LA NASCITA' DI GESU' IL FIGLIO DI DIO DAL VANGELO DI SAN LUCA: 1, 26-56---2, 1-52
L'ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU'
1:26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret,
1:27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.
1:28 L'angelo, entrato da lei, disse: "Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te".
1:29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.
1:30 L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
1:31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù.
1:32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.
1:33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine".
1:34 Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?"
1:35 L'angelo le rispose: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.
1:36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile;
1:37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace".
1:38 Maria disse: "Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola". E l'angelo la lasciò.
LA VISITA DI MARIA AD ELISABETTA
1:39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda,
1:40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.
1:41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo,
1:42 e ad alta voce esclamò: "Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!
1:43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me?
1:44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo.
1:45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento".
1:46 E Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore,
1:47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
1:48 perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,
1:49 perché grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome;
1:50 e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono.
1:51 Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;
1:52 ha detronizzato i potenti, e ha innalzato gli umili;
1:53 ha colmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi.
1:54 Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordia,
1:55 di cui aveva parlato ai nostri padri, verso Abraamo e verso la sua discendenza per sempre".
1:56 Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.
*****************************************************************
LA NASCITA DI GESU'
2:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.
2:2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
2:8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
2:10 L'angelo disse loro: "Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
2:11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"".
2:13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
2:14 "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!"
2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: "Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere".
2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunziato.
LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO
2:21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo prima che egli fosse concepito.
2:22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,
2:23 come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore";
2:24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
2:25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;
2:26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore.
2:27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,
2:28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
2:29 "Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;
2:30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
2:31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
2:32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele".
2:33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui.
2:34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: "Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione
2:35 a te stessa una spada trafiggerà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati".
2:36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni.
2:37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
2:38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
RITORNO A NAZARETH
2:39 Com'ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.
2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
GESU' FRA I DOTTORI NEL TEMPIO
2:41 I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
2:42 Quando giunse all'età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della festa;
2:43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori;
2:44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
2:45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo.
2:46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande;
2:47 e tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte.
2:48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena".
2:49 Ed egli disse loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?"
2:50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro.
2:51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
da: La Sacra Bibbia "Nuova Riveduta sui testi originali"
Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra - CH-1211 Ginevra
http://camcris.altervista.org/nt_luc.html
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
ARTICOLI SULLA RELIGIONE CRISTIANA
Visualizzazione post con etichetta santo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta santo. Mostra tutti i post
giovedì 18 dicembre 2008
SAN GIOVANNI IL BATTISTA
SAN GIOVANNI IL BATTISTA
di LUIGI VARI, biblista (dal sito delle suore Apostoline)
"E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'altissimo" (Lc 1,76). "Allora, che siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, e più che un profeta" (Lc 7,26).
"Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?… Ora, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui" (Mc 9,11-13).
"Giovanni era vestito con peli di cammello (come Elia), con una cintura di pelle intorno ai fianchi" (Mc 1,6).
Sono frasi che affollano le prime frasi dei Vangeli e che fanno riferimento ad una figura che fa da strada a Gesù Cristo. È Giovanni il Battista, uomo, profeta.
Il suo messaggio ci rimane solo per qualche frammento, eppure è dominante. Nella nostra immaginazione questo personaggio resta legato al suo abbigliamento, al suo modo di vivere che richiama quello di Elia, ed anche al modo in cui è stato rappresentato che dà l'idea dell'invasato. Forse la difficoltà che tutti hanno nel rappresentarlo è la conseguenza della straordinarietà di un uomo che indica all'umanità che l'attesa è finita.
La sua vicenda è come quella degli altri profeti, se ne discosta all'inizio, dal momento che la sua predicazione ha successo, ma presto, quando comincia a toccare l'autorità del re, accusandolo per il suo legame con Erodiade, viene fatto oggetto di persecuzione e muore decapitato. Vi è, però, una differenza fra lui e gli altri profeti , mentre lui tramonta, infatti, un nuovo sole sta già sorgendo e lui stesso lo aveva indicato quando lo aveva incontrato al fiume Giordano: "Venne un uomo mandato da Dio ed il suo nome era Giovanni, non era lui la luce, ma venne per dare testimonianza alla luce" (Gv 1,5-6).
Testimone della luce
È veramente difficile parlare di Giovanni senza cadere nell'abbondanza delle citazioni che finiscono per renderlo ancora più misterioso e senza fare un elenco di luoghi comuni.
Se andiamo a rileggere i profeti come li abbiamo conosciuti troviamo sempre l'idea di speranza, di coraggio, di conversione: ogni profeta pone come motivo di tutto questo la fedeltà del Signore che visiterà il suo popolo, che non lo abbandona. È, però, e lo abbiamo notato, come una veglia di cui non si vede la fine e che finisce per diventare senza tempo e, forse, velata di delusione. Ogni uomo attende che ci sia qualcosa di definitivo che colmi il suo cuore, ma anche finisce con l'attenderlo continuamente fino quasi… a non attendere più. Quando l'attesa finisce, e quello che sembrava ormai solo un sogno diventa realtà, allora perdiamo un po' tutte le categorie di comprensione, gli eventi ci sfuggono, precipitano e domandano solo la capacità di seguirli. Nel caso di Giovanni succede proprio questo: il Messia, Dio che avrebbe liberato il suo popolo, l'atteso, il sognato, eccolo! "Convertitevi e purificatevi facendovi battezzare con l'acqua del Giordano, perché Lui è qui, eccolo!". Chi è allora questo Giovanni? Risuona al nostro orecchio il rimprovero di Cristo: "ma che cosa siete andati a sentire nel deserto?". Nel vangelo di Luca ai versetti 15,16 e 17 del primo capitolo viene descritto il compito di Giovanni:
"Egli sarà grande davanti al Signore per realizzare i suoi progetti. Egli non berrà mai né vino né bevande inebrianti, ma Dio lo colmerà di Spirito Santo fin dalla nascita. Questo tuo figlio riporterà molti israeliti al Signore loro Dio; forte e potente come il profeta Elia, precederà la venuta del Signore per riconciliare i padri con i figli, per ricondurre i ribelli a pensare come i giusti. Così egli preparerà al Signore un popolo ben disposto".
