendere la non facile risposta alla domanda “CHI E’ LO SPIRITO SANTO”?
Condividendo la constatazione che lo Spirito Santo è un po’ il grande dimenticato nella vita cristiana, alla luce di un percorso biblico, dalla Genesi all’Apocalisse, ha evidenziato alla attentissima assemblea giovanile come non possa reggersi una esperienza cristiana senza la presenza e l’azione dello Spirito.
Non c’è creazione né di opere né di adam(uomo) senza il ‘vento’ e il ‘soffio’ di Dio. (Gen 1 – 2)
Non c’è storia di salvezza per il popolo di Israele senza uomini e donne attraversati nella loro esistenza, a volte in maniera sofferta e drammatica, dalla forza dello Spirito del Signore e sospinti a parlare per richiamare la fedeltà all’alleanza e indicare un futuro aperto sull’orizzonte della profezia.
I profeti Isaia, Ezechiele e Gioele, in particolare, in questa prospettiva , ci offrono un esempio di vite vissute e letteralmente abbandonate al ‘vento’ di Dio.
Lo Spirito Santo, ha proseguito il Vescovo, continua ad essere il protagonista nella nuova pagina della storia della salvezza che si apre con il dialogo tra l’angelo Gabriele e Maria a Nazareth.
E’ Lui che ‘trasporta’ Gesù nel deserto perché nella drammatica lotta con Satana venga in piena luce la vera identità del Messia.
Da quel momento Gesù comincia a svelare ai suoi discepoli l’identità dello Spirito Santo, ne parlerà loro promettendo loro che dopo la sua risurrezione ne avrebbe fatto loro dono. La promessa si realizzerà nel Cenacolo quando il Vento e il Fuoco significheranno che è cominciato il tempo della Chiesa e quin di, il tempo dello Spirito Santo.(Atti degli Apostoli)
Lasciatevi attraversare da questo Vento e lasciatevi incendiare da questo Fuoco – ha detto il Vescovo rivolgendosi ai giovani -, abbandonatevi con fiducia a questo v olo dello Spirito e non siate nella vostra vita cristiana ignifughi ma …infiammabili!!!!
E’ Lui, lo Spirito Santo, che vi faciliterà l’incontro con Cristo e vi farà intravedere sempre, nonostante qualche imperfezione, la bellezza perenne della Chiesa. Sarà Lui il principio vitale e fecondo della vostra esistenza di discepoli di Cristo che vi consentirà con coraggio e con audacia di andare per le strade di questa nostra storia e testimoniare il fascino del Vangelo di Gesù Cristo.
Alcune domande, molto interessanti, hanno completato la catechesi attraverso un dialogo che ha messo in luce la spiritualità e il desiderio dei giovani di essere protagonisti nella Chiesa di oggi.
+ Giovanni Ricchiuti
Arcivescovo di Acerenza
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http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=15463
del 18/07/2008 - 09:57:40
Catechesi nella Parrocchia di ALL SAINTS a Liverpool(16.07.’08)
Ai giovani delle Diocesi di Milano, Verona, Trento, Palestrina e Crotone, Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza, nella sua catechesi, ha inteso far comprendere la non facile risposta alla domanda “CHI E’ LO SPIRITO SANTO”?
Condividendo la constatazione che lo Spirito Santo è un po’ il grande dimenticato nella vita cristiana, alla luce di un percorso biblico, dalla Genesi all’Apocalisse, ha evidenziato alla attentissima assemblea giovanile come non possa reggersi una esperienza cristiana senza la presenza e l’azione dello Spirito.
Non c’è creazione né di opere né di adam(uomo) senza il ‘vento’ e il ‘soffio’ di Dio. (Gen 1 – 2)
Non c’è storia di salvezza per il popolo di Israele senza uomini e donne attraversati nella loro esistenza, a volte in maniera sofferta e drammatica, dalla forza dello Spirito del Signore e sospinti a parlare per richiamare la fedeltà all’alleanza e indicare un futuro aperto sull’orizzonte della profezia.
I profeti Isaia, Ezechiele e Gioele, in particolare, in questa prospettiva , ci offrono un esempio di vite vissute e letteralmente abbandonate al ‘vento’ di Dio.
