ARTICOLI SULLA RELIGIONE CRISTIANA

sabato 24 luglio 2010

Cristo morì sulla croce o su un palo?


Cristo morì sulla croce o su un palo?
di Filippo Chinnici - tratto da www.adivasto.it



I Testimoni di Geova affermano che Gesú Cristo non è morto in croce, ma bensí su un palo di tortura. Inoltre tutte le volte che ricorre la parola "croce", la loro Bibbia traduce "palo di tortura". Come stanno veramente le cose?


Prima di entrare nel vivo della questione è importante specificare che ciò che veramente è importante, non è se lo strumento di supplizio utilizzato per fare morire il Signore Gesú sia stata la croce oppure il palo, quanto piuttosto il fatto che Egli sia morto per riconciliarci a Dio (Ro 5:11) e purificarci da ogni peccato (1 Gv 1:7).

Per la stessa ragione la croce non è per noi un oggetto da adorare, tant’è vero che né le nostre case, né i nostri locali di culto, contengono croci. Tuttavia, per amore della verità, bisogna anche affermare che Cristo è morto in croce! Una verità verso cui i nemici di Dio sempre si sono schierati contro: dai filosofi greci del tempo apostolico fino agli atei e miscredenti dei tempi moderni (cfr. 1 Co 1:17-23; Fl 3:17-18).


L’aspetto lessicale

Il testo originale greco del Nuovo Testamento circa lo strumento di morte su cui Gesú offrí la propria vita, usa abitualmente stauròs e cinque volte xylon.

«Stauròs» significa: palo, palizzata, strumento di pena croce;
«Xylon» significa: legno legname per navi, pezzo di legno, tronco, trave, palo, bastone, clava, randello, collare di legno, asse o trave, la croce, tavolo o banco di cambia valute, pianta, albero;

Vista la complessità di significato dei termini, le opere enciclopediche riportano per ogni significato la fonte [p.es.: xylon = legno (Omero), legname per navi (Tucidide), bastone, randello (Aristofane) ... la Croce (NT)] per cui, come ogni giovane studente di liceo sa, si prende il significato che si addice al contesto che interessa. Per esempio, se sta traducendo un’opera di Omero ne prende uno, se un’opera di Aristofane un altro e cosí via. Questo perché ogni lingua è sempre in evoluzione. Per esempio la parola «piombo» indicava fino ad una certa epoca soltanto il metallo che conosciamo e di cui si occupa la chimica. Ma la stessa parola cominciò a significare quello stesso metallo adattato a strumento di morte, ossia una pallottola, talché la frase: «Tizio è caduto sotto il piombo» oggi ha un significato diverso da una volta. La pallottola è piombo adattato, ossia con una forma propria capace di ferire e uccidere. Dopo l’invenzione dell’arma da fuoco, la stessa parola «piombo» cominciò a significare anche un piombo non generico. Per cui dalla sola parola «piombo» non è possibile determinare di che forma o di che calibro sia la pallottola, ma bisogna fare altri studi, ricorrere ad altre fonti e testimonianze.

Ora, prima che la croce venisse inventata come strumento di supplizio, i termini greci anzidetti avevano anche il significato di «palo» (presso Omero, cioè V sec. a.C.), ma quando i popoli (persiani, greci, cartaginesi, romani), cominciarono ad usare la croce come supplizio di morte per i condannati, gli stessi termini assunsero anche il significato di «croce». D’altra parte, se non si tiene conto di questi elementari accorgimenti viene da domandarsi come mai i TdG (Testimoni di Geova) non abbiano scelto come strumento di morte per Gesú il «collare di legno» oppure il «tavolo», altre varianti dei termini in questione. Per queste ragioni quando nella loro «Bibbia» i capi dei TdG traducono «palo di tortura» piuttosto che «croce», come fanno tutte le Bibbie in tutte le lingue, essi stanno sbagliando, poiché è accertato, come i Dizionari riportano, che ai tempi del Nuovo Testamento i termini anzidetti avevano già assunto il significato di «croce».

Inoltre, bisogna dire che se gli scrittori ispirati del N.T. avessero voluto riferirsi inequivocabilmente ad un «palo di tortura» come sostengono i TdG, avrebbero piú agevolmente usato la parola «skòlops» (almeno una volta) che significa proprio «palo» (2 Co 12:7; LXX Nu 23:55; Ez 28:24). Gli stessi dirigenti TdG ammettono ciò scrivendo nella nota in calce a 2 Co 12:7 della loro "Bibbia": «Un palo appuntito».



L’aspetto biblico

Per essere originali ad ogni costo i dirigenti dei TdG rappresentano Gesú messo su un «palo di tortura» con le mani sopra la testa trafitte da un solo chiodo (si veda p.es. il volumetto "La conoscenza che conduce alla vite eterna", ed. Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Roma 1995, pag. 67).

Ora, non bisogna essere dei grandi teologi per accorgersi dell’evidente discrepanza con la Parola di Dio. Il Vangelo di Giovanni ci narra l’episodio in cui Gesú Cristo risorto appare ai discepoli. Quando la cosa, in seguito, verrà riferita a Tommaso, che non era stato presente, questi dice: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò» (Gv 20:25).

Il testo parla di chiodi, in greco tòn éIon, al plurale, e non «del chiodo» come avrebbe dovuto esprimersi Tommaso se il Maestro fosse stato appeso al palo con le mani sovrapposte. Per cui i dirigenti dei TdG cercano di ingannare. La contraddizione è facilmente risolvibile se Cristo è morto su una croce a doppio braccio ricevendo un chiodo per ogni mano.

Un’altra indicazione la riceviamo dal titulus, ossia il cartello con la causa della pena scritta sopra che nella rappresentazione geovista è posta sopra le mani di Cristo, mentre la Bibbia afferma che essa Gli fu posta sopra la testa e non sopra le mani: «Al di sopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: Questo è Gesú, il re dei Giudei» (Mt 27:37).

Non è questa un’altra contraddizione? Non è questa un’altra prova della volontaria fraudolenza dei dirigenti dei TdG? In realtà il Signore Gesú morí su una croce con le braccia aperte a forma di uccello e le sue mani furono inchiodate separatamente - con un chiodo per ogni mano - e la citata scritta è stata posta sopra il Suo capo.


L'aspetto archeologico

Prima di Costantino i cristiani ebbero una vita difficile e migliaia furono i martiri che preferirono farsi uccidere piuttosto che rinnegare Cristo. Accuse e persecuzioni gli vennero mosse sia da ebrei che da pagani, in quanto gli ebrei aborrivano un Messia crocifisso, mentre per i pagani la croce era un segno malfamato perché strumento di morte degli schiavi. Per questa ragione Paolo scrive: Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio (1 Co 1:23-24).