Ci sono in queste parole delle indicazioni preziose per poter comprendere il Battista: intanto è un uomo "grande", e la sua grandezza è delimitata, è grande davanti a Dio. È pieno di Spirito Santo e questo suppone uno stile di vita che si determina in base a quelle restrizioni che richiamano altri personaggi dell'Antico Testamento: "non berrà…". Queste determinazioni che sottolineano un rapporto esclusivo con Dio fanno pensare alla vita del popolo nel deserto quando camminava verso la terra promessa. Cioè, Giovanni vive una situazione nella quale è pienamente cosciente del grande evento che si sta presentando al popolo, vede la terra promessa, vede il Messia e da questa coscienza nasce anche il suo compito presso il popolo, i figli di Israele, quelli che sono eredi dell'amore di Dio. Deve convincere questo popolo a ritornare, a cambiare rotta, ad andare proprio nella direzione opposta a quella scelta; nel contesto della Bibbia normalmente questa espressione vuole dire "ritornare a Dio". Giovanni si trova a dover ristabilire la comunione fra il popolo e Dio; non deve aprire nuovi orizzonti, ma rimettere le cose a posto, ricollegare il popolo a Dio. Giovanni lo può fare perché vive una completa disponibilità nei confronti di Dio. L'azione di ricollegamento è necessaria perché Giovanni precede ormai il Messia, e non lo fa in un modo qualunque, ma con lo spirito e la forza di Elia. Lo spirito e la forza che da Elia, nella scena famosa del mantello, passano ad Eliseo, attraverso i secoli cadono sulle spalle di Giovanni, finalmente in maniera definitiva.
Far posto alla gioia
È tutta una storia che esplode, e che passa dall'impegno di attendere a quello di non rendere vana l'attesa con la propria inadeguatezza, con l'incapacità di accogliere. Ogni veglia, soprattutto questa che è durata secoli, si vela di un po' di tristezza; ora invece bisogna far posto alla gioia dell'incontro: "ecco, quando il bambino che porto in grembo ha sentito la tua voce, ha esultato di gioia dentro di me. e beata tu che hai creduto", dice Elisabetta, la madre del Battista, quando incontra Maria (Lc 1,46) e Maria risponde: "l'anima mia magnifica il Signore…" (Lc 1,46). La voce, la gioia dell'incontro! È stato indicato da più parti come chiave di lettura di questi episodi il Cantico dei cantici, dove la "voce" è il segno della presenza della persona amata, rende giustizia all'attesa, fa sciogliere il cuore che stava diventando triste in un canto di gioia. Così come questo incontro gioioso ci riporta alle parole del profeta Osea (cf. 2,16-18): "parlerò al tuo cuore, ti riporterò ai giorni della tua giovinezza, tu non mi chiamerai più mio Signore, ma mi chiamerai marito mio".
Forse possiamo comprendere meglio Giovanni che vive quest'esperienza dell'incontro e ne comprende il carattere di esclusività; perché non si tratta di un fatto consolante, ma definitivo ed anche drammatico:non è un amico qualunque quello che lui precede, è lo sposo, e non si può vivere una relazione qualunque, ma una relazione piena. E questo suo restare "fuori", dare la notizia gioiosa con la sua vita che è dominata dall'ombra della morte violenta che richiama alla croce, ci fa pensare che forse la cosa che meno siamo capaci di accogliere nel nostro cuore sia proprio il messaggio della gioia.
Abbiamo compreso in questi due anni insieme – alla scuola dei Profeti – che la gioia è l'unico messaggio che vale la pena di dare e che, fra tutti, rimane. Questo significa Vangelo.
(da "Se vuoi")
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
***
di LUIGI VARI, biblista (dal sito delle suore Apostoline)
"E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'altissimo" (Lc 1,76). "Allora, che siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, e più che un profeta" (Lc 7,26).
"Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?… Ora, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui" (Mc 9,11-13).
"Giovanni era vestito con peli di cammello (come Elia), con una cintura di pelle intorno ai fianchi" (Mc 1,6).
Sono frasi che affollano le prime frasi dei Vangeli e che fanno riferimento ad una figura che fa da strada a Gesù Cristo. È Giovanni il Battista, uomo, profeta.
Il suo messaggio ci rimane solo per qualche frammento, eppure è dominante. Nella nostra immaginazione questo personaggio resta legato al suo abbigliamento, al suo modo di vivere che richiama quello di Elia, ed anche al modo in cui è stato rappresentato che dà l'idea dell'invasato. Forse la difficoltà che tutti hanno nel rappresentarlo è la conseguenza della straordinarietà di un uomo che indica all'umanità che l'attesa è finita.
La sua vicenda è come quella degli altri profeti, se ne discosta all'inizio, dal momento che la sua predicazione ha successo, ma presto, quando comincia a toccare l'autorità del re, accusandolo per il suo legame con Erodiade, viene fatto oggetto di persecuzione e muore decapitato. Vi è, però, una differenza fra lui e gli altri profeti , mentre lui tramonta, infatti, un nuovo sole sta già sorgendo e lui stesso lo aveva indicato quando lo aveva incontrato al fiume Giordano: "Venne un uomo mandato da Dio ed il suo nome era Giovanni, non era lui la luce, ma venne per dare testimonianza alla luce" (Gv 1,5-6).
Testimone della luce
È veramente difficile parlare di Giovanni senza cadere nell'abbondanza delle citazioni che finiscono per renderlo ancora più misterioso e senza fare un elenco di luoghi comuni.
Se andiamo a rileggere i profeti come li abbiamo conosciuti troviamo sempre l'idea di speranza, di coraggio, di conversione: ogni profeta pone come motivo di tutto questo la fedeltà del Signore che visiterà il suo popolo, che non lo abbandona. È, però, e lo abbiamo notato, come una veglia di cui non si vede la fine e che finisce per diventare senza tempo e, forse, velata di delusione. Ogni uomo attende che ci sia qualcosa di definitivo che colmi il suo cuore, ma anche finisce con l'attenderlo continuamente fino quasi… a non attendere più. Quando l'attesa finisce, e quello che sembrava ormai solo un sogno diventa realtà, allora perdiamo un po' tutte le categorie di comprensione, gli eventi ci sfuggono, precipitano e domandano solo la capacità di seguirli. Nel caso di Giovanni succede proprio questo: il Messia, Dio che avrebbe liberato il suo popolo, l'atteso, il sognato, eccolo! "Convertitevi e purificatevi facendovi battezzare con l'acqua del Giordano, perché Lui è qui, eccolo!". Chi è allora questo Giovanni? Risuona al nostro orecchio il rimprovero di Cristo: "ma che cosa siete andati a sentire nel deserto?". Nel vangelo di Luca ai versetti 15,16 e 17 del primo capitolo viene descritto il compito di Giovanni:
"Egli sarà grande davanti al Signore per realizzare i suoi progetti. Egli non berrà mai né vino né bevande inebrianti, ma Dio lo colmerà di Spirito Santo fin dalla nascita. Questo tuo figlio riporterà molti israeliti al Signore loro Dio; forte e potente come il profeta Elia, precederà la venuta del Signore per riconciliare i padri con i figli, per ricondurre i ribelli a pensare come i giusti. Così egli preparerà al Signore un popolo ben disposto".