Lo Spirito Santo, ha proseguito il Vescovo, continua ad essere il protagonista nella nuova pagina della storia della salvezza che si apre con il dialogo tra l’angelo Gabriele e Maria a Nazareth.
E’ Lui che ‘trasporta’ Gesù nel deserto perché nella drammatica lotta con Satana venga in piena luce la vera identità del Messia.
Da quel momento Gesù comincia a svelare ai suoi discepoli l’identità dello Spirito Santo, ne parlerà loro promettendo loro che dopo la sua risurrezione ne avrebbe fatto loro dono. La promessa si realizzerà nel Cenacolo quando il Vento e il Fuoco significheranno che è cominciato il tempo della Chiesa e quin di, il tempo dello Spirito Santo.(Atti degli Apostoli)
Lasciatevi attraversare da questo Vento e lasciatevi incendiare da questo Fuoco – ha detto il Vescovo rivolgendosi ai giovani -, abbandonatevi con fiducia a questo v olo dello Spirito e non siate nella vostra vita cristiana ignifughi ma …infiammabili!!!!
E’ Lui, lo Spirito Santo, che vi faciliterà l’incontro con Cristo e vi farà intravedere sempre, nonostante qualche imperfezione, la bellezza perenne della Chiesa. Sarà Lui il principio vitale e fecondo della vostra esistenza di discepoli di Cristo che vi consentirà con coraggio e con audacia di andare per le strade di questa nostra storia e testimoniare il fascino del Vangelo di Gesù Cristo.
Alcune domande, molto interessanti, hanno completato la catechesi attraverso un dialogo che ha messo in luce la spiritualità e il desiderio dei giovani di essere protagonisti nella Chiesa di oggi.
+ Giovanni Ricchiuti
Arcivescovo di Acerenza
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venerdì 16 maggio 2008
LA PENTECOSTE
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Atti - Capitolo 2,1-48
La Pentecoste
[1]Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
[2]Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
[3]Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro;
[4]ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
[5]Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.
[6]Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
[7]Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei?
[8]E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? [9]Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia,
della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, [10]della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma,
[11]Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».
[12]Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». [13]Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».
Discorso di Pietro alla folla
[14]Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme,
vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: [15]Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino.
[16]Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
[17]Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
[18]E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.
[19]Farò prodigi in alto nel cielo
e segni in basso sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
[20]Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e splendido.
[21]Allora chiunque invocherà il nome del Signore
sarà salvato.
[22]Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -,
[23]dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi,
voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. [24]Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte,
perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. [25]Dice infatti Davide a suo riguardo:
Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra, perché io non
vacilli.
[26]Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la
mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
[27]perché tu non abbandonerai l'anima mia negli
inferi,
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
[28]Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza.
[29]Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi.
[30]Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,
[31]previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
questi non fu abbandonato negli inferi,
né la sua carne vide corruzione.
[32]Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
[33]Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso,
lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. [34]Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:
Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
[35]finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.
[36]Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».
Le prime conversioni
[37]All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
[38]E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati;
dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. [39]Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
[40]Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa».
[41]Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
La prima comunità cristiana
[42]Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
[43]Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
[44]Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune;
[45]chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
[46]Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore,
[47]lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. [48]Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
CITAZIONI-BIBBIA-CEI
http://www.maranatha.it/Bibbia/5-VangeliAtti/51-AttiPage.htm
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
Atti - Capitolo 2,1-48
La Pentecoste
[1]Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
[2]Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
[3]Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro;
[4]ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
[5]Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.
[6]Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
[7]Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei?
[8]E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? [9]Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia,
della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, [10]della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma,
[11]Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».
[12]Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». [13]Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».
Discorso di Pietro alla folla
[14]Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme,
vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: [15]Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino.
[16]Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
[17]Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
[18]E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.
[19]Farò prodigi in alto nel cielo
e segni in basso sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
[20]Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e splendido.
[21]Allora chiunque invocherà il nome del Signore
sarà salvato.
[22]Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -,
[23]dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi,
voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. [24]Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte,
perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. [25]Dice infatti Davide a suo riguardo:
Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra, perché io non
vacilli.
[26]Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la
mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
[27]perché tu non abbandonerai l'anima mia negli
inferi,
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
[28]Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza.
[29]Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi.
