SEGNALAZIONE BESTEMMIA IN TV
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Ci è stata fatta questa segnalazione.
TV RAI 3 14 DICEMBRE 2008 ORE 23,35-0,35
PROGAMMA GLOB
L'attrice comica di Milano Debora Villa stava facendo della satira sui diritti della donna.
Ecco che incomincia a bestemmiare, coinvolgendo nelle sue barzellette anche la
Santa Vergine Maria, prima dicendo che ha avuto un figlio fuori dal matrimonio,
poi sparando una porno-bestemmia; " La storia dell'Angelo Gabriele non l'ha bevuta
nessuno...non era l'Angelo Gabriele che entrava dalla finestra, ma era un trombettiere
che usciva dalla finestra ! "
Antonio G. Firenze
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Ecco questi artisti per far ridere bestemmiano, e si scavano la fossa all'inferno,
offendendo i Santi e il prossimo credente cristiano .
E' civilmente ammeso che le persone siano libere di credere o essere atei,
ma offendere i sentimenti religiosi del prossimo non è giusto, dimostra che
regna l'inciviltà e la mancanza di rispetto, dal quale scaturiscono risentimento
ed odio. Il fondamentalismo islamico esagera nel punire i bestemmiatori,
ma troppo permissivismo non aiuta, e porta incomprensioni e divisioni,
così in una nazione i cittadini che dovrebbero avere rispetto l'uno dell'altro,
diventano nemici tra loro con tutte le relative conseguenze.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
ARTICOLI SULLA RELIGIONE CRISTIANA
giovedì 18 dicembre 2008
LA NASCITA' DI GESU' IL FIGLIO DI DIO DAL VANGELO DI SAN LUCA
LA NASCITA' DI GESU' IL FIGLIO DI DIO DAL VANGELO DI SAN LUCA: 1, 26-56---2, 1-52
L'ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU'
1:26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret,
1:27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.
1:28 L'angelo, entrato da lei, disse: "Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te".
1:29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.
1:30 L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
1:31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù.
1:32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.
1:33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine".
1:34 Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?"
1:35 L'angelo le rispose: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.
1:36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile;
1:37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace".
1:38 Maria disse: "Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola". E l'angelo la lasciò.
LA VISITA DI MARIA AD ELISABETTA
1:39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda,
1:40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.
1:41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo,
1:42 e ad alta voce esclamò: "Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!
1:43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me?
1:44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo.
1:45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento".
1:46 E Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore,
1:47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
1:48 perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,
1:49 perché grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome;
1:50 e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono.
1:51 Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;
1:52 ha detronizzato i potenti, e ha innalzato gli umili;
1:53 ha colmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi.
1:54 Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordia,
1:55 di cui aveva parlato ai nostri padri, verso Abraamo e verso la sua discendenza per sempre".
1:56 Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.
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LA NASCITA DI GESU'
2:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.
2:2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
2:8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
2:10 L'angelo disse loro: "Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
2:11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"".
2:13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
2:14 "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!"
2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: "Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere".
2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunziato.
LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO
2:21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo prima che egli fosse concepito.
2:22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,
2:23 come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore";
2:24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
2:25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;
2:26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore.
2:27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,
2:28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
2:29 "Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;
2:30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
2:31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
2:32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele".
2:33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui.
2:34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: "Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione
2:35 a te stessa una spada trafiggerà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati".
2:36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni.
2:37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
2:38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
RITORNO A NAZARETH
2:39 Com'ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.
2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
GESU' FRA I DOTTORI NEL TEMPIO
2:41 I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
2:42 Quando giunse all'età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della festa;
2:43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori;
2:44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
2:45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo.
2:46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande;
2:47 e tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte.
2:48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena".
2:49 Ed egli disse loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?"
2:50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro.
2:51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
da: La Sacra Bibbia "Nuova Riveduta sui testi originali"
Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra - CH-1211 Ginevra
http://camcris.altervista.org/nt_luc.html
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
L'ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU'
1:26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret,
1:27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.
1:28 L'angelo, entrato da lei, disse: "Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te".
1:29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.
1:30 L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
1:31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù.
1:32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.
1:33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine".
1:34 Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?"
1:35 L'angelo le rispose: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.
1:36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile;
1:37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace".
1:38 Maria disse: "Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola". E l'angelo la lasciò.
LA VISITA DI MARIA AD ELISABETTA
1:39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda,
1:40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.
1:41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo,
1:42 e ad alta voce esclamò: "Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!
1:43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me?
1:44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo.
1:45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento".
1:46 E Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore,
1:47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
1:48 perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,
1:49 perché grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome;
1:50 e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono.
1:51 Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;
1:52 ha detronizzato i potenti, e ha innalzato gli umili;
1:53 ha colmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi.
1:54 Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordia,
1:55 di cui aveva parlato ai nostri padri, verso Abraamo e verso la sua discendenza per sempre".
1:56 Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.
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LA NASCITA DI GESU'
2:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.
2:2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
2:8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
2:10 L'angelo disse loro: "Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
2:11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"".
2:13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
2:14 "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!"
2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: "Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere".
2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunziato.
LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO
2:21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo prima che egli fosse concepito.
2:22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,
2:23 come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore";
2:24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
2:25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;
2:26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore.
2:27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,
2:28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
2:29 "Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;
2:30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
2:31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
2:32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele".
2:33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui.
2:34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: "Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione
2:35 a te stessa una spada trafiggerà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati".
2:36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni.
2:37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
2:38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
RITORNO A NAZARETH
2:39 Com'ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.
2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
GESU' FRA I DOTTORI NEL TEMPIO
2:41 I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
2:42 Quando giunse all'età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della festa;
2:43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori;
2:44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
2:45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo.
2:46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande;
2:47 e tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte.
2:48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena".
2:49 Ed egli disse loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?"
2:50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro.
2:51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
da: La Sacra Bibbia "Nuova Riveduta sui testi originali"
Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra - CH-1211 Ginevra
http://camcris.altervista.org/nt_luc.html
http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it
SAN GIOVANNI IL BATTISTA
SAN GIOVANNI IL BATTISTA
di LUIGI VARI, biblista (dal sito delle suore Apostoline)
"E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'altissimo" (Lc 1,76). "Allora, che siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, e più che un profeta" (Lc 7,26).
"Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?… Ora, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui" (Mc 9,11-13).