L'archeologia conferma questi fatti con un numero elevato di prove, che non tratteremo per evitare di rendere eccessivamente prolisso questo studio. Basti ricordare il graffito del Palatino (risalente al II sec. d.C.), o la croce di Ercolano, che la quasi totalità dei piú insigni archeologi ha riconosciuto essere la raffigurazione della una croce cristiana (questa spiegazione è suffragata dal fatto che molto probabilmente a Ercolano, prima del 79 d.C., e quindi a meno di 40 anni dalla morte di Cristo, vi era un nucleo di credenti che si riunivano in casa - cfr. Ro 16:5; infatti, l’apostolo Paolo pochi anni prima della grande eruzione vesuviana era passato proprio da Pozzuoli dove fu accolto da fratelli nella fede - At 28:13,14. Ed Ercolano dista solo pochi chilometri da Pozzuoli).

Per cui possiamo asserire che sin dal tempi piú antichi la Croce era conosciuta dai cristiani, prima dell’epoca di Costantino, non quella di Tammuz, né un palo, ma una croce a doppio braccio su cui Cristo è stato immolato per la salvezza di tutti coloro che pongono la propria fede in Lui.


Conclusione

In conclusione possiamo rispondere alla domanda posta, dicendo che non è vero che il Signore Gesú Cristo è morto su un «palo di tortura», ma Egli è certamente morto su una «croce». Resta comunque chiaro il fatto che questo non ci autorizza a fare della croce un’immagine di adorazione. Se poi la forma del supplizio su cui è morto Gesú è simile ad un oggetto di adorazione pagana, questo non dovrebbe turbarci, dal momento che altri popoli pagani adorano anche dei semplici «pali» (vedi per esempio: culto di Baal, l’idolo di Astarte o «palo sacro» - cfr. Deut. 7:5; Gd 3:7; 6:25; 2 Rom 13:6).

Comunque, Cristo è morto per la nostra salvezza, poiché Il sangue di Gesú Cristo ci purifica da OGNI peccato (1 Gv 1:7).



http://camcris.altervista.org/tdgpalo.html

Condannato alla croce o al palo?


Condannato alla croce o al palo?
22/04/2009 17:03 - staff
Ultimamente ho discusso sulla crocifissione e sulla Croce di Cristo con un testimone di Geova (è notorio che essi non credono alla condanna a morte di Gesù in croce, ma su un palo e con le mani inchiodate sopra la testa). Con l’aiuto della Scrittura, che deve sempre accompagnare un genuino seguace di Gesù, e con un po’ di pratica e logica, cercheremo di capire come sia stato messo a morte il Signore.



Tutti e quattro gli Evangelisti parlano della crocifissione e morte di Cristo. Proviamo a seguire con il loro aiuto, questa vicenda.



I Vangeli menzionano Gesù che uscito dal Pretorio, porta la sua croce, camminando in mezzo a molta folla che lo seguiva, e nella quale c’erano tante donne che piangevano (Lc 23:27), aiutato da un certo Simone di Cirene che ad un certo punto lo sostituisce nel trasportare il legno. Sappiamo che la notte precedente Gesù l’ha passata "in bianco", ma non solo: è stato schernito (Mt. 27:31 e paralleli), picchiato (Mt. 27:30 e paralleli), flagellato (Mt. 27:26 e paralleli), non penso perciò che la mattina successiva fosse nelle migliori condizioni fisiche per affrontare ulteriori "stress". Detto questo, consideriamo ora il "palo" del testimoni di Geova, se la loro teoria fosse giusta, si sarebbero dovute verificare certe condizioni.



Quanto poteva essere lungo un "palo di tortura"? Secondo semplici calcoli che chiunque può fare, si arriva a oltre quattro metri e mezzo, considerando:



1. la lunghezza di una persona, le braccia e mani posizionate sopra la testa,


2. la scritta che era in tre lingue (e doveva essere scritta in caratteri grandi per essere letta facilmente dalle persone che passavano),


3. il fatto che un palo del genere doveva essere conficcato per un metro circa nel terreno, per evitare cedimenti e per sopportare il peso di una persona posta in alto e che, almeno all’inizio, si dimenava sensibilmente.



Si consideri inoltre che la canna con la quale gli fu offerto l’aceto, poteva essere lunga almeno un metro (Mc. 15:36 - cfr. Mt. 27:48) per arrivare alla bocca di Cristo, (la mano alzata di un uomo si trova a circa due metri di altezza, se sommiamo il metro di canna arriviamo a circa tre metri, che è una misura plausibile per l’altezza della testa della persona crocifissa.



Per rendere visivamente l’idea di un tale palo dobbiamo pensare a quelle case vecchie che hanno le travi a vista nei soffitti, o alle travi del solaio delle moderne mansarde negli appartamenti. Quanto poteva pesare un palo del genere, supponendo che sia stato usato il cipresso o il cedro per la croce? Da semplici calcoli si arriva a oltre 120 chili. Immaginiamo di mettere sulle spalle di Simone e prima di Gesù un peso di 120 kg., praticamente è come se mettessimo sopra le loro spalle due persone di normale-leggera corporatura.



Il testimone di Geova a questo punto, rendendosi conto dell’assurdità di quello che affermava, mi disse che il palo veniva trascinato e non portato sulle spalle, ma credo che Mt. 27:32 – Mc. 15:21 – Lc. 23:26 spieghino abbastanza chiaramente che veniva portato a spalla e non trascinato. Non vedo comunque la realisticità nel trascinare un palo di oltre 120 kg e della lunghezza di oltre 4 metri e mezzo per i vicoli stretti di Gerusalemme e per diverse centinaia di metri. C’era poi il fatto che, per ogni palo che veniva portato dal condannato sul Golgota, i romani dovevano poi toglierlo dal terreno e riportarlo nel pretorio e rifare la stessa strada ogni volta. Vi sembra logico tutto questo? Ogni volta fare un buco nel terreno roccioso della collina, ogni volta chiudere il buco e poi rifarlo di nuovo. E’ tanto più semplice fare un bel buco e piantare un palo una volta per sempre potendolo così usare per tantissime volte ! A questo palo ben piantato nel terreno chiamato "stipes crucis", veniva tirato su il "patibulum" che era un legno posto in maniera trasversale di un paio di metri di larghezza sul quale venivano inchiodati i polsi.