[30]Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,
[31]previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
questi non fu abbandonato negli inferi,
né la sua carne vide corruzione.
[32]Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
[33]Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso,
lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. [34]Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:
Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
[35]finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.
[36]Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».
Le prime conversioni
[37]All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
[38]E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati;
dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. [39]Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
[40]Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa».
[41]Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
La prima comunità cristiana
[42]Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
[43]Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
[44]Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune;
[45]chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
[46]Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore,
[47]lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. [48]Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
CITAZIONI-BIBBIA-CEI
http://www.maranatha.it/Bibbia/5-VangeliAtti/51-AttiPage.htm
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
PER SALVARSI BISOGNA CREDERE IN GESU'
EBREI PER GESU'
PER SALVARSI BISOGNA CREDERE IN GESU'
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti
DAL VANGELO DI LUCA: 3,1-18
Predicazione di Giovanni Battista
[1]Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea,
Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène,
[2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
[3]Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,
[4]com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
[5]Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
[6]Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
[7]Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente?
[8]Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre!
Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre.
[9]Anzi, la scure è gia posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».
[10]Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?».
[11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
[12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?».
[13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
[14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?».
Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe».
[15]Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,
[16]Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua;
ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
[17]Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile».
[18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.
Giovanni il Battista esortava gli ebrei alla conversione, cioè a rispettare le leggi divine date a Mosè.
**********************************************************************************************************************************
Dopo arriva Gesù il Messia tanto atteso, ecco che Gesù percorre tutta la palestina, predicando la conversione e il Regno dei Cieli.
Ecco come Gesù avverte gli ebrei che non si vogliono convertire.
DAL VANGELO DI MATTEO: 11,20-24
Sventura alle città delle sponde del lago
[20]Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli,
perché non si erano convertite: [21]«Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché,
se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza,
ravvolte nel cilicio e nella cenere. [22]Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. [23]E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!
[24]Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!».
**************************************************************************************************
Dopo essere risorto Gesù avverte tutti gli uomini del mondo che per salvarsi si devono convertire e credere in Lui.
DAL VANGELO DI MARCO: 16,14-20
Apparizioni di Gesù risuscitato
[14]Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa,
e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
[15]Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
[16]Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
[17]E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
[18]prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
[19]Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
[20]Allora essi partirono e predicarono dappertutto,
mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.
http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it
PER SALVARSI BISOGNA CREDERE IN GESU'
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti
DAL VANGELO DI LUCA: 3,1-18
Predicazione di Giovanni Battista
[1]Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea,
Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène,
[2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
[3]Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,
[4]com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
[5]Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
[6]Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
[7]Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente?
[8]Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre!
Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre.
[9]Anzi, la scure è gia posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».
[10]Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?».
[11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
[12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?».
[13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
[14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?».
Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe».
[15]Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,
[16]Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua;
ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
[17]Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile».
[18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.
Giovanni il Battista esortava gli ebrei alla conversione, cioè a rispettare le leggi divine date a Mosè.
**********************************************************************************************************************************
Dopo arriva Gesù il Messia tanto atteso, ecco che Gesù percorre tutta la palestina, predicando la conversione e il Regno dei Cieli.
Ecco come Gesù avverte gli ebrei che non si vogliono convertire.
DAL VANGELO DI MATTEO: 11,20-24
Sventura alle città delle sponde del lago
[20]Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli,
perché non si erano convertite: [21]«Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché,
se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza,
ravvolte nel cilicio e nella cenere. [22]Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. [23]E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!
[24]Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!».
**************************************************************************************************
Dopo essere risorto Gesù avverte tutti gli uomini del mondo che per salvarsi si devono convertire e credere in Lui.
DAL VANGELO DI MARCO: 16,14-20
Apparizioni di Gesù risuscitato
[14]Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa,
e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
[15]Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
[16]Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
[17]E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
[18]prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
[19]Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
[20]Allora essi partirono e predicarono dappertutto,
mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.
http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it
venerdì 2 maggio 2008
GIUDA NON ERA NE NEVROTICO E NE OMOSESSUALE
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
ANALISI PSICHICA DI GIUDA E DEI SOGETTI NEVROTICI ED OMOSESSUALI
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PETRUS- BRUNO VOLPE INTERVISTA IL CRIMINOLOGO BRUNO VOLPE.