"Giovanni era vestito con peli di cammello (come Elia), con una cintura di pelle intorno ai fianchi" (Mc 1,6).
Sono frasi che affollano le prime frasi dei Vangeli e che fanno riferimento ad una figura che fa da strada a Gesù Cristo. È Giovanni il Battista, uomo, profeta.
Il suo messaggio ci rimane solo per qualche frammento, eppure è dominante. Nella nostra immaginazione questo personaggio resta legato al suo abbigliamento, al suo modo di vivere che richiama quello di Elia, ed anche al modo in cui è stato rappresentato che dà l'idea dell'invasato. Forse la difficoltà che tutti hanno nel rappresentarlo è la conseguenza della straordinarietà di un uomo che indica all'umanità che l'attesa è finita.
La sua vicenda è come quella degli altri profeti, se ne discosta all'inizio, dal momento che la sua predicazione ha successo, ma presto, quando comincia a toccare l'autorità del re, accusandolo per il suo legame con Erodiade, viene fatto oggetto di persecuzione e muore decapitato. Vi è, però, una differenza fra lui e gli altri profeti , mentre lui tramonta, infatti, un nuovo sole sta già sorgendo e lui stesso lo aveva indicato quando lo aveva incontrato al fiume Giordano: "Venne un uomo mandato da Dio ed il suo nome era Giovanni, non era lui la luce, ma venne per dare testimonianza alla luce" (Gv 1,5-6).
Testimone della luce
È veramente difficile parlare di Giovanni senza cadere nell'abbondanza delle citazioni che finiscono per renderlo ancora più misterioso e senza fare un elenco di luoghi comuni.
Se andiamo a rileggere i profeti come li abbiamo conosciuti troviamo sempre l'idea di speranza, di coraggio, di conversione: ogni profeta pone come motivo di tutto questo la fedeltà del Signore che visiterà il suo popolo, che non lo abbandona. È, però, e lo abbiamo notato, come una veglia di cui non si vede la fine e che finisce per diventare senza tempo e, forse, velata di delusione. Ogni uomo attende che ci sia qualcosa di definitivo che colmi il suo cuore, ma anche finisce con l'attenderlo continuamente fino quasi… a non attendere più. Quando l'attesa finisce, e quello che sembrava ormai solo un sogno diventa realtà, allora perdiamo un po' tutte le categorie di comprensione, gli eventi ci sfuggono, precipitano e domandano solo la capacità di seguirli. Nel caso di Giovanni succede proprio questo: il Messia, Dio che avrebbe liberato il suo popolo, l'atteso, il sognato, eccolo! "Convertitevi e purificatevi facendovi battezzare con l'acqua del Giordano, perché Lui è qui, eccolo!". Chi è allora questo Giovanni? Risuona al nostro orecchio il rimprovero di Cristo: "ma che cosa siete andati a sentire nel deserto?". Nel vangelo di Luca ai versetti 15,16 e 17 del primo capitolo viene descritto il compito di Giovanni:
"Egli sarà grande davanti al Signore per realizzare i suoi progetti. Egli non berrà mai né vino né bevande inebrianti, ma Dio lo colmerà di Spirito Santo fin dalla nascita. Questo tuo figlio riporterà molti israeliti al Signore loro Dio; forte e potente come il profeta Elia, precederà la venuta del Signore per riconciliare i padri con i figli, per ricondurre i ribelli a pensare come i giusti. Così egli preparerà al Signore un popolo ben disposto".
Ci sono in queste parole delle indicazioni preziose per poter comprendere il Battista: intanto è un uomo "grande", e la sua grandezza è delimitata, è grande davanti a Dio. È pieno di Spirito Santo e questo suppone uno stile di vita che si determina in base a quelle restrizioni che richiamano altri personaggi dell'Antico Testamento: "non berrà…". Queste determinazioni che sottolineano un rapporto esclusivo con Dio fanno pensare alla vita del popolo nel deserto quando camminava verso la terra promessa. Cioè, Giovanni vive una situazione nella quale è pienamente cosciente del grande evento che si sta presentando al popolo, vede la terra promessa, vede il Messia e da questa coscienza nasce anche il suo compito presso il popolo, i figli di Israele, quelli che sono eredi dell'amore di Dio. Deve convincere questo popolo a ritornare, a cambiare rotta, ad andare proprio nella direzione opposta a quella scelta; nel contesto della Bibbia normalmente questa espressione vuole dire "ritornare a Dio". Giovanni si trova a dover ristabilire la comunione fra il popolo e Dio; non deve aprire nuovi orizzonti, ma rimettere le cose a posto, ricollegare il popolo a Dio. Giovanni lo può fare perché vive una completa disponibilità nei confronti di Dio. L'azione di ricollegamento è necessaria perché Giovanni precede ormai il Messia, e non lo fa in un modo qualunque, ma con lo spirito e la forza di Elia. Lo spirito e la forza che da Elia, nella scena famosa del mantello, passano ad Eliseo, attraverso i secoli cadono sulle spalle di Giovanni, finalmente in maniera definitiva.
Far posto alla gioia
È tutta una storia che esplode, e che passa dall'impegno di attendere a quello di non rendere vana l'attesa con la propria inadeguatezza, con l'incapacità di accogliere. Ogni veglia, soprattutto questa che è durata secoli, si vela di un po' di tristezza; ora invece bisogna far posto alla gioia dell'incontro: "ecco, quando il bambino che porto in grembo ha sentito la tua voce, ha esultato di gioia dentro di me. e beata tu che hai creduto", dice Elisabetta, la madre del Battista, quando incontra Maria (Lc 1,46) e Maria risponde: "l'anima mia magnifica il Signore…" (Lc 1,46). La voce, la gioia dell'incontro! È stato indicato da più parti come chiave di lettura di questi episodi il Cantico dei cantici, dove la "voce" è il segno della presenza della persona amata, rende giustizia all'attesa, fa sciogliere il cuore che stava diventando triste in un canto di gioia. Così come questo incontro gioioso ci riporta alle parole del profeta Osea (cf. 2,16-18): "parlerò al tuo cuore, ti riporterò ai giorni della tua giovinezza, tu non mi chiamerai più mio Signore, ma mi chiamerai marito mio".