Secondo i testimoni di Geova le mani venivano inchiodate una sopra l’altra nel palo verticale, ed i chiodi venivano messi all’altezza dei polsi perché in quella posizione le ossa danno una certa resistenza e potevano sostenere il peso della persona. Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Tommaso chiese di mettere il dito nei fori dei chiodi – dunque almeno due - (Gv. 20:25), ma nessun romano di buon senso avrebbe messo due chiodi nello stesso punto perché un chiodo romano, molto grande, già da solo poteva sostenere il peso di un corpo e poi perché piantando due chiodi nello stesso punto il foro, allargandosi, non avrebbe più dato garanzia di sopportare il peso dal momento che la presa dei chiodi nel legno si sarebbe allentata. Ma non basta: i romani, dopo aver fatto il buco nel terreno per il palo, nel caso questo rimanesse aperto, dovevano rimettervi mano la volta successiva, perché a causa delle piogge o del vento il foro si richiudeva più o meno interamente. Qualunque persona che lavora la terra, sa che un buco non si può usare più volte, perché il terreno ogni volta non ha più la consistenza della precedente.



Altra considerazione è dettata dalla domanda che ci si può porre; ma quante crocifissioni si potevano fare e di conseguenza quanti chiodi si potevano piantare in quel palo prima che fosse reso inservibile dai troppi buchi (due per volta all’altezza dei polsi)? Forse sei, otto volte, poi si doveva o accorciare il palo, ma così lo si rendeva inservibile a meno che non si crocifiggessero nani, oppure bisognava andare a segare un altro albero, con i mezzi di quella volta naturalmente. Non era più semplice gettare il "patibulum", che era un legno molto più facile da reperire essendo più piccolo e più corto?



Volevo anche far notare che viene specificato chiaramente in Mt 27:37 e Lc 23:38 dove fu posta la tavoletta con la scritta trilingue; se Gesù fosse stato crocifisso come dicono i TdG, sarebbe stato piu' logico in quei due passi che ho citato, scrivere: "sopra le mani" piuttosto che "sopra la testa" come effettivamente fu scritto.



Perchè abbiamo fatto questi conti e considerazioni? Per dimostrare che era impossibile che i condannati si portassero dietro il palo della croce, perché lo sforzo era inumano anche per una persona nel pieno delle forze.



I TdG prendono forza per le loro argomentazioni citando il passo di Atti 5:30 "… che voi uccideste appendendolo al legno", ma una semplice ricerca, per chi ha la interlineare con il greco, dimostra che la stessa parola "xulon" (legno) viene usata anche in Mt. 26:47 "… e con lui una grande turba con spade e bastoni" . Che dire, allora, che Cristo fu appeso ad un bastone? E per chi non sia ancora convinto posso citare il passo di Atti 16:24 dove la stessa parola greca è stata tradotta con "ceppo". Qualsiasi dizionario Greco-Italiano, dal Gemoll al Rocci, dà diversi significati per la parola "xulon": pianta, bastone, verga, stecca per reggere un arto rotto, ceppo, tavola, primo posto, sedile, vascello, cucchiaio di legno.



A mio avviso solamente il buon senso può aiutare questo testimone di Geova, come tutti i suoi compagni di fede, che penso abbiano messo in dubbio un evento indiscutibile come quello della morte di Cristo sulla croce solo per differenziarsi dal mondo cattolico (ma anche cristiano in generale). Questo è l'errore che possono commettere tutti coloro che credono in una certa dottrina solo per mettersi in contrasto con altre realtà realtà religiose, piuttosto che verificarne onestamente la fondatezza. Chi ama la verità, invece, è sì in grado di contestare le inesattezze delle dottrine degli altri gruppi religiosi, ma sa anche riconoscerne le cose giuste, quelle che sono in armonia con la Sacra Scrittura.

http://www.chiesadicristoudine.it/articles_14_Condannato-alla-croce-o-al-palo.html

http://www.chiesadicristoudine.it/articles_14_Condannato-alla-croce-o-al-palo.html

Fu una croce o un palo?


Articoli - Arte e Fede

Fu una croce o un palo?
Il supplizio della crocifissione dai popoli semiti ad oggi
Testimonianze archeologiche ed artistiche
Corriere di Saluzzo - 22 febbraio 2002 - articolo a cura di Mirella LOVISOLO

Nella catacomba di Domitilla a Roma, una lastra funeraria del III secolo mostra l’immagine graffita di un’ancora la cui forma, appena accennata, si definisce meglio nella configurazione della croce. L’ancora cruciforme, che si è diffusa tra II e III secolo, è un simbolo che non ha riscontro in altre civiltà ed è perciò da considerarsi un’invenzione del cristianesimo. Il Wilpert afferma che ne esistono almeno 200 esemplari nelle regioni cimiteriali. Paolo agli Eb. 6,18-19 parla dell’àncora sicura e salda della speranza in Cristo. Giustino verso il 150 dirà: "La nostra speranza è appesa a Cristo crocifisso".
Ancora-croce-Catacomba Domitilla


Ancora-croce con pesciolini Catacomba di Domitilla


Il supplizio della crocifissione che era praticato in Persia e tra i popoli semiti prima di Cristo, venne assunto dai Romani come terrificante pena capitale per gli schiavi ribelli e usato sino al sec. IV quando Teodosio il Grande lo soppresse. Purtroppo non scomparve del tutto se in molte parti del mondo molti cristiani ebbero ancora a subirla e, a detta dei missionari, resta oggi ancora in taluni paesi, come il Sudan.


La Croce, simbolo della redenzione di Cristo, è "segno" che per il cristiano rappresenta e sintetizza la fede, ma è anche "segno di contraddizione" per molti che, come abbiamo già visto, vorrebbero toglierla dalle scuole e dagli ospedali.


Vi sono poi altri che, passando di casa in casa, vanno diffondendo - tra altre inesattezze - la strana affermazione che Cristo non sia morto su una struttura cruciforme, ma su un semplice palo. La teoria, che vorrebbe incrinare la fiducia nella lettura cristiana dei Vangeli e nella Chiesa, risale solo al 1928 ed è in contrasto con tutte le più antiche testimonianze letterarie e archeologiche che invece parlano di "croce".


Proviene da ambiti i religiosi che non sono cristiani (anche se pretendono di essere tali) che definiscono "idolatria satanica" la fede e la venerazione della Croce, giustificando la loro affermazione con il richiamo alle prescrizioni del Deuteronomio (21,22-23) circa l’uso di appendere ad un albero il cadavere di un condannato, come monito per tutti. Nell’Antico Testamento però, non venne mai appeso al palo un uomo vivo, perché la cosa era giudicata abominio dagli ebrei; anche per questo Pilato non l’avrebbe mai fatto.


I romani invece usavano lo strumento della croce (immissa o capitata : † o quella commissa :T). di cui già parlano Plauto, antico scrittore romano nella "Mostellaria" v.56, Plutarco in "An vitiositas ad infelicitatem sufficiciat" 499 D) Luciano di Samosata ne "Il giudizio delle vocali cap.12) e altri ancora. La condanna di Gesù venne eseguita dalle guardie del governatore che applicarono la procedura romana, come Gesù aveva profetizzato: "Il Figlio dell’Uomo sarà consegnato ai pagani perché sia schernito flagellato, crocifisso" (Mt.20,18-19).