Professor Bruno, se un Tribunale Le chiedesse una perizia su Giuda, cosa direbbe?
"Non ho il benchè minimo dubbio, era un nevrotico. Viveva in un perenne conflitto con se stesso, volendo essere il migliore e non potendolo essere. Spesso, dietro al tradimento si nasconde questa volontà morbosa di essere primi sapendo di non averne le capacità".
Giuda è il traditore per eccellenza.
"Il tradimento è la forma più abietta ed orribile che possa esistere: chi tradisce, pugnala la persona che ama o vorrebbe amare. Eppure ancora oggi va di moda tradire, cambiare casacca, maglia. Pensi, io sono critico persino con il fenomeno del pentitismo a buon mercato, che non ritengo una collaborazione spontanea da parte dei mafiosi ma l’espressione della loro volontà di trarre un vantaggio personale dalla consegna dei criminali alla Polizia".
Giuda nevrotico: si può parlare anche di persona sessualmente disturbata?
"Dietro ogni nevrosi esiste sempre un problema a sfondo sessuale. E diciamo che Giuda, sì, può essere considerato potenzialmente un omosessuale".
http://www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=6574#a
Quindi Giuda era pazzo e gay, quindi Gesù se ne andava in giro a predicare la Parola di Dio,
e a guarire insieme a pazzi e a gay ! Quindi anche il capo di questa banda era lui stesso pazzo e gay !
Quindi il bacio di Giuda fu un atto omosessuale !
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Ora vediamo come si presentano i 1- nevrotici, i 2- nevrotici-omosessuali, e 3- gli omosessuali.
1-Nevrosi Termine che descrive una vasta gamma di disturbi psicologici, un tempo attribuiti a disfunzioni neurologiche e oggi considerati esclusivamente di origine psichica. Le nevrosi sono caratterizzate da ansia, sentimenti di inadeguatezza e insoddisfazione, e disturbi del comportamento. A differenza delle psicosi, le nevrosi di solito non compromettono l’adattamento sociale e la capacità di distinguere tra realtà esterna e realtà interna.
La psicoanalisi spiega i sintomi nevrotici come espressione simbolica di un conflitto psichico inconscio. La nevrosi rappresenterebbe un compromesso tra desiderio e difesa, tra le esigenze dell’Es da un lato, e quelle dell’Io e del Super-Io dall'altro. L’attuale orientamento riguardo al disagio nevrotico tende ad ampliare i limiti entro cui intendere il conflitto psichico: non più circoscritto al solo ambito familiare, alla storia infantile e allo sviluppo sessuale, ma inteso come un’opposizione tra aspirazioni individuali alla libertà e alla realizzazione di sé e adattamento a norme collettive, che al soggetto appaiono incompatibili.
Senza cure la nevrosi peggiora fino ad aggravarsi nella forma compulsiva, il soggetto è sempre stanco, soffre d'ansia, angoscia ed insonnia.
Presenta tante altri problemi come anche organici, debbolezza generale, problemi all'apparato digerente, problemi con la circolazione e la pressione arteriosa.
Il nevrotico non può vivere normalmente, non può svolgere una attività regolarmente, tanto che abbandona il lavoro, spesso cambia lavori, ma in genere il nevrotico
ama viaggiare e fare il vagabondo, e non vuole responsabilità.
2-Il nevrotico-omosessuale; il comportamento sessuale e le fantasie sessuali, ma senza dimenticare quei sentimenti e caratteristiche di personalità nevrotici che a tali comportamenti e fantasie sono collegati. I desideri omosessuali non sono impulsi isolati, ma sorgono da un complesso di inferiorità rispetto al proprio essere-uomo o essere-donna. L’omosessualità è una nevrosi sessuale. Suoi caratteri frequenti sono una puerilità emotiva, per esempio nelle relazioni interpersonali, o nei confronti dei genitori, una certa inconscia drammatizzazione di sé stessi, egocentrismo infantile, sintomi nevrotici e psicosomatici, depressioni. C’è molto di più che la semplice attrazione erotica per il proprio sesso. Un autentico cambiamento si deve riflettere anche in una più forte identificazione con la propria virilità o femminilità, cioè nel ristabilimento della fiducia in sé stessi come uomo o come donna, in una vita emotiva più stabile ed adulta, con una riduzione dell’egocentrismo infantile e della tendenza ad autocommiserarsi. Se l’interessato non si libera in misura sufficiente dal suo complesso di inferiorità e dalla sua emotività nevrotica, non cambierà gran che nei suoi sentimenti sessuali.