Forse possiamo comprendere meglio Giovanni che vive quest'esperienza dell'incontro e ne comprende il carattere di esclusività; perché non si tratta di un fatto consolante, ma definitivo ed anche drammatico:non è un amico qualunque quello che lui precede, è lo sposo, e non si può vivere una relazione qualunque, ma una relazione piena. E questo suo restare "fuori", dare la notizia gioiosa con la sua vita che è dominata dall'ombra della morte violenta che richiama alla croce, ci fa pensare che forse la cosa che meno siamo capaci di accogliere nel nostro cuore sia proprio il messaggio della gioia.
Abbiamo compreso in questi due anni insieme – alla scuola dei Profeti – che la gioia è l'unico messaggio che vale la pena di dare e che, fra tutti, rimane. Questo significa Vangelo.
(da "Se vuoi")
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
***
di LUIGI VARI, biblista (dal sito delle suore Apostoline)
"E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'altissimo" (Lc 1,76). "Allora, che siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, e più che un profeta" (Lc 7,26).
"Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?… Ora, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui" (Mc 9,11-13).
"Giovanni era vestito con peli di cammello (come Elia), con una cintura di pelle intorno ai fianchi" (Mc 1,6).
Sono frasi che affollano le prime frasi dei Vangeli e che fanno riferimento ad una figura che fa da strada a Gesù Cristo. È Giovanni il Battista, uomo, profeta.
Il suo messaggio ci rimane solo per qualche frammento, eppure è dominante. Nella nostra immaginazione questo personaggio resta legato al suo abbigliamento, al suo modo di vivere che richiama quello di Elia, ed anche al modo in cui è stato rappresentato che dà l'idea dell'invasato. Forse la difficoltà che tutti hanno nel rappresentarlo è la conseguenza della straordinarietà di un uomo che indica all'umanità che l'attesa è finita.
La sua vicenda è come quella degli altri profeti, se ne discosta all'inizio, dal momento che la sua predicazione ha successo, ma presto, quando comincia a toccare l'autorità del re, accusandolo per il suo legame con Erodiade, viene fatto oggetto di persecuzione e muore decapitato. Vi è, però, una differenza fra lui e gli altri profeti , mentre lui tramonta, infatti, un nuovo sole sta già sorgendo e lui stesso lo aveva indicato quando lo aveva incontrato al fiume Giordano: "Venne un uomo mandato da Dio ed il suo nome era Giovanni, non era lui la luce, ma venne per dare testimonianza alla luce" (Gv 1,5-6).
Testimone della luce
È veramente difficile parlare di Giovanni senza cadere nell'abbondanza delle citazioni che finiscono per renderlo ancora più misterioso e senza fare un elenco di luoghi comuni.
Se andiamo a rileggere i profeti come li abbiamo conosciuti troviamo sempre l'idea di speranza, di coraggio, di conversione: ogni profeta pone come motivo di tutto questo la fedeltà del Signore che visiterà il suo popolo, che non lo abbandona. È, però, e lo abbiamo notato, come una veglia di cui non si vede la fine e che finisce per diventare senza tempo e, forse, velata di delusione. Ogni uomo attende che ci sia qualcosa di definitivo che colmi il suo cuore, ma anche finisce con l'attenderlo continuamente fino quasi… a non attendere più. Quando l'attesa finisce, e quello che sembrava ormai solo un sogno diventa realtà, allora perdiamo un po' tutte le categorie di comprensione, gli eventi ci sfuggono, precipitano e domandano solo la capacità di seguirli. Nel caso di Giovanni succede proprio questo: il Messia, Dio che avrebbe liberato il suo popolo, l'atteso, il sognato, eccolo! "Convertitevi e purificatevi facendovi battezzare con l'acqua del Giordano, perché Lui è qui, eccolo!". Chi è allora questo Giovanni? Risuona al nostro orecchio il rimprovero di Cristo: "ma che cosa siete andati a sentire nel deserto?". Nel vangelo di Luca ai versetti 15,16 e 17 del primo capitolo viene descritto il compito di Giovanni:
"Egli sarà grande davanti al Signore per realizzare i suoi progetti. Egli non berrà mai né vino né bevande inebrianti, ma Dio lo colmerà di Spirito Santo fin dalla nascita. Questo tuo figlio riporterà molti israeliti al Signore loro Dio; forte e potente come il profeta Elia, precederà la venuta del Signore per riconciliare i padri con i figli, per ricondurre i ribelli a pensare come i giusti. Così egli preparerà al Signore un popolo ben disposto".
Ci sono in queste parole delle indicazioni preziose per poter comprendere il Battista: intanto è un uomo "grande", e la sua grandezza è delimitata, è grande davanti a Dio. È pieno di Spirito Santo e questo suppone uno stile di vita che si determina in base a quelle restrizioni che richiamano altri personaggi dell'Antico Testamento: "non berrà…". Queste determinazioni che sottolineano un rapporto esclusivo con Dio fanno pensare alla vita del popolo nel deserto quando camminava verso la terra promessa. Cioè, Giovanni vive una situazione nella quale è pienamente cosciente del grande evento che si sta presentando al popolo, vede la terra promessa, vede il Messia e da questa coscienza nasce anche il suo compito presso il popolo, i figli di Israele, quelli che sono eredi dell'amore di Dio. Deve convincere questo popolo a ritornare, a cambiare rotta, ad andare proprio nella direzione opposta a quella scelta; nel contesto della Bibbia normalmente questa espressione vuole dire "ritornare a Dio". Giovanni si trova a dover ristabilire la comunione fra il popolo e Dio; non deve aprire nuovi orizzonti, ma rimettere le cose a posto, ricollegare il popolo a Dio. Giovanni lo può fare perché vive una completa disponibilità nei confronti di Dio. L'azione di ricollegamento è necessaria perché Giovanni precede ormai il Messia, e non lo fa in un modo qualunque, ma con lo spirito e la forza di Elia. Lo spirito e la forza che da Elia, nella scena famosa del mantello, passano ad Eliseo, attraverso i secoli cadono sulle spalle di Giovanni, finalmente in maniera definitiva.