Netta era la distinzione tra i due tipi di condanne a morte in uso, tra le altre, a Roma: al palo con flagellazione e decapitazione, alla croce, dove le braccia aperte erano inchiodate ad una trave orizzontale poi issata su quella verticale. Anche gli autori classici, che parlano ampiamente dei supplizi romani, distinguono tra condanna al "palo" (ad palum alligare= legare al palo) e condanna alla "crocifissione" ( "tollere= innalzare).


E’ esattamente il verbo "innalzare" che usa Gesù profetizzando la sua passione: "Quando avrete innalzato il Figlio dell’Uomo saprete che Io Sono"(Gv.8,28). "Innalzare" è sinonimo di crocifiggere.


Come è possibile dunque sostenere la tesi del palo?


Il principale motivo di contestazione della croce è il termine greco "stauros" con cui essa veniva designata. Stauros indica una molteplicità di oggetti di legno, tra questi anche la croce nel Nuovo testamento (crf. Vocabolario greco-italiano L. Rocci e il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell H.G-Scott R. Le Monnier 1975, p.1183).


La parola dunque che ha diverse accezioni nella lingua greca, nel Nuovo Testamento ha l’accezione di "croce". Altro termine usato è "xýlon " che significa "legno" termine col quale nel Nuovo Testamento (At.5,30 e 10,39) si intende la Croce ( Liddell H.G. –Scott op.cit. pag. 875) . La parola "xýlon " legno, era genericamente usata in riferimento al materiale di cui era fatto il trave trasversale detto "patibulum" portato dal condannato per esservi inchiodato e poi issato ("innalzato") sul palo verticale già preparato sul luogo del supplizio. "Gesù uscì portando la croce" dice Giovanni (19,17). Come avrebbe potuto un uomo massacrato dalla flagellazione portare fin sul Calvario un palo dal peso di un quintale e più?


Le stesse traduzioni in latino del nuovo Testamento risalenti al 180, traducono sempre la parola "stauros" con crux (croce) ", mai con "palus" (palo).


Numerosissime sono le testimonianze.


Innanzi tutto le profezie di Gesù( Mt. 20,18-19 – Gv.8,28) "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’Uomo" (Gv. 3,14). Paolo parla simbolicamente della croce a 4 braccia, non di un palo quando dice " …siate in grado di comprendere quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza"(Ef.3,17).


Numerosi sono i documenti letterari del secondo secolo. L’Epistola di Barnaba, redatta tra il 96 e il 130, parla della forma a T (tau) della croce,nel 135 Giustino descrive con precisione la croce del Golgota: la ricorda come una trave piantata in terra e intersecata da un’altra all’altezza delle spalle, il "patibulum". Nel sec. III Ippolito paragona la croce all’albero della nave intersecato dalla trasversale della vela, una immagine che diventerà un simbolo frequentemente usato per indicare la Croce di Cristo nell’arte catacombale.
Nave-croce Catacomba sulla Via Anapo


Tertulliano nel 197 parla del trofeo di Cristo (il trofeo simbolo di vittoria era composto da due aste incrociate) e dice che i cristiani, i quali pregano a braccia aperte (orante), compiono lo stesso gesto di Gesù sul patibolo.L’immagine dell’Orante, che esprime la Crocifissione, è tra i simboli più frequenti nelle arti catacombali.Chi contesta la croce afferma che essa sarebbe un "inquinamento pagano apparso solo nel III o IV secolo", ma lo stesso Eusebio, che ben conosceva la differenza tra "palo" e "croce", si sarebbe certamente premurato di spiegare il carattere insolito di una croce rappresentata da un solo palo verticale!


Stupende sono le testimonianze archeologiche ed artistiche. Il "segno della Croce" di cui parla Tertulliano si trova nelle epigrafi tombali come ad es. in quella di Victoria in quella di Rufina Irene del III sec. in S.Callisto e nella Stele di Licina Amias. Museo Nazionale Roma. La croce veniva poi come abbiamo detto dissimulata nella ancora e T inserita nei nomi delle epigrafi: DIONTUSIOU (Dionisio).


I cristiani prima di Costantino, per evitare profanazioni, non rappresentavano in modo esplicito la croce, il supplizio degli schiavi con la quale "Cristo umiliò se stesso facendosi obbediente sino alla morte e alla morte di croce" (Fil.2,8). Sul Palatino infatti è stato scoperto un graffito della fine del II secolo: un uomo adora un crocifisso con la testa d’asino, sotto un’iscrizione dice : Alessandro adora il suo Dio.


Un importante documento viene ancora a provare la venerazione dei cristiani per la Croce nell’intimo della vita domestica. Nel 1937 è stata scoperta ad Ercolano l’impronta di una croce inclusa in un pannello di stucco. Una forma che richiama la lettera T, con una sporgenza che, nel tratto verticale al di sopra di quello orizzontale, rende visibile l’immagine che l’ha ispirata. Non è posteriore al 79, anno dell’eruzione del Vesuvio, ma può risalire anche alla predicazione di Paolo ("predichiamo Cristo e questi crocifisso") che al suo arrivo nel 61, si è fermato Pozzuoli vicino a Pompei. Qui è stato scoperto e decifrato un altro reperto, il "quadrato magico"; gli studiosi Grosser e Agrell scoprirono nelle cinque parole di cui è costituita il quadrato, un’altra disposizione che indicava nascostamente la Croce e la preghiera del Pater.


Le prime espressioni figurative della Crocifissione sono del IV secolo e vengono a confermare la fede precedentemente espressa nei simboli: il rilievo che si trova sulla porta di S.Sabina a Roma, dove appare chiaramente il Cristo e gli altri due crocifissi, appesi con le braccia allargate e la scatola in avorio del Britisch Museum di Londra. In entrambe il Cristo veste il piccolissimo perizoma.
Crocifissione – Porta di S.Sabina sec IV


Nelle raffigurazioni catacombali, è il nimbo crociato (aureola con la croce) che rende riconoscibile la figura di Cristo.


Dal IV secolo in poi l’elemento figurativo che presenta il sacrificio di Cristo è sempre quello del Crocifisso. Così nel Codice di Rabbula del 586 (Firenze, Laurenziana) e nella croce di S.Maria Antigua Roma (sec.VII) dove il Cristo in croce veste il colobium all’ orientale.


Nell’arte dei secoli successivi la raffigurazione della Croce è una costante che non lascia spazio alle questioni teoriche.


All’accusa di inganno fatta alla Chiesa, risponde la profezia di Gesù: "Grideranno anche le pietre".


Mirella LOVISOLO


Bibliografia:

Carlo Aimar: La croce di Cristo - promanuscripto.