Ci sono in queste parole delle indicazioni preziose per poter comprendere il Battista: intanto è un uomo "grande", e la sua grandezza è delimitata, è grande davanti a Dio. È pieno di Spirito Santo e questo suppone uno stile di vita che si determina in base a quelle restrizioni che richiamano altri personaggi dell'Antico Testamento: "non berrà…". Queste determinazioni che sottolineano un rapporto esclusivo con Dio fanno pensare alla vita del popolo nel deserto quando camminava verso la terra promessa. Cioè, Giovanni vive una situazione nella quale è pienamente cosciente del grande evento che si sta presentando al popolo, vede la terra promessa, vede il Messia e da questa coscienza nasce anche il suo compito presso il popolo, i figli di Israele, quelli che sono eredi dell'amore di Dio. Deve convincere questo popolo a ritornare, a cambiare rotta, ad andare proprio nella direzione opposta a quella scelta; nel contesto della Bibbia normalmente questa espressione vuole dire "ritornare a Dio". Giovanni si trova a dover ristabilire la comunione fra il popolo e Dio; non deve aprire nuovi orizzonti, ma rimettere le cose a posto, ricollegare il popolo a Dio. Giovanni lo può fare perché vive una completa disponibilità nei confronti di Dio. L'azione di ricollegamento è necessaria perché Giovanni precede ormai il Messia, e non lo fa in un modo qualunque, ma con lo spirito e la forza di Elia. Lo spirito e la forza che da Elia, nella scena famosa del mantello, passano ad Eliseo, attraverso i secoli cadono sulle spalle di Giovanni, finalmente in maniera definitiva.
Far posto alla gioia
È tutta una storia che esplode, e che passa dall'impegno di attendere a quello di non rendere vana l'attesa con la propria inadeguatezza, con l'incapacità di accogliere. Ogni veglia, soprattutto questa che è durata secoli, si vela di un po' di tristezza; ora invece bisogna far posto alla gioia dell'incontro: "ecco, quando il bambino che porto in grembo ha sentito la tua voce, ha esultato di gioia dentro di me. e beata tu che hai creduto", dice Elisabetta, la madre del Battista, quando incontra Maria (Lc 1,46) e Maria risponde: "l'anima mia magnifica il Signore…" (Lc 1,46). La voce, la gioia dell'incontro! È stato indicato da più parti come chiave di lettura di questi episodi il Cantico dei cantici, dove la "voce" è il segno della presenza della persona amata, rende giustizia all'attesa, fa sciogliere il cuore che stava diventando triste in un canto di gioia. Così come questo incontro gioioso ci riporta alle parole del profeta Osea (cf. 2,16-18): "parlerò al tuo cuore, ti riporterò ai giorni della tua giovinezza, tu non mi chiamerai più mio Signore, ma mi chiamerai marito mio".
Forse possiamo comprendere meglio Giovanni che vive quest'esperienza dell'incontro e ne comprende il carattere di esclusività; perché non si tratta di un fatto consolante, ma definitivo ed anche drammatico:non è un amico qualunque quello che lui precede, è lo sposo, e non si può vivere una relazione qualunque, ma una relazione piena. E questo suo restare "fuori", dare la notizia gioiosa con la sua vita che è dominata dall'ombra della morte violenta che richiama alla croce, ci fa pensare che forse la cosa che meno siamo capaci di accogliere nel nostro cuore sia proprio il messaggio della gioia.
Abbiamo compreso in questi due anni insieme – alla scuola dei Profeti – che la gioia è l'unico messaggio che vale la pena di dare e che, fra tutti, rimane. Questo significa Vangelo.
(da "Se vuoi")
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
***
LA NASCITA' DI GESU IL MESSIA IN SAN MATTEO
LA NASCITA' DI GESU IL MESSIA
VANGELO DI MATTEO: 1, 1-2, 23
1
1Gesù Cristo è discendente di Davide, il quale a sua volta è discendente di Abramo. Ecco l'elenco degli antenati della sua famiglia:
2Abramo fu il padre di Isacco;
Isacco di Giacobbe;
Giacobbe di Giuda e dei suoi fratelli;
3Giuda fu il padre di Fares e Zara (loro madre fu Tamar);
Fares di Esrom;
Esrom di Aram;
4Aram fu il padre di Aminadàb;
Aminadàb di Naassòn;
Naassòn di Salmòn:
5Salmòn fu il padre di Booz (la madre di Booz fu Racab);
Booz fu il padre di Obed (la madre di Obed fu Rut);
Obed fu il padre di Iesse;
6Iesse fu il padre di Davide.
Davide fu il padre di Salomone (la madre era stata moglie di Urìa);
7Salomone fu il padre di Roboamo;
Roboamo di Abìa;
Abìa di Asàf;
8Asàf fu il padre di Giòsafat;
Giòsafat di Ioram;
Ioram di Ozia;
9Ozia fu il padre di Ioatam;
Ioatam di Acaz;
Acaz di Ezechia;
10Ezechia fu il padre di Manàsse;
Manàsse di Amos;
Amos di Giosia;
11Giosia fu il padre di Ieconia e dei suoi fratelli, al tempo in cui il popolo d'Israele fu deportato in esilio a Babilonia.
12Dopo l'esilio a Babilonia, Ieconia fu il
padre di Salatiel;
Salatiel fu il padre di Zorobabèle;
13Zorobabèle fu il padre di Abiùd;
Abiùd di Elìacim;
Elìacim di Azor;
14Azor fu il padre di Sadoc;
Sadoc di Achim;
Achim di Eliùd;
15Eliùd fu il padre di Eleàzar;
Eleàzar di Mattan;
Mattan di Giacobbe;
16Giacobbe fu il padre di Giuseppe;
Giuseppe sposò Maria e Maria fu la madre di Gesù, chiamato Cristo.
17Dunque da Abramo a Davide ci sono quattordici generazioni; dal tempo di Davide fino all'esilio di Babilonia ce ne sono altre quattordici; infine, dall'esilio in Babilonia fino a Cristo ci sono ancora quattordici generazioni.