Far posto alla gioia
È tutta una storia che esplode, e che passa dall'impegno di attendere a quello di non rendere vana l'attesa con la propria inadeguatezza, con l'incapacità di accogliere. Ogni veglia, soprattutto questa che è durata secoli, si vela di un po' di tristezza; ora invece bisogna far posto alla gioia dell'incontro: "ecco, quando il bambino che porto in grembo ha sentito la tua voce, ha esultato di gioia dentro di me. e beata tu che hai creduto", dice Elisabetta, la madre del Battista, quando incontra Maria (Lc 1,46) e Maria risponde: "l'anima mia magnifica il Signore…" (Lc 1,46). La voce, la gioia dell'incontro! È stato indicato da più parti come chiave di lettura di questi episodi il Cantico dei cantici, dove la "voce" è il segno della presenza della persona amata, rende giustizia all'attesa, fa sciogliere il cuore che stava diventando triste in un canto di gioia. Così come questo incontro gioioso ci riporta alle parole del profeta Osea (cf. 2,16-18): "parlerò al tuo cuore, ti riporterò ai giorni della tua giovinezza, tu non mi chiamerai più mio Signore, ma mi chiamerai marito mio".
Forse possiamo comprendere meglio Giovanni che vive quest'esperienza dell'incontro e ne comprende il carattere di esclusività; perché non si tratta di un fatto consolante, ma definitivo ed anche drammatico:non è un amico qualunque quello che lui precede, è lo sposo, e non si può vivere una relazione qualunque, ma una relazione piena. E questo suo restare "fuori", dare la notizia gioiosa con la sua vita che è dominata dall'ombra della morte violenta che richiama alla croce, ci fa pensare che forse la cosa che meno siamo capaci di accogliere nel nostro cuore sia proprio il messaggio della gioia.
Abbiamo compreso in questi due anni insieme – alla scuola dei Profeti – che la gioia è l'unico messaggio che vale la pena di dare e che, fra tutti, rimane. Questo significa Vangelo.
(da "Se vuoi")
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
***
LA NASCITA' DI GESU IL MESSIA IN SAN MATTEO
LA NASCITA' DI GESU IL MESSIA
VANGELO DI MATTEO: 1, 1-2, 23
1
1Gesù Cristo è discendente di Davide, il quale a sua volta è discendente di Abramo. Ecco l'elenco degli antenati della sua famiglia:
2Abramo fu il padre di Isacco;
Isacco di Giacobbe;
Giacobbe di Giuda e dei suoi fratelli;
3Giuda fu il padre di Fares e Zara (loro madre fu Tamar);
Fares di Esrom;
Esrom di Aram;
4Aram fu il padre di Aminadàb;
Aminadàb di Naassòn;
Naassòn di Salmòn:
5Salmòn fu il padre di Booz (la madre di Booz fu Racab);
Booz fu il padre di Obed (la madre di Obed fu Rut);
Obed fu il padre di Iesse;
6Iesse fu il padre di Davide.
Davide fu il padre di Salomone (la madre era stata moglie di Urìa);
7Salomone fu il padre di Roboamo;
Roboamo di Abìa;
Abìa di Asàf;
8Asàf fu il padre di Giòsafat;
Giòsafat di Ioram;
Ioram di Ozia;
9Ozia fu il padre di Ioatam;
Ioatam di Acaz;
Acaz di Ezechia;
10Ezechia fu il padre di Manàsse;
Manàsse di Amos;
Amos di Giosia;
11Giosia fu il padre di Ieconia e dei suoi fratelli, al tempo in cui il popolo d'Israele fu deportato in esilio a Babilonia.
12Dopo l'esilio a Babilonia, Ieconia fu il
padre di Salatiel;
Salatiel fu il padre di Zorobabèle;
13Zorobabèle fu il padre di Abiùd;
Abiùd di Elìacim;
Elìacim di Azor;
14Azor fu il padre di Sadoc;
Sadoc di Achim;
Achim di Eliùd;
15Eliùd fu il padre di Eleàzar;
Eleàzar di Mattan;
Mattan di Giacobbe;
16Giacobbe fu il padre di Giuseppe;
Giuseppe sposò Maria e Maria fu la madre di Gesù, chiamato Cristo.
17Dunque da Abramo a Davide ci sono quattordici generazioni; dal tempo di Davide fino all'esilio di Babilonia ce ne sono altre quattordici; infine, dall'esilio in Babilonia fino a Cristo ci sono ancora quattordici generazioni.
Come nacque Gesù
(vedi Luca 2, 1-7)
18Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. 19Ormai Giuseppe stava per sposarla. Egli voleva fare ciò che era giusto, ma non voleva denunziarla di fronte a tutti. Allora decise di rompere il fidanzamento, senza dire niente a nessuno.
20Ci stava ancora pensando, quando una notte in sogno gli apparve un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria, la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i suoi peccati".
22E così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Isaia:
23Ecco, la vergine sarà incinta,
partorirà un figlio ed egli sarà chiamato Emmanuele.
Questo nome significa: "Dio è con noi".
24Quando Giuseppe si svegliò, fece come l'angelo di Dio gli aveva ordinato e prese Maria in casa sua. 25E senza che avessero avuto fin allora rapporti matrimoniali, Maria partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall'oriente 2e domandarono: "Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo".
3Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Egli, appena lo seppe, 4radunò tutti i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge e domandò loro:
- In quale luogo deve nascere il Messia?
5Essi risposero:
- A Betlemme, nella regione della Giudea, perché il profeta ha scritto:
6Tu Betlemme, del paese di Giudea,
non sei certo la meno importante tra le città della Giudea,
perché da te uscirà un capo
che guiderà il mio popolo, Israele.
7Allora il re Erode chiamò in segreto quei sapienti e si fece dire con esattezza quando era apparsa la stella. 8Poi li mandò a Betlemme dicendo: "Andate e cercate con ogni cura il bambino. Quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, così anch'io andrò a onorarlo".
9- 10Ricevute queste istruzioni da parte del re, essi partirono. In viaggio, apparve ancora a quei sapienti la stella che avevano visto in oriente, ed essi furono pieni di grande gioia. La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino. Là si fermò.
11Essi entrarono in quella casa e videro il bambino e sua madre, Maria. Si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra.
12Più tardi, in sogno, Dio li avvertì di non tornare dal re Erode. Essi presero allora un'altra strada e ritornarono al loro paese.
Giuseppe e Maria fuggono in Egitto
13Dopo la partenza dei sapienti, Giuseppe fece un sogno. L'angelo di Dio gli apparve e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Erode sta cercando il bambino per ucciderlo. Tu devi rimanere là, fino a quando io non ti avvertirò".