L.Minuti : I Testimoni di Geova non hanno la Bibbia. Coletti a S.Pietro,Roma 1997.

V.Messori: Patì sotto Ponzio Pilato? – Ed.Sei.

T.Testini – Le catacombe e gli antichi cimiteri cristiani a Roma, Cappelli Archeologia cristiana, Roma .

H.Leclerq – Dictionnaire d’archeologie chrétienne, Paris 1914.

Jan ven Laarhoven – Storia dell’arte cristiana – B.Mondadori 1999.

M. Guarducci - Misteri dell’alfabeto.Enigmistica degli antichi Cristiani, Rusconi 1993.

R.Farioli – Elementi di iconografia cristiana - Ed.Patron Bologna.

B.Bagatti – L’archeologia cristiana in Palestina – Ed Sansoni.

C.Ruggeri – Stenografie dell’anima – Piemme 1991.

http://www.saluzzo.chiesacattolica.it/gris/articoli/arte_fede/croce_palo1.html

IL GIUDIZIO UNIVERSALE


IL GIUDIZIO UNIVERSALE



A cura di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti

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Alla fine dei tempi, Gesù tornerà sulla terra pieno di gloria e potenza:

ATTI: 1, 11

[11] "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,
tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".

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Il ritorno di Gesù averrà solo alla fine dei tempi, accompagnato da fenomeni terrificanti e catastrofici:


MATTEO: 24, 29-31

[29] Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

[30] Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra,
e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

[31] Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.



MARCO: 13, 24-27

[24] In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore

[25] e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

[26] Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

[27] Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.



LUCA: 21, 25-28

[25] Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

[26] mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

[27] Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

[28] Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina".

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Gesù giudicherà tutti gli uomini:

GIOVANNI: 5, 22-29


[22] il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,

[23] perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

[24] In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato,
ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

[25] In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio,
e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.

[26] Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;

[27] e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.

[28] Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

[29] quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.



MATTEO: 25, 31-33

[31] Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.

[32] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,

[33] e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

MATTEO: 13, 40-43

[40] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

[41] Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità

[42] e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.

[43] Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!

MATTEO: 16, 26-27

[26] Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?

[27] Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.


MATTEO: 7, 21-23

[21] Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
[22] Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome
e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?

[23] Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.

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Risorgeranno tutti gli uomini del passato :

MATTEO: 12, 41-42

[41] Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicare questa generazione e la condanneranno,
perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco, ora qui c'è più di Giona!

[42] La regina del sud si leverà a giudicare questa generazione e la condannerà,
perché essa venne dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco, ora qui c'è più di Salomone!

MATTEO: 11, 20-24

[20] Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite:

[21] "Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere.

[22] Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.

[23] E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!

[24] Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!".


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Gli eletti provengono di tutto il mondo:

LUCA: 13, 22-30


[22] Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.

[23] Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". Rispose:

[24] "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

[25] Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo:
Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.

[26] Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze.

[27] Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità!

[28] Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe
e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.

[29] Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

[30] Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi".

MATTEO: 8, 11-12

[11] Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo,
Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

[12] mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti".

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LA VITA ETERNA DEGLI ELETTI

Gli eletti vivranno in eterno,e saranno come angeli:

LUCA: 20, 34-38


[34] Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;

[35] ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito;

[36] e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.

[37] Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore:
Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.

[38] Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui".

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Nel Regno dei Cieli la vita sarà vera, si potrà anche prendere il cibo:

LUCA: 22, 15-18

[15] e disse: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione,

[16] poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio".

[17] E preso un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra voi,

[18] poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio".

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Gesù promette grandi cose ai suoi apostoli:

LUCA: 22; 28-30

[28] Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;

[29] e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me,

[30] perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

Davvero gli Apostoli regneranno in eterno:

MATTEO: 19, 27-29

[27] Allora Pietro prendendo la parola disse: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?".

[28] E Gesù disse loro: "In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione,
quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele.

[29] Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome,
riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.

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Concludiamo dicendo; beati gli eletti nl Regno dei Cieli !

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Citazioni Bibbia
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM


http://sites.google.com/site/lesacrescritture/



http://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-giudizio-universale

LA VITA DOPO LA MORTE


LA VITA DOPO LA MORTE




A cura di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti

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IL PARADISO CELESTE ESISTE

Gesù rassicurò i suoi apostoli sulla vita dopo la morte:

GIOVANNI: 14, 1-3

[1] "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

[2] Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;

[3] quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.


GIOVANNI: 17, 24

[24] Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria,
quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

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Questo insegnamento della vita dopo la morte e del Paradiso Celeste era creduto dagli Apostoli,
ecco che anche San Paolo parla di questa realtà:

FILIPPESI: 1, 21-26

[21] Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.

[22] Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere.

[23] Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio;

[24] d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne.

[25] Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d'aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede,

[26] perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.

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Gli atei e gli agnostici si illudono che dopo la morte non c'è più nulla, ma le Sacre Scritture ci insegnano
che dopo la morte l'anima continua a vivere.
Chi muore se è giusto viene portato in cielo, se è un peccatore viene portato negli inferi:

LUCA: 16, 19-31

[19] C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.

[20] Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,

[21] bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

[22] Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.

[23] Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.

[24] Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

[25] Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.

[26] Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.

[27] E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,

[28] perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.

[29] Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.

[30] E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.

[31] Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi".


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Citazioni Bibbia

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI DAL NUOVO TESTAMENTO


IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI DAL NUOVO TESTAMENTO




Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti.

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI DAL VANGELO DI SAN MATTEO


Gesù insegnava ai suoi discepoli riguardo la sua seconda venuta alla fine dei tempi, vediamo molte citazioni
nel Vangelo secondo San Matteo:



MATTEO: 7, 21-23

[21] Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
[22] Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?

[23] Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.

MATTEO: 10, 23

[23] Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.


MATTEO: 13, 40-43


[40] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

[41] Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità

[42] e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.

[43] Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!


MATTEO: 16, 26-27


[26] Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?

[27] Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.


MATTEO: 24, 23-31


[23] Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete.

[24] Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.

[25] Ecco, io ve l'ho predetto.

[26] Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete.

[27] Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.

[28] Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

[29] Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

[30] Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

[31] Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.

MATTEO: 25, 31-33

[31] Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.

[32] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,

[33] e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.



MATTEO: 26, 63-64
[63] Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".

[64] "Tu l'hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico:
d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra di Dio,
e venire sulle nubi del cielo".

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Gesù tornerà fisicamente alle fine dei tempi, ma spiritualmente è sempre con noi:

MATTEO: 28, 16-20

[16] Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

[17] Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

[18] E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.

[19] Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

[20] insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN MARCO


Gesù prima della sua passione rivela ai suoi apostoli i tempi finali e il suo glorioso ritorno:

MARCO: 13, 1-37

[1] Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: "Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!".

[2] Gesù gli rispose: "Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta".

[3] Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte:

[4] "Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?".