Il nevrotico sia omosessuale che eterosessuale, sta male, è sempre ansioso, irritabile, non si concentra sugli impegni, soffre di depressione e quindi diventa anche
pigro, per rimediare questa forte impotenza, ricorre all'alcol e droga, e continuamente i suoi pensieri sono rivolti al desiderio omo-erotico e tutto ciò che lo riguarda.
L'amore omosessuale ha il primo posto nella sua vita e nei suoi pensieri. Nel nevrotico-omosessuale, l'omoerotismo è più accentuato rispetto all'omosessuale.
3-Per omosessualità s’intende l’attrazione sessuale di un individuo maschio o femmina per gli individui del suo stesso sesso. Poiché nell’omosessuale non vi sono malformazioni né alterazioni ormonali e non vi è odio per il proprio corpo, l’omosessualità — due volte più frequente nei maschi che nella femmine — non va confusa né con l’ermafroditismo né con il transessualismo.
L'omosessuale, ama le attività artistiche, dove riesce a esprimere i suoi sentimenti dolci ed effemminati, vediamo che in genere ,
gli omosessuali sono ballerini, cantanti, attori, pittori, stilisti. fotografi, ed in genere arrivano al successo per l'alta qualità della loro arte,
un esempio il famosissimo e bravissimo cantante Elton John.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Queste analisi sono state prese da vari testi. Comunque se Giuda Iscariota era nevrotico-omosessuale, ne esce un quadro comico.
Giuda, sarebbe un effeminato, dalle maniere dolci, pigro, distratto, stanco, probabilmente ubriacone ed intento a cercarsi l'amante di turno.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Ora prendiamo la descrizione, scarsa ma determinante che troviamo nei Vangeli, e scopriamo che il Giuda dei Vangeli è totalmente differente
dal soggetto nevrotico-omosessuale.Nei Vangeli, Giuda è in tutto simile agli altri Apostoli, con alcune differenze, appare rude, grezzo,
amante del denaro, e ladro, piuttosto il maschio mafioso, altro che la femminuccia agitata e frivola.
Infatti Giuda doveva diventare il traditore e non un suonatore di flauto !
Giuda quando il diavolo entrò in lui, divenne cieco di malvagità, e fu preso di odio ed ostilità verso il Signore Gesù,e lo tradì.
Ma appena viene a sapere della condanna, apre gli occhi, capisce di avere sbagliato, non si perdona e dal dolore per il misfatto si suicida !
La possessione demoniaca è diversa dalla nevrosi, il nevrotico è malato e ha bisogno di cure, invece l'ossesso dopo l'esorcismo torna normale.Ora siccome i cattolici non credono più al demonio, interpretano i Vangeli
razionalisticamente e finiscono con l'affermare false calunnie e bestemmie !
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
ANALISI PSICHICA DI GIUDA E DEI SOGETTI NEVROTICI ED OMOSESSUALI
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PETRUS- BRUNO VOLPE INTERVISTA IL CRIMINOLOGO BRUNO VOLPE.
Professor Bruno, se un Tribunale Le chiedesse una perizia su Giuda, cosa direbbe?
"Non ho il benchè minimo dubbio, era un nevrotico. Viveva in un perenne conflitto con se stesso, volendo essere il migliore e non potendolo essere. Spesso, dietro al tradimento si nasconde questa volontà morbosa di essere primi sapendo di non averne le capacità".
Giuda è il traditore per eccellenza.
"Il tradimento è la forma più abietta ed orribile che possa esistere: chi tradisce, pugnala la persona che ama o vorrebbe amare. Eppure ancora oggi va di moda tradire, cambiare casacca, maglia. Pensi, io sono critico persino con il fenomeno del pentitismo a buon mercato, che non ritengo una collaborazione spontanea da parte dei mafiosi ma l’espressione della loro volontà di trarre un vantaggio personale dalla consegna dei criminali alla Polizia".