14Giuseppe si alzò, di notte prese con sé il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto. 15E vi rimase fino a quando non morì il re Erode. Così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Osea: Ho chiamato mio figlio dall'Egitto.
Erode fa uccidere i bambini di Betlemme
16Il re Erode si accorse che i sapienti dell'oriente lo avevano ingannato e allora si infuriò. Ricordando quel che si era fatto dire da loro, calcolò il tempo; e quindi fece uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù. 17Allora si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo del profeta Geremia:
18Una voce si è sentita nella regione di Rama,
pianti e lunghi lamenti.
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché essi non ci sono più.
Giuseppe e Maria tornano dall'Egitto
19Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto. 20L'angelo gli disse: "Àlzati, prendi il bambino e sua madre e torna nella terra d'Israele: perché ormai sono morti quelli che cercavano di far morire il bambino". 21Giuseppe si alzò, prese con sé il bambino e sua madre e ritornò nella terra d'Israele. 22Ma venuto a sapere che al posto di Erode era diventato re della Giudea suo figlio Archelao, ebbe paura di fermarsi in quella regione. Informato da un sogno, partì verso la Galilea 23e andò ad abitare in un villaggio che si chiamava Nàzaret. Così si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo dei profeti: "Egli sarà chiamato Nazareno".
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Matteo&Capitolo=2
VANGELO DI MATTEO: 1, 1-2, 23
1
1Gesù Cristo è discendente di Davide, il quale a sua volta è discendente di Abramo. Ecco l'elenco degli antenati della sua famiglia:
2Abramo fu il padre di Isacco;
Isacco di Giacobbe;
Giacobbe di Giuda e dei suoi fratelli;
3Giuda fu il padre di Fares e Zara (loro madre fu Tamar);
Fares di Esrom;
Esrom di Aram;
4Aram fu il padre di Aminadàb;
Aminadàb di Naassòn;
Naassòn di Salmòn:
5Salmòn fu il padre di Booz (la madre di Booz fu Racab);
Booz fu il padre di Obed (la madre di Obed fu Rut);
Obed fu il padre di Iesse;
6Iesse fu il padre di Davide.
Davide fu il padre di Salomone (la madre era stata moglie di Urìa);
7Salomone fu il padre di Roboamo;
Roboamo di Abìa;
Abìa di Asàf;
8Asàf fu il padre di Giòsafat;
Giòsafat di Ioram;
Ioram di Ozia;
9Ozia fu il padre di Ioatam;
Ioatam di Acaz;
Acaz di Ezechia;
10Ezechia fu il padre di Manàsse;
Manàsse di Amos;
Amos di Giosia;
11Giosia fu il padre di Ieconia e dei suoi fratelli, al tempo in cui il popolo d'Israele fu deportato in esilio a Babilonia.
12Dopo l'esilio a Babilonia, Ieconia fu il
padre di Salatiel;
Salatiel fu il padre di Zorobabèle;
13Zorobabèle fu il padre di Abiùd;
Abiùd di Elìacim;
Elìacim di Azor;
14Azor fu il padre di Sadoc;
Sadoc di Achim;
Achim di Eliùd;
15Eliùd fu il padre di Eleàzar;
Eleàzar di Mattan;
Mattan di Giacobbe;
16Giacobbe fu il padre di Giuseppe;
Giuseppe sposò Maria e Maria fu la madre di Gesù, chiamato Cristo.
17Dunque da Abramo a Davide ci sono quattordici generazioni; dal tempo di Davide fino all'esilio di Babilonia ce ne sono altre quattordici; infine, dall'esilio in Babilonia fino a Cristo ci sono ancora quattordici generazioni.
Come nacque Gesù
(vedi Luca 2, 1-7)
18Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. 19Ormai Giuseppe stava per sposarla. Egli voleva fare ciò che era giusto, ma non voleva denunziarla di fronte a tutti. Allora decise di rompere il fidanzamento, senza dire niente a nessuno.
20Ci stava ancora pensando, quando una notte in sogno gli apparve un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria, la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i suoi peccati".
22E così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Isaia:
23Ecco, la vergine sarà incinta,
partorirà un figlio ed egli sarà chiamato Emmanuele.
Questo nome significa: "Dio è con noi".
24Quando Giuseppe si svegliò, fece come l'angelo di Dio gli aveva ordinato e prese Maria in casa sua. 25E senza che avessero avuto fin allora rapporti matrimoniali, Maria partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall'oriente 2e domandarono: "Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo".
3Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Egli, appena lo seppe, 4radunò tutti i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge e domandò loro:
- In quale luogo deve nascere il Messia?
5Essi risposero:
- A Betlemme, nella regione della Giudea, perché il profeta ha scritto:
6Tu Betlemme, del paese di Giudea,
non sei certo la meno importante tra le città della Giudea,
perché da te uscirà un capo
che guiderà il mio popolo, Israele.
7Allora il re Erode chiamò in segreto quei sapienti e si fece dire con esattezza quando era apparsa la stella. 8Poi li mandò a Betlemme dicendo: "Andate e cercate con ogni cura il bambino. Quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, così anch'io andrò a onorarlo".
9- 10Ricevute queste istruzioni da parte del re, essi partirono. In viaggio, apparve ancora a quei sapienti la stella che avevano visto in oriente, ed essi furono pieni di grande gioia. La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino. Là si fermò.
11Essi entrarono in quella casa e videro il bambino e sua madre, Maria. Si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra.
12Più tardi, in sogno, Dio li avvertì di non tornare dal re Erode. Essi presero allora un'altra strada e ritornarono al loro paese.
Giuseppe e Maria fuggono in Egitto
13Dopo la partenza dei sapienti, Giuseppe fece un sogno. L'angelo di Dio gli apparve e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Erode sta cercando il bambino per ucciderlo. Tu devi rimanere là, fino a quando io non ti avvertirò".
14Giuseppe si alzò, di notte prese con sé il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto. 15E vi rimase fino a quando non morì il re Erode. Così si realizzò quel che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Osea: Ho chiamato mio figlio dall'Egitto.
Erode fa uccidere i bambini di Betlemme
16Il re Erode si accorse che i sapienti dell'oriente lo avevano ingannato e allora si infuriò. Ricordando quel che si era fatto dire da loro, calcolò il tempo; e quindi fece uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù. 17Allora si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo del profeta Geremia:
18Una voce si è sentita nella regione di Rama,
pianti e lunghi lamenti.