[5] Gesù si mise a dire loro: "Guardate che nessuno v'inganni!

[6] Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti.

[7] E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.

[8] Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.

[9] Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro.

[10] Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.

[11] E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.

[12] Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.

[13] Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

[14] Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;

[15] chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;

[16] chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.

[17] Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!

[18] Pregate che ciò non accada d'inverno;

[19] perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà.

[20] Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni.

[21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete;

[22] perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

[23] Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.

[24] In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore

[25] e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

[26] Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

[27] Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.

[28] Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina;

[29] così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.

[30] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.

[31] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

[32] Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

[33] State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.

[34] È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.

[35] Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,

[36] perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.

[37] Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!".


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Quindi un giorno verrà la fine di questo mondo, ci saranno distruzioni e tribolazioni,
e verrà Gesù a giudicare tutti gli uomini e a salvare gli eletti.

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN LUCA



Il ritorno di Gesù alla fine dei tempi, la sua seconda venutà, ultimamente per opera di persone ignoranti,
falsi cristiani ed agnostici, che scrivono romanzi o fanno film, fantasiosi e blasfemi, avverrebbe tramite
una specie di reincarnazione, con la nascità di un bambino,o l'incarnazione dello spirito di Gesù in un uomo, un nuovo Cristo.
Niente di più falso e blasfemo, poiché le Sacre Scritture, ci rivelano chiaramente riguardo come avverrà il glorioso
ritorno del Signore Gesù.

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Prima di tutto Gesù esiste, è vivo, quando è risorto dalla morte, non era un fantasma, ma aveva un corpo fisico insieme a quello
spirituale:

LUCA: 24, 36-43

[36] Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".

[37] Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.

[38] Ma egli disse: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

[39] Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho".

[40] Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

[41] Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".

[42] Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;

[43] egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

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Gesù da risorto rimane con i suoi apostoli per quaranta giorni:

ATTI: 1, 3

[3] Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.

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Passati questi quaranta giorni, Gesù ascende al cielo:

LUCA: 24, 50-53

[50] Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.

[51] Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.

[52] Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia;

[53] e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

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Gesù ascende al cielo, e da li verrà alla fine dei tempi, proprio Lui:

ATTI: 1, 9-12

[9] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo.

[10] E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero:

[11] "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".

[12] Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

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Gesù è l'unico Cristo, l'unico Salvatore, l'Unigenito Figlio di Dio, e vive e regna in etetrno:

LUCA: 1, 30-33


[30] L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

[32] Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

[33] e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

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Gesù è stato condannato a morte per avere rivelato la sua vera identità:

LUCA: 22, 67-69

[67] "Se tu sei il Cristo, diccelo". Gesù rispose: "Anche se ve lo dico, non mi crederete;

[68] se vi interrogo, non mi risponderete.

[69] Ma da questo momento starà il Figlio dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio".

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Gesù ci ha avvertiti riguardo ai falsi cristi:

LUCA: 17, 20-25


[20] Interrogato dai farisei: "Quando verrà il regno di Dio?", rispose:

[21] "Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!".

[22] Disse ancora ai discepoli: "Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete.

[23] Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.

[24] Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno.

[25] Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa generazione.

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Il ritorno di Gesù averrà solo alla fine dei tempi, accompagnato da fenomeni terrificanti e catastrofici:

LUCA: 21: 25-28

[25] Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

[26] mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

[27] Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

[28] Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina".

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Concludendo, Gesù vive in eterno, spiritualmente è sempre con noi, fisicamente tornerà solo alla fine dei tempi come Giudice Universale.

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN GIOVANNI


Nel Vangelo secondo San Giovanni si parla del glorioso ritorno del Signore Gesù,
ma quello che viene eccentuato è la divinità di Gesù, si parla della sua preesistenza,
della sua discesa dal cielo, del suo ritorno al padre.

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GESU' PREESISTEVA

GIOVANNI: 1, 1-3


[1] In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

[2] Egli era in principio presso Dio:

[3] tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.

GIOVANNI: 8, 57-58

[57] Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?".

[58] Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono".


GIOVANNI: 17, 4-5

[4] Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.

[5] E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.


GIOVANNI: 17, 24

[24] Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria,
quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

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GESU' DISCESO DAL CIELO

GIOVANNI: 1, 9-10


[9] Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.

[10] Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.


GIOVANNI: 3, 13

[13] Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo.

GIOVANNI: 3, 31

[31] Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra.
Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.

GIOVANNI: 6, 32-38

[32] Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero;

[33] il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo".

[34] Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane".

[35] Gesù rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

[36] Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete.

[37] Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò,

[38] perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.


GIOVANNI: 6, 48-51


[48] Io sono il pane della vita.
[49] I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

[50] questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

[51] Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

GIOVANNI: 6, 62-63

[62] E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima?

[63] È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.


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GESU' SALE AL PADRE

GIOVANNI: 33-34

[33] Gesù disse: "Per poco tempo ancora rimango con voi, poi vado da colui che mi ha mandato.

[34] Voi mi cercherete, e non mi troverete; e dove sono io, voi non potrete venire".

GIOVANNI: 8, 21-24

[21] Di nuovo Gesù disse loro: "Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire".

[22] Dicevano allora i Giudei: "Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?".

[23] E diceva loro: "Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.

[24] Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati".


GIOVANNI: 13, 33

[33] Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.


GOVANNI: 13, 36

[36] Simon Pietro gli dice: "Signore, dove vai?". Gli rispose Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi".

GIOVANNI: 14, 1-3

[1] "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

[2] Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;

[3] quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.


GIOVANNI: 16, 5-7

[5] Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai?

[6] Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

[7] Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore;
ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.

GIOVANNI: 16, 16-17

[16] Ancora un poco e non mi vedrete; un pò ancora e mi vedrete".

[17] Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: "Che cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete,
e un pò ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?".

GIOVANNI: 17, 9-13

[9] Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.

[10] Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.

[11] Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato,
perché siano una cosa sola, come noi.

[12] Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto,
tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.

[13] Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.

GIOVANNI: 20, 16-18

[16] Gesù le disse: "Maria!". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro!

[17] Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro:
Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro".

[18] Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto.


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GESU' E' SEMPRE CON NOI

GIOVANNI: 14, 18-24

[18] Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.

[19] Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

[20] In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

[21] Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui".

[22] Gli disse Giuda, non l'Iscariota: "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?".

[23] Gli rispose Gesù: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

[24] Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.


GIOVANNI: 14, 28-29

[28] Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.

[29] Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.


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GESU' TORNERA' SULLA TERRA

GIOVANNI: 21, 20-24
[20] Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato:
"Signore, chi è che ti tradisce?".

[21] Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: "Signore, e lui?".

[22] Gesù gli rispose: "Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi".

[23] Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto,
ma: "Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?".

[24] Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

GIOVANNI: 5, 19-29


[19] Gesù riprese a parlare e disse: "In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.