Come nacque Gesù
(vedi Luca 2, 1-7)
18Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. 19Ormai Giuseppe stava per sposarla. Egli voleva fare ciò che era giusto, ma non voleva denunziarla di fronte a tutti. Allora decise di rompere il fidanzamento, senza dire niente a nessuno.
20Ci stava ancora pensando, quando una notte in sogno gli apparve un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria, la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i suoi peccati".
22E così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Isaia:
23Ecco, la vergine sarà incinta,
partorirà un figlio ed egli sarà chiamato Emmanuele.
Questo nome significa: "Dio è con noi".
24Quando Giuseppe si svegliò, fece come l'angelo di Dio gli aveva ordinato e prese Maria in casa sua. 25E senza che avessero avuto fin allora rapporti matrimoniali, Maria partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall'oriente 2e domandarono: "Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo".
3Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Egli, appena lo seppe, 4radunò tutti i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge e domandò loro:
- In quale luogo deve nascere il Messia?
5Essi risposero:
- A Betlemme, nella regione della Giudea, perché il profeta ha scritto:
6Tu Betlemme, del paese di Giudea,
non sei certo la meno importante tra le città della Giudea,
perché da te uscirà un capo
che guiderà il mio popolo, Israele.
7Allora il re Erode chiamò in segreto quei sapienti e si fece dire con esattezza quando era apparsa la stella. 8Poi li mandò a Betlemme dicendo: "Andate e cercate con ogni cura il bambino. Quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, così anch'io andrò a onorarlo".
9- 10Ricevute queste istruzioni da parte del re, essi partirono. In viaggio, apparve ancora a quei sapienti la stella che avevano visto in oriente, ed essi furono pieni di grande gioia. La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino. Là si fermò.
11Essi entrarono in quella casa e videro il bambino e sua madre, Maria. Si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra.
12Più tardi, in sogno, Dio li avvertì di non tornare dal re Erode. Essi presero allora un'altra strada e ritornarono al loro paese.
Giuseppe e Maria fuggono in Egitto
13Dopo la partenza dei sapienti, Giuseppe fece un sogno. L'angelo di Dio gli apparve e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Erode sta cercando il bambino per ucciderlo. Tu devi rimanere là, fino a quando io non ti avvertirò".
14Giuseppe si alzò, di notte prese con sé il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto. 15E vi rimase fino a quando non morì il re Erode. Così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Osea: Ho chiamato mio figlio dall'Egitto.
Erode fa uccidere i bambini di Betlemme
16Il re Erode si accorse che i sapienti dell'oriente lo avevano ingannato e allora si infuriò. Ricordando quel che si era fatto dire da loro, calcolò il tempo; e quindi fece uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù. 17Allora si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo del profeta Geremia:
18Una voce si è sentita nella regione di Rama,
pianti e lunghi lamenti.
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché essi non ci sono più.
Giuseppe e Maria tornano dall'Egitto
19Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto. 20L'angelo gli disse: "Àlzati, prendi il bambino e sua madre e torna nella terra d'Israele: perché ormai sono morti quelli che cercavano di far morire il bambino". 21Giuseppe si alzò, prese con sé il bambino e sua madre e ritornò nella terra d'Israele. 22Ma venuto a sapere che al posto di Erode era diventato re della Giudea suo figlio Archelao, ebbe paura di fermarsi in quella regione. Informato da un sogno, partì verso la Galilea 23e andò ad abitare in un villaggio che si chiamava Nàzaret. Così si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo dei profeti: "Egli sarà chiamato Nazareno".
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Matteo&Capitolo=2
VANGELO DI MATTEO: 1, 1-2, 23
1
1Gesù Cristo è discendente di Davide, il quale a sua volta è discendente di Abramo. Ecco l'elenco degli antenati della sua famiglia:
2Abramo fu il padre di Isacco;
Isacco di Giacobbe;
Giacobbe di Giuda e dei suoi fratelli;
3Giuda fu il padre di Fares e Zara (loro madre fu Tamar);
Fares di Esrom;
Esrom di Aram;
4Aram fu il padre di Aminadàb;
Aminadàb di Naassòn;
Naassòn di Salmòn:
5Salmòn fu il padre di Booz (la madre di Booz fu Racab);
Booz fu il padre di Obed (la madre di Obed fu Rut);
Obed fu il padre di Iesse;
6Iesse fu il padre di Davide.
Davide fu il padre di Salomone (la madre era stata moglie di Urìa);
7Salomone fu il padre di Roboamo;
Roboamo di Abìa;
Abìa di Asàf;
8Asàf fu il padre di Giòsafat;
Giòsafat di Ioram;
Ioram di Ozia;
9Ozia fu il padre di Ioatam;
Ioatam di Acaz;
Acaz di Ezechia;
10Ezechia fu il padre di Manàsse;
Manàsse di Amos;
Amos di Giosia;
11Giosia fu il padre di Ieconia e dei suoi fratelli, al tempo in cui il popolo d'Israele fu deportato in esilio a Babilonia.
12Dopo l'esilio a Babilonia, Ieconia fu il
padre di Salatiel;
Salatiel fu il padre di Zorobabèle;
13Zorobabèle fu il padre di Abiùd;
Abiùd di Elìacim;
Elìacim di Azor;
14Azor fu il padre di Sadoc;
Sadoc di Achim;
Achim di Eliùd;
15Eliùd fu il padre di Eleàzar;
Eleàzar di Mattan;
Mattan di Giacobbe;
16Giacobbe fu il padre di Giuseppe;
Giuseppe sposò Maria e Maria fu la madre di Gesù, chiamato Cristo.
17Dunque da Abramo a Davide ci sono quattordici generazioni; dal tempo di Davide fino all'esilio di Babilonia ce ne sono altre quattordici; infine, dall'esilio in Babilonia fino a Cristo ci sono ancora quattordici generazioni.
Come nacque Gesù
(vedi Luca 2, 1-7)
18Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. 19Ormai Giuseppe stava per sposarla. Egli voleva fare ciò che era giusto, ma non voleva denunziarla di fronte a tutti. Allora decise di rompere il fidanzamento, senza dire niente a nessuno.
20Ci stava ancora pensando, quando una notte in sogno gli apparve un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria, la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i suoi peccati".
22E così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Isaia:
23Ecco, la vergine sarà incinta,
partorirà un figlio ed egli sarà chiamato Emmanuele.
Questo nome significa: "Dio è con noi".
24Quando Giuseppe si svegliò, fece come l'angelo di Dio gli aveva ordinato e prese Maria in casa sua. 25E senza che avessero avuto fin allora rapporti matrimoniali, Maria partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall'oriente 2e domandarono: "Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo".
3Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Egli, appena lo seppe, 4radunò tutti i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge e domandò loro:
- In quale luogo deve nascere il Messia?
5Essi risposero:
- A Betlemme, nella regione della Giudea, perché il profeta ha scritto:
6Tu Betlemme, del paese di Giudea,
non sei certo la meno importante tra le città della Giudea,
perché da te uscirà un capo
che guiderà il mio popolo, Israele.
7Allora il re Erode chiamò in segreto quei sapienti e si fece dire con esattezza quando era apparsa la stella. 8Poi li mandò a Betlemme dicendo: "Andate e cercate con ogni cura il bambino. Quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, così anch'io andrò a onorarlo".
9- 10Ricevute queste istruzioni da parte del re, essi partirono. In viaggio, apparve ancora a quei sapienti la stella che avevano visto in oriente, ed essi furono pieni di grande gioia. La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino. Là si fermò.
11Essi entrarono in quella casa e videro il bambino e sua madre, Maria. Si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra.
12Più tardi, in sogno, Dio li avvertì di non tornare dal re Erode. Essi presero allora un'altra strada e ritornarono al loro paese.
Giuseppe e Maria fuggono in Egitto
13Dopo la partenza dei sapienti, Giuseppe fece un sogno. L'angelo di Dio gli apparve e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Erode sta cercando il bambino per ucciderlo. Tu devi rimanere là, fino a quando io non ti avvertirò".
14Giuseppe si alzò, di notte prese con sé il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto. 15E vi rimase fino a quando non morì il re Erode. Così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Osea: Ho chiamato mio figlio dall'Egitto.
Erode fa uccidere i bambini di Betlemme
16Il re Erode si accorse che i sapienti dell'oriente lo avevano ingannato e allora si infuriò. Ricordando quel che si era fatto dire da loro, calcolò il tempo; e quindi fece uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù. 17Allora si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo del profeta Geremia:
18Una voce si è sentita nella regione di Rama,
pianti e lunghi lamenti.
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché essi non ci sono più.
Giuseppe e Maria tornano dall'Egitto
19Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto. 20L'angelo gli disse: "Àlzati, prendi il bambino e sua madre e torna nella terra d'Israele: perché ormai sono morti quelli che cercavano di far morire il bambino". 21Giuseppe si alzò, prese con sé il bambino e sua madre e ritornò nella terra d'Israele. 22Ma venuto a sapere che al posto di Erode era diventato re della Giudea suo figlio Archelao, ebbe paura di fermarsi in quella regione. Informato da un sogno, partì verso la Galilea 23e andò ad abitare in un villaggio che si chiamava Nàzaret. Così si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo dei profeti: "Egli sarà chiamato Nazareno".
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Matteo&Capitolo=2
SAN GIUSEPPE CAPO FAMIGLIA 2
Giuseppe capo di famiglia
Esigere la giustizia può rendere l'uomo duro, intransigente, mentre la via del giusto lo rende soave, benevolo, pieno di bontà.
Pensiamo all'atteggiamento del pastore che va in cerca della pecora smarrita e l'accoglie sulle proprie spalle. Accusare l'altro non rende mai felici. L'atteggiamento tipico dell'uomo nuovo, invece, è perdonare e capire l'altro.
Giuseppe dà inizio a questo nuovo tipo di giustizia. E' lui a pagarne il prezzo. Così acquista anche il "diritto" di essere padre-custode. La sua saggezza di uomo giusto gli dice di "non rivelare a nessuno" il mistero dell'opera che Dio sta svolgendo in Maria. Egli non si lascia trascinare dall'istinto di diffondere una curiosità, di mettersi in vista rivelando un segreto. E' l'uomo ragionevole, il padre che si assume la propria responsabilità, si lascia guidare dalla ragione, fa giustizia a Maria e a quanto sta capitando in lei.
Concludendo con sant'Agostino, il quale parla della verginità di Giuseppe e di Maria, di quest'amore che supera ogni esigenza propria:
"Maria appartiene a Giuseppe, e Giuseppe alla divina Maria; tanto che il loro è un matrimonio del tutto autentico, perché si sono donati l'uno all'altra. Ma in che modo si sono donati ? Purezza, ecco il tuo trionfo. Essi si donano a vicenda la loro verginità, si cedono un reciproco diritto. Quale diritto? quello di conservarla l'uno per l'altra. Sì, Maria ha il diritto di custodire la verginità di Giuseppe e Giuseppe ha il diritto di custodire la verginità di Maria. Nessuno dei due può disporne e tutta la fedeltà di questo matrimonio consiste nel conservare la verginità". (De nuptiis e concupiscentia, I,12)
da: Verso Betlemme di Luc Van Looy
patrizia
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
Esigere la giustizia può rendere l'uomo duro, intransigente, mentre la via del giusto lo rende soave, benevolo, pieno di bontà.
Pensiamo all'atteggiamento del pastore che va in cerca della pecora smarrita e l'accoglie sulle proprie spalle. Accusare l'altro non rende mai felici. L'atteggiamento tipico dell'uomo nuovo, invece, è perdonare e capire l'altro.
Giuseppe dà inizio a questo nuovo tipo di giustizia. E' lui a pagarne il prezzo. Così acquista anche il "diritto" di essere padre-custode. La sua saggezza di uomo giusto gli dice di "non rivelare a nessuno" il mistero dell'opera che Dio sta svolgendo in Maria. Egli non si lascia trascinare dall'istinto di diffondere una curiosità, di mettersi in vista rivelando un segreto. E' l'uomo ragionevole, il padre che si assume la propria responsabilità, si lascia guidare dalla ragione, fa giustizia a Maria e a quanto sta capitando in lei.
Concludendo con sant'Agostino, il quale parla della verginità di Giuseppe e di Maria, di quest'amore che supera ogni esigenza propria:
"Maria appartiene a Giuseppe, e Giuseppe alla divina Maria; tanto che il loro è un matrimonio del tutto autentico, perché si sono donati l'uno all'altra. Ma in che modo si sono donati ? Purezza, ecco il tuo trionfo. Essi si donano a vicenda la loro verginità, si cedono un reciproco diritto. Quale diritto? quello di conservarla l'uno per l'altra. Sì, Maria ha il diritto di custodire la verginità di Giuseppe e Giuseppe ha il diritto di custodire la verginità di Maria. Nessuno dei due può disporne e tutta la fedeltà di questo matrimonio consiste nel conservare la verginità". (De nuptiis e concupiscentia, I,12)
da: Verso Betlemme di Luc Van Looy
patrizia
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
SAN GIUSEPPE CAPO FAMIGLIA
*GIUSEPPE CAPO FAMIGLIA*
Matteo scrive agli ebrei, a coloro che conoscono la storia di Israele, i testi dei profeti e sanno che il Messia deve venire dalla casa di Davide.