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché essi non ci sono più.
Giuseppe e Maria tornano dall'Egitto
19Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto. 20L'angelo gli disse: "Àlzati, prendi il bambino e sua madre e torna nella terra d'Israele: perché ormai sono morti quelli che cercavano di far morire il bambino". 21Giuseppe si alzò, prese con sé il bambino e sua madre e ritornò nella terra d'Israele. 22Ma venuto a sapere che al posto di Erode era diventato re della Giudea suo figlio Archelao, ebbe paura di fermarsi in quella regione. Informato da un sogno, partì verso la Galilea 23e andò ad abitare in un villaggio che si chiamava Nàzaret. Così si realizzò quel che Dio aveva detto per mezzo dei profeti: "Egli sarà chiamato Nazareno".
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=Matteo&Capitolo=2
SAN GIUSEPPE CAPO FAMIGLIA 2
Giuseppe capo di famiglia
Esigere la giustizia può rendere l'uomo duro, intransigente, mentre la via del giusto lo rende soave, benevolo, pieno di bontà.
Pensiamo all'atteggiamento del pastore che va in cerca della pecora smarrita e l'accoglie sulle proprie spalle. Accusare l'altro non rende mai felici. L'atteggiamento tipico dell'uomo nuovo, invece, è perdonare e capire l'altro.
Giuseppe dà inizio a questo nuovo tipo di giustizia. E' lui a pagarne il prezzo. Così acquista anche il "diritto" di essere padre-custode. La sua saggezza di uomo giusto gli dice di "non rivelare a nessuno" il mistero dell'opera che Dio sta svolgendo in Maria. Egli non si lascia trascinare dall'istinto di diffondere una curiosità, di mettersi in vista rivelando un segreto. E' l'uomo ragionevole, il padre che si assume la propria responsabilità, si lascia guidare dalla ragione, fa giustizia a Maria e a quanto sta capitando in lei.
Concludendo con sant'Agostino, il quale parla della verginità di Giuseppe e di Maria, di quest'amore che supera ogni esigenza propria:
"Maria appartiene a Giuseppe, e Giuseppe alla divina Maria; tanto che il loro è un matrimonio del tutto autentico, perché si sono donati l'uno all'altra. Ma in che modo si sono donati ? Purezza, ecco il tuo trionfo. Essi si donano a vicenda la loro verginità, si cedono un reciproco diritto. Quale diritto? quello di conservarla l'uno per l'altra. Sì, Maria ha il diritto di custodire la verginità di Giuseppe e Giuseppe ha il diritto di custodire la verginità di Maria. Nessuno dei due può disporne e tutta la fedeltà di questo matrimonio consiste nel conservare la verginità". (De nuptiis e concupiscentia, I,12)
da: Verso Betlemme di Luc Van Looy
patrizia
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
Esigere la giustizia può rendere l'uomo duro, intransigente, mentre la via del giusto lo rende soave, benevolo, pieno di bontà.
Pensiamo all'atteggiamento del pastore che va in cerca della pecora smarrita e l'accoglie sulle proprie spalle. Accusare l'altro non rende mai felici. L'atteggiamento tipico dell'uomo nuovo, invece, è perdonare e capire l'altro.
Giuseppe dà inizio a questo nuovo tipo di giustizia. E' lui a pagarne il prezzo. Così acquista anche il "diritto" di essere padre-custode. La sua saggezza di uomo giusto gli dice di "non rivelare a nessuno" il mistero dell'opera che Dio sta svolgendo in Maria. Egli non si lascia trascinare dall'istinto di diffondere una curiosità, di mettersi in vista rivelando un segreto. E' l'uomo ragionevole, il padre che si assume la propria responsabilità, si lascia guidare dalla ragione, fa giustizia a Maria e a quanto sta capitando in lei.
Concludendo con sant'Agostino, il quale parla della verginità di Giuseppe e di Maria, di quest'amore che supera ogni esigenza propria:
"Maria appartiene a Giuseppe, e Giuseppe alla divina Maria; tanto che il loro è un matrimonio del tutto autentico, perché si sono donati l'uno all'altra. Ma in che modo si sono donati ? Purezza, ecco il tuo trionfo. Essi si donano a vicenda la loro verginità, si cedono un reciproco diritto. Quale diritto? quello di conservarla l'uno per l'altra. Sì, Maria ha il diritto di custodire la verginità di Giuseppe e Giuseppe ha il diritto di custodire la verginità di Maria. Nessuno dei due può disporne e tutta la fedeltà di questo matrimonio consiste nel conservare la verginità". (De nuptiis e concupiscentia, I,12)
da: Verso Betlemme di Luc Van Looy
patrizia
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
SAN GIUSEPPE CAPO FAMIGLIA
*GIUSEPPE CAPO FAMIGLIA*
Matteo scrive agli ebrei, a coloro che conoscono la storia di Israele, i testi dei profeti e sanno che il Messia deve venire dalla casa di Davide.
Per questo Matteo mentre al centro Giuseppe, mentre Luca mette al centro Maria.
Giuseppe è della casa di Davide, e dunque l'angelo si rivolge a lui. E' Giuseppe a dover dare il nome a Gesù, e così iscriverlo nella genealogia di Davide, come era predetto dalle Scritture.
Maria è la madre di Gesù, dono dello Spirito Santo. Giuseppe è colui che gli dà un posto sulla terra, lo inserisce nella discendenza davidica; per mezzo suo, Gesù sarà il realizzatore delle promesse e salverà il proprio popolo dai peccati.
Da questa rivelazione, Giuseppe capisce la missione del Figlio di Maria e sa dunque che Gesù è il Salvatore promesso ad Israele. Egli si comporterà non solo come sposo di Maria, ma come membro della casa di Davide, detentore delle promesse.
Matteo non dà molto spazio alla nascita di Gesù. Per lui è importante dire alla gente che Gesù è il re dei Giudei, che gli astrologi pagani, forestieri, ne scoprono la nascita, e poi ricordare la storia di Mosè, il legislatore d'Israele, scampato dal massacro dei figli maschi d'Israele in terra d'Egitto. I rappresentanti dei popoli del mondo, i Magi, racconteranno la nascita del re d'Israele, cosi Matteo mette il suo popolo al centro della storia.