[20] Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.
[21] Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;

[22] il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,

[23] perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

[24] In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

[25] In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.

[26] Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;

[27] e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.

[28] Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

[29] quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.


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Vediamo che il Vangelo di Giovanni è diverso dai Vangeli Sinottici, anche se la storia è la stessa,
è un Vangelo più spirituale, che completa i racconti dei Sinottici.
Anche il Vangelo di Giovanni parla del ritorno glorioso del Signore Gesù.

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU' ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN PAOLO



San Paolo, nelle sue lettere ci parla dei tempi finali, dell' anti-cristo, del glorioso ritorno del Signore Gesù, e della risurrezione dei morti.
Quello che troviamo scritto nelle lettere paoline è l'insegnamento che davano gli Apostoli ai fedeli cristiani nei primi tempi,
quindi le lettere paoline hanno grande valore storico.
Vediamo che grande era l'attesa per il ritorno di Gesù e la realizzazione del Regno dei Cieli.

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1 TESSALONICESI: 4, 13-17

[13] Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza.

[14] Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.

[15] Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti.

[16] Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo;

[17] quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore.

[18] Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

2TESSALONICESI: 2, 1-14

[1] Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui,

[2] di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente.

[3] Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione,

[4] colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.

[5] Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose?

[6] E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora.

[7] Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.

[8] Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta, l'iniquo,

[9] la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri,

[10] e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi.

[11] E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna

[12] e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità.

[13] Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza,
attraverso l'opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità,

[14] chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

1 CORINZI: 15, 1-30

[1] Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi,

[2] e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!

[3] Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture,

[4] fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture,

[5] e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

[6] In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

[7] Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

[8] Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

[9] Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

[10] Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.

[11] Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

[12] Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?

[13] Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!

[14] Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.

[15] Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono.

[16] Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;

[17] ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.

[18] E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.

[19] Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

[20] Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

[21] Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;

[22] e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.

[23] Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;

[24] poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

[25] Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.

[26] L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

[27] perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

[28] E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

[29] Altrimenti, che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?

[30] E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente?






1 CORINZI: 15, 51-55

51] Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,

[52] in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

[53] È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.

[54] Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.
[55] Dov'è, o morte, la tua vittoria?
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?

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Citazioni Bibbia

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM


http://sites.google.com/site/lesacrescritture/



http://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-glorioso-ritorno-del-signore-gesu-alla-fine-dei-tempi-dal-nuovo-testamento

LA SANTA TRINITA' NEL NUOVO TESTAMENTO



LA SANTA TRINITA' NEL NUOVO TESTAMENTO

Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber studiosi biblisti.

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LA SANTA TRINITA' DAL VANGELO SECONDO MATTEO

Vediamo chiaramente descritta la Santa Trinita' durante il Battesimo di Gesù.
Vangelo di Matteo : 3,13-17.

Battesimo di Gesù
[13]In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14]Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».

[15]Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.

[16]Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

[17]Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

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In questo evento evangelico vediamo che Dio si manifesta in tre persone distinte; il Figlio-Dio Gesù che esce dal Giordano,

lo Spirito Santo-Dio che come una colomba viene su Gesù, e una voce viene dal cielo, la voce di Dio-Padre.

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Ora Gesù stesso svela la Santa Trinita'; Vangelo di Matteo : 28,18-20



Apparizione in Galilea e missione universale
[16]Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

[17]Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

[18]E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.

[19]Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

[20]insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

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In questo evento evangelico vediamo che Gesù insegna il Battesimo nel nome di Dio, che è nello stesso tempo Padre, Figlio e Spirito Santo.

Quindi la Santa Trinita' e' una verità evangelica.

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LA SANTA TRINITA' DAL VANGELO DI SAN LUCA : 1,26-38


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La grandezza di Maria ed il suo legame con la Santa Trinità.

VANGELO DI SAN LUCA : 1,26-38

L'annunciazione
[26]Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,

[27]a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

[28]Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

[29]A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

[30]L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31]Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [32]Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo;

il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre [33]e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

[34]Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». [35]Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te,

su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

[36]Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:

[37]nulla è impossibile a Dio». [38]Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

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Ecco il legame tra Maria e la Santa Trinità , vediamo che Maria darà alla luce il Figlio di Dio, quindi il Figlio-Dio; nel versetto : 1,32- e 1,35.

Il concepimento avverrà tramite lo Spirito Santo che scenderà sopra di lei, quindi lo Spirito Santo-Dio, nel versetto : 1,35,

e vediamo che la potenza dell'Altissimo la coprirà con la sua ombra, quindi Dio-Padre coprirà Maria con la sua ombra, nel versetto : 1,35.

Quindi Maria mentre è in attesa di dare alla luce il suo primogenito, vediamo che il bambino, il Figlio di Dio, viene concepito mediante lo Spirito Santo,

mentre l'Altissimo stesso è presente coprendo Maria con la sua ombra.

Quindi Maria è veramente piena di grazia come dice l'Angelo Gabriele nel versetto : 1,28.

Quindi colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio, versetto : 1,35.

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LA SANTA TRINITA' NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI


Le tre persone della Santa Trinita' sono tre persone distinte con diverse funzioni,
insieme sono una Trinita' e nello stesso tempo sono una Unita' cioè sono Dio.

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Vangelo di Giovanni: 14,15-17


[15]Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
[16]Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,
[17]lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.

Vediamo che Gesù il Figlio-Dio, prega il Padre-Dio, il quale manderà il Paraclito, il Consolatore,
cioè lo Spirito Santo-Dio.
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Vangelo di Giovanni: 14,25-26


25]Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. [26]
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome,
egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Vediamo che il Padre-Dio manderà lo Spirito Santo-Dio nel nome del Figlio-Dio Gesù.

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Vangelo di Giovanni: 15,26

[26]Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre,

lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza;

[27]e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.



Ancora vediamo che Gesù il Figlio-Dio manderà dal Padre-Dio, lo Spirito Santo-Dio,

il quale viene a rendere testimonianza su Gesù.

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Vangelo di Giovanni: 16,12-15



12]Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

[13]Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé,

ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.

[14]Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà.

[15]Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.

Vediamo che lo Spirito Santo-Dio, guiderà gli Apostoli alla verità tutta intera, perché prenderà di Gesù,

il Figlio-Dio, poiché tutto quello che possiede il Padre-Dio è del Figlio-Dio Gesù.

Quindi le tre persone della Santa Trinità sono diverse con diverse funzioni,

il Padre-Dio ha la funzione più autorevole, il Figlio-Dio è il Salvatore, e lo Spirito Santo-Dio è il Consolatore,

che viene a testimoniare Gesù e a guidare gli Apostoli nella missione affidata loro da Gesù il Figlio di Dio.

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LA SANTA TRINITA' DAL LIBRO DEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI


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Dagli Atti degli Apostoli: 2,29-41

[29] (Pietro): " Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide,

che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi.