Per questo Matteo mentre al centro Giuseppe, mentre Luca mette al centro Maria.
Giuseppe è della casa di Davide, e dunque l'angelo si rivolge a lui. E' Giuseppe a dover dare il nome a Gesù, e così iscriverlo nella genealogia di Davide, come era predetto dalle Scritture.
Maria è la madre di Gesù, dono dello Spirito Santo. Giuseppe è colui che gli dà un posto sulla terra, lo inserisce nella discendenza davidica; per mezzo suo, Gesù sarà il realizzatore delle promesse e salverà il proprio popolo dai peccati.
Da questa rivelazione, Giuseppe capisce la missione del Figlio di Maria e sa dunque che Gesù è il Salvatore promesso ad Israele. Egli si comporterà non solo come sposo di Maria, ma come membro della casa di Davide, detentore delle promesse.
Matteo non dà molto spazio alla nascita di Gesù. Per lui è importante dire alla gente che Gesù è il re dei Giudei, che gli astrologi pagani, forestieri, ne scoprono la nascita, e poi ricordare la storia di Mosè, il legislatore d'Israele, scampato dal massacro dei figli maschi d'Israele in terra d'Egitto. I rappresentanti dei popoli del mondo, i Magi, racconteranno la nascita del re d'Israele, cosi Matteo mette il suo popolo al centro della storia.
* * *
La maternità di Maria sconvolge i piani di Giuseppe. Egli è angosciato, non riesce a capire, cerca una spiegazione. E' in lotta tra i propri diritti e l'affetto per Maria. Non è facile per lui prendere una decisione. Ma è aiutato da una luce del cielo.
Dopo che l'angelo gli ha parlato, Giuseppe ha proceduto " per aliam viam". La legge, nella sua situazione , gli suggeriva il divorzio.
Al tempo di Giuseppe e di Maria, in Oriente, spesso il matrimonio era combinato dai genitori quando i figli erano ancora bambini. Raggiunta l'età matura si fidanzavano, e veniva concesso un anno per prepararsi al matrimonio (potevano anche non accettare il fidanzamento e dunque rimanere liberi). Da quel momento, per legge, erano marito e moglie, pur non avendo ancora, per un anno, il diritto di convivere.
Se durante quell'anno decidevano di non sposarsi, dovevano fare il processo di divorzio, con le necessarie motivazioni, accuse, decisioni in tribunale, ecc.
Per diritto, Giuseppe poteva chiedere il divorzio, portare Maria in tribunale e accusarla perchè trovata incinta.
Questa scoperta è descritta con un linguaggio rivelatore. Lo Spirito ha agito, e dunque il concepimento è avvenuto "non da sangue, nè da volere di c arne, nè da volere di uomo" (Gv 1,13), ma il "Verbo" è stato "generato" da Dio.
Verso Betlemme di Luc Van Looy
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
***
Matteo scrive agli ebrei, a coloro che conoscono la storia di Israele, i testi dei profeti e sanno che il Messia deve venire dalla casa di Davide.
Per questo Matteo mentre al centro Giuseppe, mentre Luca mette al centro Maria.
Giuseppe è della casa di Davide, e dunque l'angelo si rivolge a lui. E' Giuseppe a dover dare il nome a Gesù, e così iscriverlo nella genealogia di Davide, come era predetto dalle Scritture.
Maria è la madre di Gesù, dono dello Spirito Santo. Giuseppe è colui che gli dà un posto sulla terra, lo inserisce nella discendenza davidica; per mezzo suo, Gesù sarà il realizzatore delle promesse e salverà il proprio popolo dai peccati.
Da questa rivelazione, Giuseppe capisce la missione del Figlio di Maria e sa dunque che Gesù è il Salvatore promesso ad Israele. Egli si comporterà non solo come sposo di Maria, ma come membro della casa di Davide, detentore delle promesse.
Matteo non dà molto spazio alla nascita di Gesù. Per lui è importante dire alla gente che Gesù è il re dei Giudei, che gli astrologi pagani, forestieri, ne scoprono la nascita, e poi ricordare la storia di Mosè, il legislatore d'Israele, scampato dal massacro dei figli maschi d'Israele in terra d'Egitto. I rappresentanti dei popoli del mondo, i Magi, racconteranno la nascita del re d'Israele, cosi Matteo mette il suo popolo al centro della storia.
* * *
La maternità di Maria sconvolge i piani di Giuseppe. Egli è angosciato, non riesce a capire, cerca una spiegazione. E' in lotta tra i propri diritti e l'affetto per Maria. Non è facile per lui prendere una decisione. Ma è aiutato da una luce del cielo.
Dopo che l'angelo gli ha parlato, Giuseppe ha proceduto " per aliam viam". La legge, nella sua situazione , gli suggeriva il divorzio.
Al tempo di Giuseppe e di Maria, in Oriente, spesso il matrimonio era combinato dai genitori quando i figli erano ancora bambini. Raggiunta l'età matura si fidanzavano, e veniva concesso un anno per prepararsi al matrimonio (potevano anche non accettare il fidanzamento e dunque rimanere liberi). Da quel momento, per legge, erano marito e moglie, pur non avendo ancora, per un anno, il diritto di convivere.
Se durante quell'anno decidevano di non sposarsi, dovevano fare il processo di divorzio, con le necessarie motivazioni, accuse, decisioni in tribunale, ecc.
Per diritto, Giuseppe poteva chiedere il divorzio, portare Maria in tribunale e accusarla perchè trovata incinta.
Questa scoperta è descritta con un linguaggio rivelatore. Lo Spirito ha agito, e dunque il concepimento è avvenuto "non da sangue, nè da volere di c arne, nè da volere di uomo" (Gv 1,13), ma il "Verbo" è stato "generato" da Dio.
Verso Betlemme di Luc Van Looy
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
***
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN MATTEO
STUDIO BIBLICO
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN MATTEO
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43
10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati. 43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".
IL GIORNO DEL GIUDIZIO
V.Matteo: 24,30-31
24,30"Allora si vedrà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; allora tutti i popoli della terra piangeranno,
e gli uomini vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e splendore.
31"Al suono della grande tromba egli manderà i suoi angeli in ogni direzione. Da un confine all'altro
del cielo essi raduneranno tutti gli uomini che si è scelti.