Giuda nevrotico: si può parlare anche di persona sessualmente disturbata?
"Dietro ogni nevrosi esiste sempre un problema a sfondo sessuale. E diciamo che Giuda, sì, può essere considerato potenzialmente un omosessuale".
http://www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=6574#a
Quindi Giuda era pazzo e gay, quindi Gesù se ne andava in giro a predicare la Parola di Dio,
e a guarire insieme a pazzi e a gay ! Quindi anche il capo di questa banda era lui stesso pazzo e gay !
Quindi il bacio di Giuda fu un atto omosessuale !
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Ora vediamo come si presentano i 1- nevrotici, i 2- nevrotici-omosessuali, e 3- gli omosessuali.
1-Nevrosi Termine che descrive una vasta gamma di disturbi psicologici, un tempo attribuiti a disfunzioni neurologiche e oggi considerati esclusivamente di origine psichica. Le nevrosi sono caratterizzate da ansia, sentimenti di inadeguatezza e insoddisfazione, e disturbi del comportamento. A differenza delle psicosi, le nevrosi di solito non compromettono l’adattamento sociale e la capacità di distinguere tra realtà esterna e realtà interna.
La psicoanalisi spiega i sintomi nevrotici come espressione simbolica di un conflitto psichico inconscio. La nevrosi rappresenterebbe un compromesso tra desiderio e difesa, tra le esigenze dell’Es da un lato, e quelle dell’Io e del Super-Io dall'altro. L’attuale orientamento riguardo al disagio nevrotico tende ad ampliare i limiti entro cui intendere il conflitto psichico: non più circoscritto al solo ambito familiare, alla storia infantile e allo sviluppo sessuale, ma inteso come un’opposizione tra aspirazioni individuali alla libertà e alla realizzazione di sé e adattamento a norme collettive, che al soggetto appaiono incompatibili.
Senza cure la nevrosi peggiora fino ad aggravarsi nella forma compulsiva, il soggetto è sempre stanco, soffre d'ansia, angoscia ed insonnia.
Presenta tante altri problemi come anche organici, debbolezza generale, problemi all'apparato digerente, problemi con la circolazione e la pressione arteriosa.
Il nevrotico non può vivere normalmente, non può svolgere una attività regolarmente, tanto che abbandona il lavoro, spesso cambia lavori, ma in genere il nevrotico
ama viaggiare e fare il vagabondo, e non vuole responsabilità.
2-Il nevrotico-omosessuale; il comportamento sessuale e le fantasie sessuali, ma senza dimenticare quei sentimenti e caratteristiche di personalità nevrotici che a tali comportamenti e fantasie sono collegati. I desideri omosessuali non sono impulsi isolati, ma sorgono da un complesso di inferiorità rispetto al proprio essere-uomo o essere-donna. L’omosessualità è una nevrosi sessuale. Suoi caratteri frequenti sono una puerilità emotiva, per esempio nelle relazioni interpersonali, o nei confronti dei genitori, una certa inconscia drammatizzazione di sé stessi, egocentrismo infantile, sintomi nevrotici e psicosomatici, depressioni. C’è molto di più che la semplice attrazione erotica per il proprio sesso. Un autentico cambiamento si deve riflettere anche in una più forte identificazione con la propria virilità o femminilità, cioè nel ristabilimento della fiducia in sé stessi come uomo o come donna, in una vita emotiva più stabile ed adulta, con una riduzione dell’egocentrismo infantile e della tendenza ad autocommiserarsi. Se l’interessato non si libera in misura sufficiente dal suo complesso di inferiorità e dalla sua emotività nevrotica, non cambierà gran che nei suoi sentimenti sessuali.
Il nevrotico sia omosessuale che eterosessuale, sta male, è sempre ansioso, irritabile, non si concentra sugli impegni, soffre di depressione e quindi diventa anche
pigro, per rimediare questa forte impotenza, ricorre all'alcol e droga, e continuamente i suoi pensieri sono rivolti al desiderio omo-erotico e tutto ciò che lo riguarda.