* * *
La maternità di Maria sconvolge i piani di Giuseppe. Egli è angosciato, non riesce a capire, cerca una spiegazione. E' in lotta tra i propri diritti e l'affetto per Maria. Non è facile per lui prendere una decisione. Ma è aiutato da una luce del cielo.
Dopo che l'angelo gli ha parlato, Giuseppe ha proceduto " per aliam viam". La legge, nella sua situazione , gli suggeriva il divorzio.
Al tempo di Giuseppe e di Maria, in Oriente, spesso il matrimonio era combinato dai genitori quando i figli erano ancora bambini. Raggiunta l'età matura si fidanzavano, e veniva concesso un anno per prepararsi al matrimonio (potevano anche non accettare il fidanzamento e dunque rimanere liberi). Da quel momento, per legge, erano marito e moglie, pur non avendo ancora, per un anno, il diritto di convivere.
Se durante quell'anno decidevano di non sposarsi, dovevano fare il processo di divorzio, con le necessarie motivazioni, accuse, decisioni in tribunale, ecc.
Per diritto, Giuseppe poteva chiedere il divorzio, portare Maria in tribunale e accusarla perchè trovata incinta.
Questa scoperta è descritta con un linguaggio rivelatore. Lo Spirito ha agito, e dunque il concepimento è avvenuto "non da sangue, nè da volere di c arne, nè da volere di uomo" (Gv 1,13), ma il "Verbo" è stato "generato" da Dio.
Verso Betlemme di Luc Van Looy
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
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Matteo scrive agli ebrei, a coloro che conoscono la storia di Israele, i testi dei profeti e sanno che il Messia deve venire dalla casa di Davide.
Per questo Matteo mentre al centro Giuseppe, mentre Luca mette al centro Maria.
Giuseppe è della casa di Davide, e dunque l'angelo si rivolge a lui. E' Giuseppe a dover dare il nome a Gesù, e così iscriverlo nella genealogia di Davide, come era predetto dalle Scritture.
Maria è la madre di Gesù, dono dello Spirito Santo. Giuseppe è colui che gli dà un posto sulla terra, lo inserisce nella discendenza davidica; per mezzo suo, Gesù sarà il realizzatore delle promesse e salverà il proprio popolo dai peccati.
Da questa rivelazione, Giuseppe capisce la missione del Figlio di Maria e sa dunque che Gesù è il Salvatore promesso ad Israele. Egli si comporterà non solo come sposo di Maria, ma come membro della casa di Davide, detentore delle promesse.
Matteo non dà molto spazio alla nascita di Gesù. Per lui è importante dire alla gente che Gesù è il re dei Giudei, che gli astrologi pagani, forestieri, ne scoprono la nascita, e poi ricordare la storia di Mosè, il legislatore d'Israele, scampato dal massacro dei figli maschi d'Israele in terra d'Egitto. I rappresentanti dei popoli del mondo, i Magi, racconteranno la nascita del re d'Israele, cosi Matteo mette il suo popolo al centro della storia.
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La maternità di Maria sconvolge i piani di Giuseppe. Egli è angosciato, non riesce a capire, cerca una spiegazione. E' in lotta tra i propri diritti e l'affetto per Maria. Non è facile per lui prendere una decisione. Ma è aiutato da una luce del cielo.
Dopo che l'angelo gli ha parlato, Giuseppe ha proceduto " per aliam viam". La legge, nella sua situazione , gli suggeriva il divorzio.
Al tempo di Giuseppe e di Maria, in Oriente, spesso il matrimonio era combinato dai genitori quando i figli erano ancora bambini. Raggiunta l'età matura si fidanzavano, e veniva concesso un anno per prepararsi al matrimonio (potevano anche non accettare il fidanzamento e dunque rimanere liberi). Da quel momento, per legge, erano marito e moglie, pur non avendo ancora, per un anno, il diritto di convivere.
Se durante quell'anno decidevano di non sposarsi, dovevano fare il processo di divorzio, con le necessarie motivazioni, accuse, decisioni in tribunale, ecc.
Per diritto, Giuseppe poteva chiedere il divorzio, portare Maria in tribunale e accusarla perchè trovata incinta.
Questa scoperta è descritta con un linguaggio rivelatore. Lo Spirito ha agito, e dunque il concepimento è avvenuto "non da sangue, nè da volere di c arne, nè da volere di uomo" (Gv 1,13), ma il "Verbo" è stato "generato" da Dio.
Verso Betlemme di Luc Van Looy
Gruppo "Alla-scuola-di-Maria" di Google Gruppi. http://groups.google.it/group/Alla-scuola-di-Maria"Gruppo cattolico mariano" "Siate mani gioiosamente tese verso i fratelli..."
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Gesù è nato veramente da una donna vergine?
Gesù è nato veramente da una donna vergine?
La nascita verginale di Gesù Cristo è un avvenimento che ha lasciato perplesse molte persone. La Bibbia afferma che Dio aveva deciso che Suo Figlio sarebbe entrato nel mondo in modo miracoloso. Settecento anni prima della nascita di Cristo, il profeta Isaia scriveva: «Perciò, il Signore stesso vi darà un segno: Ecco la Vergine concepirà, e partorirà un Figliuolo; e tu chiamerai il suo nome Emanuele» (Isaia 7:14 versione Diodati e CEI).
L'adempimento della profezia di Isaia è riportato nel Nuovo Testamento: «Quando Elisabetta fu al sesto mese, Dio mandò l'angelo Gabriele a Nazareth, un villaggio della Galilea, a Maria, una vergine fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide.
«Non temere Maria!» le disse l'angelo, «perché tu hai trovato il favore di Dio! Fra poco sarai incinta e avrai un figlio maschio; lo chiamerai Gesù.» Maria allora chiese all'angelo: «Ma come posso avere un bambino? Sono vergine!» L'angelo rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la forza di Dio ti coprirà con la sua ombra, perciò il bambino che nascerà sarà chiamato: Figlio di Dio, perché nulla è impossibile a Dio!» (Luca 1:26-37).
La nascita verginale è riferita dalla Bibbia come fatto storico. Gli autori che riportano il racconto sono Matteo, testimone oculare dei fatti relativi alla vita di Gesù, ed il medico Luca, che presenta alcuni aspetti della vita di Cristo dal punto di vista di Maria, Sua madre.