V.Matteo: 25, 31-33
25,31"Quando il Figlio dell'uomo verrà nel suo splendore, insieme con gli angeli,
si siederà sul suo trono glorioso. 32Tutti i popoli della terra saranno riuniti di fronte a lui
ed egli li separerà in due gruppi, come fa il pastore quando separa le pecore dalle capre:
33metterà i giusti da una parte e i malvagi dall'altra.
Citazioni Bibbia Tilc
http://www.bibbiaedu.it/bibbia/interconfessionale/nt/index.html
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN MATTEO
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43
10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati. 43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".
IL GIORNO DEL GIUDIZIO
V.Matteo: 24,30-31
24,30"Allora si vedrà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; allora tutti i popoli della terra piangeranno,
e gli uomini vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e splendore.
31"Al suono della grande tromba egli manderà i suoi angeli in ogni direzione. Da un confine all'altro
del cielo essi raduneranno tutti gli uomini che si è scelti.
V.Matteo: 25, 31-33
25,31"Quando il Figlio dell'uomo verrà nel suo splendore, insieme con gli angeli,
si siederà sul suo trono glorioso. 32Tutti i popoli della terra saranno riuniti di fronte a lui
ed egli li separerà in due gruppi, come fa il pastore quando separa le pecore dalle capre:
33metterà i giusti da una parte e i malvagi dall'altra.
Citazioni Bibbia Tilc
http://www.bibbiaedu.it/bibbia/interconfessionale/nt/index.html
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI
STUDIO BIBLICO
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI
VANGELO SECONDO GIOVANNI: 5, 19-30
5,19Così Gesù replicò a quelli che lo criticavano: "Io vi assicuro che il Figlio non può far nulla da sé, ma solo ciò che vede fare dal Padre. Quello che fa il Padre, anche il Figlio lo fa ugualmente. 20Il Padre infatti ama il Figlio e gli fa vedere tutto ciò che fa. Anzi, gli farà vedere anche opere più grandi di queste, e resterete meravigliati.
21"Come il Padre fa risorgere i morti e dà loro la vita, così pure il Figlio dà vita a chi vuole. 22Il Padre non giudica nessuno perché ha affidato al Figlio tutto il potere di giudicare. 23Così, tutti onoreranno il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora neppure il Padre che l'ha mandato.
24"Io vi dichiaro: chi ascolta la mia parola e crede nel Padre che mi ha mandato ha la vita eterna. Non sarà più condannato. È già passato dalla morte alla vita.
25"Io vi dico una cosa: viene un'ora anzi e già venuta, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e chi lo sente vivrà. 26Infatti, Dio è la fonte della vita, e ha dato anche al Figlio di essere la fonte della vita. 27Gli ha dato anche il potere di giudicare, perché è il Figlio dell'uomo.
28"Non vi meravigliate: viene un'ora in cui tutti i morti, nelle tombe, udranno la sua voce 29e verranno fuori. Quelli che hanno fatto il bene risorgeranno per vivere; quelli che hanno fatto il male risorgeranno per essere condannati.
30"Io non posso far nulla da me. Giudico come Dio mi suggerisce, e il mio giudizio è giusto perché non cerco di fare come voglio io, ma come vuole il Padre che mi ha mandato.
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=5
VANGELO ECONDO GIOVANNI: 12, 44-50
12,44Allora Gesù esclamò: "Chi crede in me, in realtà crede nel Padre che mi ha mandato; 45chi vede me, vede il Padre che mi ha mandato.
46"Io sono venuto nel mondo come luce, perché chi crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Chi ascolta le mie parole e non le mette in pratica, io non lo condanno. Infatti non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo. 48Chi mi respinge e rifiuta le mie parole ha già un giudice: a condannarlo, nell'ultimo giorno, sarà proprio la parola che io ho annunziato.
49"Io non parlo di mia iniziativa: il Padre che mi ha mandato, mi ha comandato quello che devo dire. 50Io so che l'incarico che ho ricevuto porta la vita eterna. Tutto quello che dico, lo dico come il Padre l'ha detto a me".
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=12
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti
GESU' GIUDICE SUPREMO NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI
VANGELO SECONDO GIOVANNI: 5, 19-30
5,19Così Gesù replicò a quelli che lo criticavano: "Io vi assicuro che il Figlio non può far nulla da sé, ma solo ciò che vede fare dal Padre. Quello che fa il Padre, anche il Figlio lo fa ugualmente. 20Il Padre infatti ama il Figlio e gli fa vedere tutto ciò che fa. Anzi, gli farà vedere anche opere più grandi di queste, e resterete meravigliati.
21"Come il Padre fa risorgere i morti e dà loro la vita, così pure il Figlio dà vita a chi vuole. 22Il Padre non giudica nessuno perché ha affidato al Figlio tutto il potere di giudicare. 23Così, tutti onoreranno il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora neppure il Padre che l'ha mandato.
24"Io vi dichiaro: chi ascolta la mia parola e crede nel Padre che mi ha mandato ha la vita eterna. Non sarà più condannato. È già passato dalla morte alla vita.
25"Io vi dico una cosa: viene un'ora anzi e già venuta, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e chi lo sente vivrà. 26Infatti, Dio è la fonte della vita, e ha dato anche al Figlio di essere la fonte della vita. 27Gli ha dato anche il potere di giudicare, perché è il Figlio dell'uomo.
28"Non vi meravigliate: viene un'ora in cui tutti i morti, nelle tombe, udranno la sua voce 29e verranno fuori. Quelli che hanno fatto il bene risorgeranno per vivere; quelli che hanno fatto il male risorgeranno per essere condannati.
30"Io non posso far nulla da me. Giudico come Dio mi suggerisce, e il mio giudizio è giusto perché non cerco di fare come voglio io, ma come vuole il Padre che mi ha mandato.
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=5
VANGELO ECONDO GIOVANNI: 12, 44-50
12,44Allora Gesù esclamò: "Chi crede in me, in realtà crede nel Padre che mi ha mandato; 45chi vede me, vede il Padre che mi ha mandato.
46"Io sono venuto nel mondo come luce, perché chi crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Chi ascolta le mie parole e non le mette in pratica, io non lo condanno. Infatti non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo. 48Chi mi respinge e rifiuta le mie parole ha già un giudice: a condannarlo, nell'ultimo giorno, sarà proprio la parola che io ho annunziato.
49"Io non parlo di mia iniziativa: il Padre che mi ha mandato, mi ha comandato quello che devo dire. 50Io so che l'incarico che ho ricevuto porta la vita eterna. Tutto quello che dico, lo dico come il Padre l'ha detto a me".