L'amore omosessuale ha il primo posto nella sua vita e nei suoi pensieri. Nel nevrotico-omosessuale, l'omoerotismo è più accentuato rispetto all'omosessuale.
3-Per omosessualità s’intende l’attrazione sessuale di un individuo maschio o femmina per gli individui del suo stesso sesso. Poiché nell’omosessuale non vi sono malformazioni né alterazioni ormonali e non vi è odio per il proprio corpo, l’omosessualità — due volte più frequente nei maschi che nella femmine — non va confusa né con l’ermafroditismo né con il transessualismo.
L'omosessuale, ama le attività artistiche, dove riesce a esprimere i suoi sentimenti dolci ed effemminati, vediamo che in genere ,
gli omosessuali sono ballerini, cantanti, attori, pittori, stilisti. fotografi, ed in genere arrivano al successo per l'alta qualità della loro arte,
un esempio il famosissimo e bravissimo cantante Elton John.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Queste analisi sono state prese da vari testi. Comunque se Giuda Iscariota era nevrotico-omosessuale, ne esce un quadro comico.
Giuda, sarebbe un effeminato, dalle maniere dolci, pigro, distratto, stanco, probabilmente ubriacone ed intento a cercarsi l'amante di turno.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Ora prendiamo la descrizione, scarsa ma determinante che troviamo nei Vangeli, e scopriamo che il Giuda dei Vangeli è totalmente differente
dal soggetto nevrotico-omosessuale.Nei Vangeli, Giuda è in tutto simile agli altri Apostoli, con alcune differenze, appare rude, grezzo,
amante del denaro, e ladro, piuttosto il maschio mafioso, altro che la femminuccia agitata e frivola.
Infatti Giuda doveva diventare il traditore e non un suonatore di flauto !
Giuda quando il diavolo entrò in lui, divenne cieco di malvagità, e fu preso di odio ed ostilità verso il Signore Gesù,e lo tradì.
Ma appena viene a sapere della condanna, apre gli occhi, capisce di avere sbagliato, non si perdona e dal dolore per il misfatto si suicida !
La possessione demoniaca è diversa dalla nevrosi, il nevrotico è malato e ha bisogno di cure, invece l'ossesso dopo l'esorcismo torna normale.Ora siccome i cattolici non credono più al demonio, interpretano i Vangeli
razionalisticamente e finiscono con l'affermare false calunnie e bestemmie !
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giovedì 1 maggio 2008
DOBBIAMO SEGUIRE IL VANGELO E NON GLI INSEGNAMENTI UMANI
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
" In questi giorni abbiamo subito una coltellata, dal sito Petrus che ha pubblicato bestemmie;
quelle del criminologo Francesco Bruno che accusa Giuda Iscariota di essere nevrotico-omosessuale.
Ora dare retta ai psichiatri non conviene, quando moltissimi di loro dicono che Gesù era pazzo.
Ora se il criminologo Francesco Bruno vede in Giuda Iscariota un omosessuale, si sbaglia non conoscendo
i fatti, e vorrebbe insinuare che il Signore Gesù, avesse scelto fra i suoi più intimi compagni un omosessuale
per infangarsi la reputazione e farsi passare lui stesso per omosessuale, poiché il mondo è mondo, il proverbio dice:
" Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei ". E' inammissibile un Apostolo omosessuale insieme a Gesù, è troppo immorale."
Risponde Daniele Ascarelli, esperto in religione ebraica e cristiana.
Ma noi cristiani dobbiamo credere al Vangelo e non ad insegnamenti umani e di dottori criminologi.
Gesù e i suoi Apostoli erano continuamente osservati e spiati da farisei, scribi, e sadducei.
Ogni tanto, questi nemici venivano da loro e li accusavano su cosè che secondo loro non erano conformi
alla tradizione, come mangiare insieme a peccatori, non praticare il digiuno consueto, non lavarsi le mani
prima dei pasti, raccogliere spighe di grano il Sabato. Ma Gesù il vero Maestro rispondeva con saggezza,
e i nemici restavano a bocca aperta. Intanto questi farisei, scribi, e sadducei continuavano la loro opera
investigativa, continuamente tendevano insidie a Gesù per coglierlo in fallo, senza riuscirvi.