Sia in Matteo che in Luca i brani sono autentici. Non esiste assolutamente alcuna prova che siano stati aggiunti in momenti successivi: infatti, la dottrina secondo cui Gesù nacque da una vergine è stata creduta dalla Chiesa sin dalla sua origine. Ignazio, vissuto all'inizio del secondo secolo, scriveva agli Efesini: «...poiché il nostro Dio, Gesù Cristo, fu concepito nel grembo di Maria, secondo il decreto divino, dal seme di Davide, ma anche dello Spirito Santo.»
Vi sono diverse ragioni per cui era necessario che Gesù nascesse da una vergine. La Bibbia insegna che la Parola che si è fatta carne era con Dio sin dal principio (Giovanni 1:1). Il fatto che Cristo esistesse già prima della Sua incarnazione è attestato più volte nel Nuovo Testamento (Giovanni 8:58, Filippesi 2:5-11, Colossesi 1:15-16).
Quando Gesù venne al mondo, la sua vita non era appena agli inizi, così come le nostre, ma era quella dell'eterno Figliuolo di Dio. Venire al mondo dalla vergine Maria attesta un intervento divino ed è proprio quello che i Vangeli riportano e dimostrano. Un'altra delle ragioni per cui era necessario che Gesù nascesse da una vergine è data dalla Sua natura priva di peccato. Uno degli insegnamenti fondamentali del Nuovo Testamento è che Gesù, dal momento della nascita a quello della morte, non peccò mai. Per essere un sacrificio perfetto, Egli stesso doveva essere perfetto, senza peccato. Per non essere già contaminato dal peccato al momento della nascita, era necessaria una miracolosa entrata nel mondo.
Molti trovano difficile credere che Gesù nacque da una vergine, proprio perché si tratta di un miracolo. La Scrittura, infatti, non lo tratta come un avvenimento ordinario, ma come un atto sovrannaturale di Dio. Il miracolo della nascita da una vergine non dovrebbe porre problemi a chi accetta gli altri miracoli riportati nella Bibbia. I Vangeli illustrano chiaramente che Maria e Giuseppe non ebbero rapporti matrimoniali prima della nascita di Gesù: «...e non ebbe con lei rapporti matrimoniali, finché non ebbe partorito il figlio che Giuseppe chiamò Gesù.» (Matteo 1:25).
La nascita di Cristo da una vergine non è semplicemente un fatto storico, ma anche un indispensabile atto divino per la salvezza dell'umanità.
http://www.incontraregesu.it/risposte/vergine.htm
La nascita verginale di Gesù Cristo è un avvenimento che ha lasciato perplesse molte persone. La Bibbia afferma che Dio aveva deciso che Suo Figlio sarebbe entrato nel mondo in modo miracoloso. Settecento anni prima della nascita di Cristo, il profeta Isaia scriveva: «Perciò, il Signore stesso vi darà un segno: Ecco la Vergine concepirà, e partorirà un Figliuolo; e tu chiamerai il suo nome Emanuele» (Isaia 7:14 versione Diodati e CEI).
L'adempimento della profezia di Isaia è riportato nel Nuovo Testamento: «Quando Elisabetta fu al sesto mese, Dio mandò l'angelo Gabriele a Nazareth, un villaggio della Galilea, a Maria, una vergine fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide.
«Non temere Maria!» le disse l'angelo, «perché tu hai trovato il favore di Dio! Fra poco sarai incinta e avrai un figlio maschio; lo chiamerai Gesù.» Maria allora chiese all'angelo: «Ma come posso avere un bambino? Sono vergine!» L'angelo rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la forza di Dio ti coprirà con la sua ombra, perciò il bambino che nascerà sarà chiamato: Figlio di Dio, perché nulla è impossibile a Dio!» (Luca 1:26-37).
La nascita verginale è riferita dalla Bibbia come fatto storico. Gli autori che riportano il racconto sono Matteo, testimone oculare dei fatti relativi alla vita di Gesù, ed il medico Luca, che presenta alcuni aspetti della vita di Cristo dal punto di vista di Maria, Sua madre.
Sia in Matteo che in Luca i brani sono autentici. Non esiste assolutamente alcuna prova che siano stati aggiunti in momenti successivi: infatti, la dottrina secondo cui Gesù nacque da una vergine è stata creduta dalla Chiesa sin dalla sua origine. Ignazio, vissuto all'inizio del secondo secolo, scriveva agli Efesini: «...poiché il nostro Dio, Gesù Cristo, fu concepito nel grembo di Maria, secondo il decreto divino, dal seme di Davide, ma anche dello Spirito Santo.»
Vi sono diverse ragioni per cui era necessario che Gesù nascesse da una vergine. La Bibbia insegna che la Parola che si è fatta carne era con Dio sin dal principio (Giovanni 1:1). Il fatto che Cristo esistesse già prima della Sua incarnazione è attestato più volte nel Nuovo Testamento (Giovanni 8:58, Filippesi 2:5-11, Colossesi 1:15-16).
Quando Gesù venne al mondo, la sua vita non era appena agli inizi, così come le nostre, ma era quella dell'eterno Figliuolo di Dio. Venire al mondo dalla vergine Maria attesta un intervento divino ed è proprio quello che i Vangeli riportano e dimostrano. Un'altra delle ragioni per cui era necessario che Gesù nascesse da una vergine è data dalla Sua natura priva di peccato. Uno degli insegnamenti fondamentali del Nuovo Testamento è che Gesù, dal momento della nascita a quello della morte, non peccò mai. Per essere un sacrificio perfetto, Egli stesso doveva essere perfetto, senza peccato. Per non essere già contaminato dal peccato al momento della nascita, era necessaria una miracolosa entrata nel mondo.
Molti trovano difficile credere che Gesù nacque da una vergine, proprio perché si tratta di un miracolo. La Scrittura, infatti, non lo tratta come un avvenimento ordinario, ma come un atto sovrannaturale di Dio. Il miracolo della nascita da una vergine non dovrebbe porre problemi a chi accetta gli altri miracoli riportati nella Bibbia. I Vangeli illustrano chiaramente che Maria e Giuseppe non ebbero rapporti matrimoniali prima della nascita di Gesù: «...e non ebbe con lei rapporti matrimoniali, finché non ebbe partorito il figlio che Giuseppe chiamò Gesù.» (Matteo 1:25).
La nascita di Cristo da una vergine non è semplicemente un fatto storico, ma anche un indispensabile atto divino per la salvezza dell'umanità.
http://www.incontraregesu.it/risposte/vergine.htm
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