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=12
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
lunedì 21 luglio 2008
CATECHESI SULLO SPIRITO SANTO
Agipress - Notizia n.15463
del 18/07/2008 - 09:57:40
Catechesi nella Parrocchia di ALL SAINTS a Liverpool(16.07.’08)
Ai giovani delle Diocesi di Milano, Verona, Trento, Palestrina e Crotone, Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza, nella sua catechesi, ha inteso far comprendere la non facile risposta alla domanda “CHI E’ LO SPIRITO SANTO”?
Condividendo la constatazione che lo Spirito Santo è un po’ il grande dimenticato nella vita cristiana, alla luce di un percorso biblico, dalla Genesi all’Apocalisse, ha evidenziato alla attentissima assemblea giovanile come non possa reggersi una esperienza cristiana senza la presenza e l’azione dello Spirito.
Non c’è creazione né di opere né di adam(uomo) senza il ‘vento’ e il ‘soffio’ di Dio. (Gen 1 – 2)
Non c’è storia di salvezza per il popolo di Israele senza uomini e donne attraversati nella loro esistenza, a volte in maniera sofferta e drammatica, dalla forza dello Spirito del Signore e sospinti a parlare per richiamare la fedeltà all’alleanza e indicare un futuro aperto sull’orizzonte della profezia.
I profeti Isaia, Ezechiele e Gioele, in particolare, in questa prospettiva , ci offrono un esempio di vite vissute e letteralmente abbandonate al ‘vento’ di Dio.
Lo Spirito Santo, ha proseguito il Vescovo, continua ad essere il protagonista nella nuova pagina della storia della salvezza che si apre con il dialogo tra l’angelo Gabriele e Maria a Nazareth.
E’ Lui che ‘trasporta’ Gesù nel deserto perché nella drammatica lotta con Satana venga in piena luce la vera identità del Messia.
Da quel momento Gesù comincia a svelare ai suoi discepoli l’identità dello Spirito Santo, ne parlerà loro promettendo loro che dopo la sua risurrezione ne avrebbe fatto loro dono. La promessa si realizzerà nel Cenacolo quando il Vento e il Fuoco significheranno che è cominciato il tempo della Chiesa e quin di, il tempo dello Spirito Santo.(Atti degli Apostoli)
Lasciatevi attraversare da questo Vento e lasciatevi incendiare da questo Fuoco – ha detto il Vescovo rivolgendosi ai giovani -, abbandonatevi con fiducia a questo v olo dello Spirito e non siate nella vostra vita cristiana ignifughi ma …infiammabili!!!!
E’ Lui, lo Spirito Santo, che vi faciliterà l’incontro con Cristo e vi farà intravedere sempre, nonostante qualche imperfezione, la bellezza perenne della Chiesa. Sarà Lui il principio vitale e fecondo della vostra esistenza di discepoli di Cristo che vi consentirà con coraggio e con audacia di andare per le strade di questa nostra storia e testimoniare il fascino del Vangelo di Gesù Cristo.
Alcune domande, molto interessanti, hanno completato la catechesi attraverso un dialogo che ha messo in luce la spiritualità e il desiderio dei giovani di essere protagonisti nella Chiesa di oggi.
+ Giovanni Ricchiuti
Arcivescovo di Acerenza
Torna al sommario
http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=15463
del 18/07/2008 - 09:57:40
Catechesi nella Parrocchia di ALL SAINTS a Liverpool(16.07.’08)
Ai giovani delle Diocesi di Milano, Verona, Trento, Palestrina e Crotone, Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza, nella sua catechesi, ha inteso far comprendere la non facile risposta alla domanda “CHI E’ LO SPIRITO SANTO”?
Condividendo la constatazione che lo Spirito Santo è un po’ il grande dimenticato nella vita cristiana, alla luce di un percorso biblico, dalla Genesi all’Apocalisse, ha evidenziato alla attentissima assemblea giovanile come non possa reggersi una esperienza cristiana senza la presenza e l’azione dello Spirito.
Non c’è creazione né di opere né di adam(uomo) senza il ‘vento’ e il ‘soffio’ di Dio. (Gen 1 – 2)
Non c’è storia di salvezza per il popolo di Israele senza uomini e donne attraversati nella loro esistenza, a volte in maniera sofferta e drammatica, dalla forza dello Spirito del Signore e sospinti a parlare per richiamare la fedeltà all’alleanza e indicare un futuro aperto sull’orizzonte della profezia.
I profeti Isaia, Ezechiele e Gioele, in particolare, in questa prospettiva , ci offrono un esempio di vite vissute e letteralmente abbandonate al ‘vento’ di Dio.
Lo Spirito Santo, ha proseguito il Vescovo, continua ad essere il protagonista nella nuova pagina della storia della salvezza che si apre con il dialogo tra l’angelo Gabriele e Maria a Nazareth.
E’ Lui che ‘trasporta’ Gesù nel deserto perché nella drammatica lotta con Satana venga in piena luce la vera identità del Messia.
Da quel momento Gesù comincia a svelare ai suoi discepoli l’identità dello Spirito Santo, ne parlerà loro promettendo loro che dopo la sua risurrezione ne avrebbe fatto loro dono. La promessa si realizzerà nel Cenacolo quando il Vento e il Fuoco significheranno che è cominciato il tempo della Chiesa e quin di, il tempo dello Spirito Santo.(Atti degli Apostoli)
Lasciatevi attraversare da questo Vento e lasciatevi incendiare da questo Fuoco – ha detto il Vescovo rivolgendosi ai giovani -, abbandonatevi con fiducia a questo v olo dello Spirito e non siate nella vostra vita cristiana ignifughi ma …infiammabili!!!!
E’ Lui, lo Spirito Santo, che vi faciliterà l’incontro con Cristo e vi farà intravedere sempre, nonostante qualche imperfezione, la bellezza perenne della Chiesa. Sarà Lui il principio vitale e fecondo della vostra esistenza di discepoli di Cristo che vi consentirà con coraggio e con audacia di andare per le strade di questa nostra storia e testimoniare il fascino del Vangelo di Gesù Cristo.
Alcune domande, molto interessanti, hanno completato la catechesi attraverso un dialogo che ha messo in luce la spiritualità e il desiderio dei giovani di essere protagonisti nella Chiesa di oggi.
+ Giovanni Ricchiuti
Arcivescovo di Acerenza
Torna al sommario
http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=15463
Iscriviti a:
Post (Atom)