Gesù dichiarò che Lui aveva scelto i dodici Apostoli, e sapeva che uno di loro era un diavolo,
ma tutti gli altri erano puri, e alla fine dichiara che meritano il regno per aver superato insieme a
lui le prove.
Gli Apostoli, andavano predicando la conversione, cioè chiedevano al popolo di non peccare più
e credere nel Regno dei Cieli, ora come potevano gli Apostoli essere peccatori, peccare se
predicavano contro il peccato ?
Quindi gli Apostoli si comportavano bene, seguendo il loro Maestro, poi venivano osservati,
quindi a maggior ragione facevano i bravi, ed infine non potevano essere ipocriti,predicare
contro il peccato e poi peccare.
Ragionando su questa realtà Evangelica, possiamo concludere che Giuda Iscariota, fino
al giorno del tradimenti era come gli altri Apostoli e faceva il bravo, portava la borsa, dove
veniva messo qualche spicciolo, non c'era granché, infatti per pagare la tassa del Tempio
Pietro è stato mandato dal Maestro a pescare, e nel pesce ha trovato la moneta per la tassa !
Quindi Giuda poteva rubare qualche spicciolo quando c'era, ecco solo questo era il suo difetto,
prima che Satana entrasse in lui.
" In questi giorni abbiamo subito una coltellata, dal sito Petrus che ha pubblicato bestemmie;
quelle del criminologo Francesco Bruno che accusa Giuda Iscariota di essere nevrotico-omosessuale.
Ora dare retta ai psichiatri non conviene, quando moltissimi di loro dicono che Gesù era pazzo.
Ora se il criminologo Francesco Bruno vede in Giuda Iscariota un omosessuale, si sbaglia non conoscendo
i fatti, e vorrebbe insinuare che il Signore Gesù, avesse scelto fra i suoi più intimi compagni un omosessuale
per infangarsi la reputazione e farsi passare lui stesso per omosessuale, poiché il mondo è mondo, il proverbio dice:
" Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei ". E' inammissibile un Apostolo omosessuale insieme a Gesù, è troppo immorale."
Risponde Daniele Ascarelli, esperto in religione ebraica e cristiana.
Ma noi cristiani dobbiamo credere al Vangelo e non ad insegnamenti umani e di dottori criminologi.
Gesù e i suoi Apostoli erano continuamente osservati e spiati da farisei, scribi, e sadducei.
Ogni tanto, questi nemici venivano da loro e li accusavano su cosè che secondo loro non erano conformi
alla tradizione, come mangiare insieme a peccatori, non praticare il digiuno consueto, non lavarsi le mani
prima dei pasti, raccogliere spighe di grano il Sabato. Ma Gesù il vero Maestro rispondeva con saggezza,
e i nemici restavano a bocca aperta. Intanto questi farisei, scribi, e sadducei continuavano la loro opera
investigativa, continuamente tendevano insidie a Gesù per coglierlo in fallo, senza riuscirvi.
Gesù dichiarò che Lui aveva scelto i dodici Apostoli, e sapeva che uno di loro era un diavolo,
ma tutti gli altri erano puri, e alla fine dichiara che meritano il regno per aver superato insieme a
lui le prove.
Gli Apostoli, andavano predicando la conversione, cioè chiedevano al popolo di non peccare più
e credere nel Regno dei Cieli, ora come potevano gli Apostoli essere peccatori, peccare se
predicavano contro il peccato ?
Quindi gli Apostoli si comportavano bene, seguendo il loro Maestro, poi venivano osservati,
quindi a maggior ragione facevano i bravi, ed infine non potevano essere ipocriti,predicare
contro il peccato e poi peccare.
Ragionando su questa realtà Evangelica, possiamo concludere che Giuda Iscariota, fino
al giorno del tradimenti era come gli altri Apostoli e faceva il bravo, portava la borsa, dove
veniva messo qualche spicciolo, non c'era granché, infatti per pagare la tassa del Tempio
Pietro è stato mandato dal Maestro a pescare, e nel pesce ha trovato la moneta per la tassa !
Quindi Giuda poteva rubare qualche spicciolo quando c'era, ecco solo questo era il suo difetto,
prima che Satana entrasse in lui.
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