[30]Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,

[31]previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:

questi non fu abbandonato negli inferi,
né la sua carne vide corruzione.

[32]Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.

[33]Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso,

lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. [34]Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:

Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
[35]finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.

[36]Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso! ".

[37]All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli:

«Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». [38]E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo,

per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.

[39]Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».

[40]Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa».

[41]Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.

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Ecco come si delinea nel credo di Pietro la realta' della Santa Trinita',

Gesù il Figlio-Dio viene risuscitato dal Padre-Dio, versetto: 2,32,

dopo Gesù il Figlio-Dio ascende alla destra del Padre-Dio, dopo avere ricevuto dal Padre-Dio lo Spirito Santo-Dio, versetto: 2,33.

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Poi vediamo che bisogna battezzarsi nel nome di Gesù Cristo,

il Figlio-Dio, e dopo si riceve lo Spirito Santo-Dio, versetto: 2,38;

questo avviene per volontà del Signore Dio-Padre, versetto: 2,39.

Per quanto riguarda la promessa per tutti quelli che sono lontani citata nel versetto: 2,39; si veda Isaia: 49,1; 57,19;

e Zaccaria: 6,15; profezie che indicano la conversione dei pagani.

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LA SANTA TRINITA' NELLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO

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DALLA PRIMA LETTERA PIETRO: 1,1-12


Indirizzo e saluto
[1]Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia,

nell'Asia e nella Bitinia, eletti [2]secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito,

per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza.

Introduzione. L'eredità donata dal Padre
[3]Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati,

mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, [4]per una eredità che non si corrompe,

non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, [5]che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede,

per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi.

Amore e fedeltà nei contronti del Cristo
[6]Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove,

[7]perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire,

tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo:

[8]voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa,

[9]mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime.

La rilevazione profetica dello Spirito
[10]Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata

[11]cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro,

quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle.

[12]E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate

da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.

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Ecco come Pietro crede e proclama la Santa Trinità, già nel dare il saluto introduttivo parla di lui, Pietro discepolo di Gesù Cristo,

il Fglio-Dio, e si rivolge agli eletti secondo la prescienza di Dio Padre, e la santificazione dello Spirito Santo-Dio, versetto: 1,1-2.



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Pietro parla della benedizione riguardo Dio e Padre del Signore Gesù Cristo, il Figlio-Dio, versetto: 1,3.

Pietro accenna ai profeti, questi profetizzavano attraverso lo Spirito di Cristo, versetto: 1,10-11.

Poi Pietro rivela che gli Apostoli predicano il Vangelo nello Spirito Santo-Dio, mandato dal cielo, versetto: 1,12.

Quindi Pietro distingue il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, e vediamo che Dio è il Padre del Signore Gesù Cristo,

il quale è risorto, ed il suo Spirito agiva nei Profeti, i quali profetizzrono riguardo il Vangelo, che ora viene annunziato

mediante lo Spirito Santo che è stato mandato dal cielo, cioè da Dio Padre.

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LA SANTA TRINITA' E LO SPLENDORE E I DONI DELLO SPIRITO SANTO
NELLA PRIMA LETTERA AI CORINZI


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DALLA LETTERA I AI CORINTI: 12,1-31
I doni spirituali o "carismi"
[1]Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell'ignoranza.

[2]Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare verso gli idoli muti secondo l'impulso del momento.

[3]Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire «Gesù è anàtema»,

così nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spirito Santo.

Diversità e unità dei carismi
[4]Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; [5]vi sono diversità di ministeri,

ma uno solo è il Signore; [6]vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

[7]E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune:

[8]a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza;

[9]a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito;

[10]a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti;

a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue.

[11]Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.

Paragone del corpo
[12]Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo.

[13]E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo,

Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.

[14]Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra.

[15]Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo»,

non per questo non farebbe più parte del corpo. [16]E se l'orecchio dicesse:

«Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo.

[17]Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l'udito? Se fosse tutto udito, dove l'odorato?

[18]Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto.

[19]Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? [20]Invece molte sono le membra,

ma uno solo è il corpo. [21]Non può l'occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»;

né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». [22]Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie;

[23]e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto,

e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, [24]mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.

Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava,

[25]perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.

[26]Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato,

tutte le membra gioiscono con lui. [27]Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.

La gerarchia dei carismi. Inno alla carità
[28]Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti,

in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza,

di governare, delle lingue. [29]Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli?

[30]Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

[31]Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.

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Vediamo che Paolo conosce bene il concetto di Santa Trinità, e lo spiega bene con grande semplicità.

Paolo fa capire che Dio-Padre, il Fglio Gesù e lo Spirito Santo sono una Unità, versetti: 12,3.

Paolo spiega che ci sono molti doni carismatici, ma è solo uno lo Spirito Santo, versetto: 12,4.

Paolo spiega che ci sono diversi doveri pastorali, ma è solo uno il Signore Gesù, versetto: 12,5.

Paolo spiega che vi sono diverse operazioni, impegni pastorali, ma è solo uno il Dio, versetto: 12,6.

Paolo spiega che sebbene i doni carismatici, sono diversi, come guarire, profetizzare e parlare in lingue,

lo Spirito Santo mediante il quale esistono questi carismi è uno solo, versetti: 12,7-11.

Paolo spiega il corpo mistico, la chiesa, la quale è formata da credenti, giudei, greci, schiavi e liberi, con

diversi doni carismatici, ma insieme formano un solo corpo, e tutti sono stati battezzati in un solo Spirito,

formando il corpo di Cristo, versetti: 12,12-13.

Paolo spiega che nel corpo sono necesari tutte le membra, occhi, braccia e così via, lo stesso nel corpo mistico

tutti i credenti sono necessari al buon andamento della chiesa, del corpo di Cristo, versetti: 12,14-27.

Paolo spiega che è stato Dio a stabilire che nel corpo mistico ci fossero, Apostoli, profeti e maestri,

e che ogni un avesse un dono carismatico, chi quello dei miracoli, chi la profezia, chi le lingue, doni

tutti utili per la comunità dei credenti, versetti: 12,28-31.

Paolo conclude annunciando che spiegerà il carisma più grande, e lo farà nei versetti succesivi.

Ma ecco in questi versetti :12,1-31, vediamo che Paolo insiste sull'unità, come cè un solo Dio e un solo

Signore, anche se i doni carismatici sono diversi, c'è solo uno Spirito Santo.

Anche se nella chiesa ci sono, Apostoli, pofeti e maestri, con diversi doni, anche se ci sono

giudei, greci, schiavi e liberi, insieme formano un solo corpo ,il corpo mistico.

Corpo mistico, visto come il corpo di Cristo, composto da membra battezzati con un solo Spirito.

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Citazioni Bibbia Cei



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